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Cesaṛ (Sicilia): visita alla cittadina sui Nebrodi

Cesaṛ, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Uno dei più remoti e isolati comuni appartenenti all’hinterland di Messina è Cesarò, lontano 70 km dalla città più prossima, Catania, e 130 km da Palermo.

Se questo isolamento può risultare seriamente problematico per la popolazione nei mesi più freddi, in estate l’amenità di questo paese è certamente una manna dal cielo e un motivo di notevole sollazzo dato il clima temperato e la frescura data da boschi e periodi altamente ventilati.

Posizione ed altitudine

La particolare posizione geografica che ne colloca l’abitato a 1.150 metri d’altitudine sulla dorsale dei Monti Nebrodi vicino ai laghi Biviere e Maulazzo fa di Cesarò un paese che cela nel silenzio e nella quiete le sue meraviglie, immerso nella stupenda e suggestiva area protetta del Parco dei Nebrodi, 86.000 ettari di sistemi e formazioni boschivi dove flora e fauna non potrebbero essere più diversificate in un ambiente nel quale convivono autentiche oasi naturalistiche come le Rocche del Crasto, la Cascata del Catafurco, il Monte Soro e la Serra del Re.

Storia ed origine del nome

Questo è a ogni modo uno dei tanti aspetti che caratterizzano alquanto positivamente il centro urbano, la cui fondazione è da ricercarsi nella nebulosa cronologia antica a cui purtroppo non è possibile risalire con certezza. Si sa, tuttavia, che in origine Cesarò fu un avamposto fortificato arabo (lo indica il nome, un’evoluzione di Kaer, che significa “luogo fortificato”, poi declinato in Kasr, Kasròn e infine nell’attuale denominazione), presente già prima del XIII secolo e acquisito dalla dinastia dei Colonna Romano (sullo sperone della Rocca Giannina sorgono i ruderi di quello che era il loro castello, inaccessibile ai nemici per la sua posizione strategica) al tempo di Federico II di Svevia.

Cosa vedere a Cesarò

Le maggiori visite dei turisti entro i confini urbani della località si concentrano nell’unico grande edificio realmente rappresentativo, Palazzo Zito, ove per lungo tempo dimorò l’omonima famiglia e in cui oggi trova insediamento una curatissima casa museo custode di arredi, affreschi e opere d’arte rigorosamente originali, il tutto adeguatamente restaurato nel 2009 per una miglior conservazione del patrimonio. Qui giace insomma un’ingente memoria storica distribuita su tre piani e che ha il suo apice nella bellezza disarmante della Sala Rossa, le cui volte dipinte con scene di caccia e vita quotidiana impressionano.

Da non dimenticare, comunque, che il borgo riflette in sé e per sé la tradizione devozionale di una regione, la Sicilia, da sempre fortemente avvezza al culto religioso. Ecco allora elevarsi la quattrocentesca Chiesa Madre della Madonna Assunta con il settecentesco sarcofago di Giovanni Antonio Romano Colonna, la Chiesa di San Calogero con il fercolo del Santo Patrono e le altre tre chiese intitolate rispettivamente a Sant’Antonio da Padova, alla Madonna delle Grazie e alla Madonna del Rosario.

Prodotti tipici

In un paese dalla spiccata vocazione agricola, la gastronomia ha sempre seguito di pari passo l’evoluzione del mestiere campestre, cui si deve un invitante caleidoscopio culinario fatto essenzialmente di pietanze e ricette dagli ingredienti semplici, facilmente reperibili e tipici di una cucina povera ma genuina e assolutamente saporita. Di essa fanno parte integrante i maccheroni freschi conditi con minimale sugo di pomodoro, carne di maiale e ricotta salata, quest’ultima vera chicca dell’industria casearia autoctona insieme ad altri derivati del latte, pecorino, provola e tuma. La carne alla griglia aromatizzata va per la maggiore e si guadagna sia durante le feste che fuor di esse un larghissimo consenso popolare per la sua capacità di far convivio e aggregazione allo stesso modo del pane fatto in casa e cotto in forno a legna. I dolci a base di frutta secca sono il paradiso soprattutto dei bambini, che apprezzano non poco queste delizie: molto utilizzate sono le mandorle e i pistacchi, in buona parte provenienti dalla confinante Bronte, patria del Pistacchio DOP.

La Sagra di Cesarò

A proposito di aggregazione e convivialità, a Cesarò si tiene a cadenza annuale nel mese di ottobre la celebre e partecipata Sagra del Suino Nero e del Fungo Porcino dei Nebrodi, un tripudio di festa e sapori che richiama migliaia di avventori.

Come arrivare

La SS 289 Sant’Agata di Militello-Cesarò permette di arrivare comodamente in auto al paese partendo da Messina; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Sant’Agata di Militello, collegata a Cesarò da autobus extraurbani; il Catania Fontanarossa risulta l’aeroporto più vicino al paese.

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