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Sambuca di Sicilia, cosa vedere nel borgo lungo la strada del vino

Sambuca di Sicilia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’isola sicula ha potuto nel tempo beneficiare di una commistione che ha interessato diverse popolazioni e culture, tra le quali l’antica erudizione dei Mori, forieri di un bagaglio di conoscenze in ambito architettonico e sociale proprie dei moderni Arabi. Zabut (in arabo arcaico as-Sabuqah, ovvero “luogo remoto” secondo l’interpretazione dello scrittore Leonardo Sciascia) venne da loro fondata intorno all’830: parliamo di Sambuca, località ubicata nell’hinterland sud-occidentale agrigentino, ai limiti della Valle del Belice e alle pendici del Monte Geruardo, che registra un’altitudine interposta fra i 310 e i 365 metri.

Inizialmente insediamento con un potenziale assicurato, Sambuca conosce dal XV al XIX secolo periodi d’altalenante umore, con sventura e fortuna ad avvicendarsi vorticosamente dando adito a prosperità e carestia, fecondità e povertà, tranquillità e irrequietudine, dualismi d’opposizione in grado paradossalmente di imporre a ogni modo uno sviluppo essenziale per una cittadina destinata a un rapido incremento di cinte murarie (a scopo di difesa), edificazione di tenute, palazzi eleganti e ville nobiliari nonché numerose chiese (data la devozione religiosa imperante sull’isola), monasteri, eremi e conventi che compongono un patrimonio congeniale alla curiosità innata del turista in visita, chicche storiche assolutamente consigliate alla visione contemplativa.

Doveroso dunque far tappa al Santuario di Maria Santissima dell’Udienza, patrona locale, alla chiesa di San Calogero, all’ottocentesco teatro “L’Idea” e all’Antiquarium di Monte Adranone nei pressi del Monastero di Santa Caterina dove giacciono esposti molteplici reperti riesumati nel sito archeologico di Adranone. Qui s’apre una parentesi importante che coincide con uno specifico inserto storico: Adranone fu una città fortezza greco-punica risalente al VI secolo a.C., purtroppo distrutta nel III secolo a.C. Dal 1968 gli scavi hanno dato risultati eccezionali, con ritrovamenti unici nel loro genere dai quali si è evinta una necropoli e con essa l’imponente cinta muraria in parallelo a diversi resti zonali dell’area suburbana.

Perla delle varie scoperte rimane la Tomba della Regina, strutturata con camera ipogeica. Il peculiare tour si conclude con l’ingresso alla pinacoteca del Gianbecchina, che dell’artista custodisce opere molto belle e significative. Rimettendosi in marcia sulla via maestra delle meraviglie, ci si imbatte nel Terrazzo Belvedere, nella Piazza Baldi Centelles e poi a risalire verso un’immersione tutta da vivere nel cuore del Quartiere Arabo attraversato dai sette vicoli saraceni ed esteticamente nobilitato dalla presenza della Chiesa della Matrice, posta là dove in passato sorgeva il Castello di Zabut.

Il contesto naturalistico non viene meno, cosicché si possa in tutta libertà giungere al lago Arancio, crogiuolo di specie faunistiche stupende come cicogne, aironi, falchi, gabbiani e persino svassi indiani, che possono straordinariamente convivere con le sessioni annuali di sci nautico mondiale, molto praticato specialmente dagli amanti dello sport acquatico. Un po’ più isolato e placido si rivela il Parco della Risinata, attrezzato e incastonato in un sontuoso bosco di conifere ed esemplari componenti la folta macchia mediterranea.

A breve distanza ecco la famosa cantina Planeta Ulmo, esponente primaria della cultura enologica autoctona tramite conservazione e vendita di vini pregiati: usuale trovare bottiglie di Alastro, Chardonnay, Plumbago, Merlot e Syrah, nettari estratti dai vigneti limitrofi. L’azienda è l’ideale per esperti ma anche neofiti, poiché qui si trova sostanzialmente un museo a cielo aperto iter vitis tutto dedicato alla storia della viticoltura siciliana; da non trascurare inoltre il sentiero naturalistico denominato “La Segreta”, tripartito in passeggiate fra vitigni e territori selvatici incantevoli.

Urge un chiarimento: quando si pensa alla città di Sambuca, si può venire tratti in inganno in relazione all’omonimo liquore ormai esportato e riprodotto nelle mille variabili in tutto il mondo. Ebbene, non vi è alcun rapporto fra località e bevanda alcolica in quanto la Sambuca trae il suo nome non da un luogo geografico bensì dal fiore di Sambuco - il Sambucus nigra – e viene distillata a Civitavecchia, sua città natia. Tipico della località siciliana è invece a buon diritto il tradizionale dolce conosciuto con l’appellativo di seni di vergini, una pasta fresca creata nel 1725 da Suor Virginia Casale di Rocca Menna e celebrata dalla Sagra delle Minni di Vergini.

Altri eventi da non perdere sono: in primis la festa patronale che si svolge la terza domenica di maggio, processione molto suggestiva che si accosta al Palio dell’Udienza; Calici di Stelle nel quartiere saraceno, una serata entusiasmante ravvivata da artisti di strada e narratori di antiche leggende e racconti; Aziende in Fiera, caleidoscopio di degustazioni ed esposizioni enogastronomiche ricche di autentiche eccellenze proposte al pubblico; Festival Il Borgo colore del vino, kermesse della durata di tre giorni capace di coniugare in armonia vino e letteratura snocciolati insieme in incontri, dibattiti e assaggi.

Sambuca è stato nominato ufficialmente Borgo dei Borghi 2016 dopo aver vinto la gara indetta dal programma televisivo “Alle falde del Kilimangiaro”.

Come arrivare
In auto da Agrigento, percorrere la Strada Europea E931 in direzione Mazara del Vallo; uscire a San Bortolo dopo Sciacca al km 63 e proseguire lungo la SS624 Palermo-Sciacca in direzione Palermo con uscita al Bivio Gulfa. Attivo il servizio autobus Autolinee Salvatore Lumia, partenti da Agrigento, Sciacca, Trapani e Menfi. Aeroporti collegati: Aeroporto “Falcone-Borsellino” di Punta Raisi a Palermo e Aeroporto di Trapani Birgi “Vincenzo Florio”.

Foto © Ennio Gurrera / Wikipedia
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