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Trapani (Sicilia): guida alla cittą tra spiagge, chiese e saline

Trapani, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quando, sul suo carro trainato da serpi alate, Cerere sorvolava il mondo alla ricerca della figlia perduta, le cadde di mano la falce nel punto in cui Mar Tirreno e Mar Mediterraneo si incontrano. Secondo un’altra versione, quella falce la perse Saturno dopo aver evirato il padre Urano. A chi appartenne poco importa, essa, una volta toccato il mare, si trasformò e divenne la fascia di terra su cui venne in seguito fondata Trapani. Il nome della città deriva infatti dal greco antico Drepanon, che significa appunto “falce”.

Oggi Trapani è uno dei capoluoghi di provincia della Sicilia, e dopo la lunga crisi del secondo dopo guerra vive ora un momento di grande rinascita, grazie all’importante intervento delle istituzioni locali.

La città nasce come porto della vicina Erice da cui provenivano gli Elimi, che in età protostorica abitavano già queste zone. Quando nell’IX secolo a.C. i Fenici approdarono qui per la prima volta trovarono quindi un piccolo borgo già formato, tuttavia la loro influenza fu davvero importante. Successivamente Trapani fu una storica alleata di Cartagine nella guerra contro i Romani, che nella battaglia delle Isole Egadi ebbero la meglio e conquistarono la città. Il nome venne latinizzato e da Drepanon divenne Drepanum, ma questo non fu l’unico intervento dei Romani, i quali non perdonarono alla città l’alleanza con i nemici e quindi la osteggiarono fortemente.

Trapani ha visto abitare nei suoi territori numerosi popoli: Vandali e Bizantini, quindi Arabi ed infine Normanni. Queste due ultime civiltà diedero un forte impulso allo sviluppo commerciale e culturale del luogo. Dopo Angioini e Aragonesi, il 20 agosto 1535 Carlo V approdò a Trapani e vi insediò un Senato. L’imperatore rimase talmente affascinato dal potenziale della città da riferirsi ad essa come “Chiave del Regno”.

Nei secoli successivi il controllo di Trapani fu in mano prima Sabauda e poi austriaca fino al 1738, anno in cui la “città tra i due mari” entra a far parte del Regno delle due Sicilie dei Borboni. Nel secolo di dominazione borbonica vi fu un interessante sviluppo urbanistico e architettonico, oltre ad un’importante crescita economica grazie all’industria e al commercio del sale e del tonno. Nel 1861, infine, anche Trapani divenne città del Regno d’Italia.

Il passaggio di tutte queste culture e civiltà ha ovviamente lasciato il segno nella città, ora formata da agglomerati di case, palazzi e chiese tutti risalenti ad epoche differenti. Un po’ come in tutti centri abitati di Italia le chiese sono tantissime. La Basilica-Santuario di Maria Santissima Annunziata è sicuramente l’edificio più importante per i trapanesi. Il nucleo attorno a cui si è sviluppata l’attuale costruzione risale al 1250 ma gli ingenti lavori del ‘700 le hanno conferito uno stile barocco-rinascimentale. La basilica è dedicata alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e ospita al suo interno una preziosa statua in marmo pario raffigurante la Madonna con Bambino, oltre le reliquie dei Santi Clemente e Alberto e del Beato Rabatà. Nei pressi dell’edificio sacro, nei locali dell’ex convento si trova poi il Museo Regionale Agostino Pepoli, con il tesoro della Madonna.

Proseguendo verso il centro storico le chiese degne di interesse che si incontrano sono numerosissime. Fra queste sono la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa dei Cappuccini, la Chiesa di San Pietro e la Chiesa del Purgatorio prospicente all’omonima piazzetta. I lavori di costruzione iniziarono nel 1688 e vennero terminati nel 1712. In stile barocco, è adornata da un gruppo di dodici statue raffiguranti gli Apostoli e Cristo. Un’altra bellissima chiesa, quella di Santa Maria dell’Itria, si trova nell’importante via Garibaldi, dove i palazzi signorili (Palazzo Riccio e Palazzo Milo) si alternano agli edifici sacri.

La Cattedrale trapanese, dedicata a San Lorenzo, si trova lungo Corso Vittorio Emanuele. Edificata nel 1421 per volere di Alfonso il Magnanimo venne più volte modificata fino ai primi anni dell’ottocento, quando vennero realizzate le decorazioni in stucco e le pitture. Nell’edificio stile barocco e stile neoclassico si mescolano perfettamente e all’interno sono conservate importante opere artistiche, fra cui si segnala in particolare la Crocifissione di Van Dyck. La via in cui la Cattedrale fu costruita termina scenograficamente con il Palazzo Senatorio, caratterizzato dai due grandi orologi verdi che spiccano verso il cielo. Come la maggior parte degli edifici storici trapanesi è un bellissimo esempio di stile barocco, elegante e ben conservato. Nei pressi del Palazzo, oggi sede del Municipio, si trova l’antica Fontana di Saturno, costruita nel 1342 per celebrare la realizzazione dell’acquedotto e dedicata al dio pagano considerato a lungo fondatore della città.

Altri storici edifici trapanesi sono Palazzo Fardella, Palazzo Sanseverino e la rinascimentale Chiesa del Carmine di via Libertà. Il trecentesco Palazzo della Giudecca, antico palazzo nobiliare del quartiere ebraico fu di proprietà di una ricca famiglia di banchieri. L’attuale facciata caratterizzata dal bugnato in punta di diamante è dovuta alla famiglia Ciambra, che nel 1492 entrò in possesso dell’edificio e vi apportò delle modifiche di gusto catalano. In città non mancano esempi di stile liberty, come Casina delle Palme, il Palazzo delle Poste e Villino Nasi. Quest’ultimo ha un ubicazione davvero scenografica, circondato dal mare fra lo scoglio Palumbo, la Torre di Ligny e il Castello della Colombaia.

Queste ultime due costruzioni sono di carattere militare. La prima è una torre eretta nel 1671 nel periodo di dominazione spagnola a difesa dai corsari barbareschi ed era originariamente separata dalla terraferma, posta su degli scogli. La seconda è invece una fortezza medievale che sorge su di una piccola isola nei pressi del porto. L’edificio è semplice e pulito e ciò che più lo rende affascinante è probabilmente la sua storia, che a tratti si confonde con il mito e la leggenda. Ogni popolo che si fermò a Trapani sfruttò l’importante costruzione e apportò varie modifiche.

In tempi antichi questa non era però l’unica Torre posta a protezione della città tanto che il simbolo di Trapani è composto appunto da cinque torri, le cinque torri che un tempo la difendevano: la Torre Pali, la Torre Vecchia, la Torre del Castello di Terra, la Torre del castello della Colombaia e la Torre di Porta Oscura, la più antica, modificata diverse volte nel corso del tempo e oggi impreziosita da un orologio astronomico risalente al 1596. Completano il disegno una falce e un ponte con tre archi.

Nelle afose giornate estive uno dei luoghi più freschi della città è sicuramente il giardino di Villa Margherita, ricco di vegetazione e abbellito con grandi voliere che accolgono uccelli di varie specie, capitelli dorici, e un piccolo laghetto. Da ormai più di un secolo, nel giardino ha luogo il Luglio Musicale Trapanese.

Durante i miti pomeriggi primaverili o le calde e ventilate serate d’agosto è piacevole passeggiare lungo le Mura di Tramontana che vanno da Piazza Mercato del Pesce al Bastione Conca. Da qui si gode di un paesaggio incantevole che dà sulle spiagge sottostanti.

Non mancano le spiagge, tutte situate sulla parte nord del centro: la più esterna è la spiaggia di San Giuliano, in pratica il lido della vicina Erice, ed è caratterizzata da soffici sabbie. Spostandosi verso occidente troviamo il Lido Paradiso, che però non ha spiaggia libera, e poi in centro la spiaggia di fronte a Piazza Vittorio Emanuele, ideale per bambini in virtù dell'acqua bassa. Avvicinandosi al porto troviamo la Spiaggia Mura di Tramontana, poco profonda ma suggestiva, mentre chi ama gli scogli può recarsi alla Torre Ligny, la punta estrema cittadina.

Caratteristiche di Trapani sono sicuramente le antichissime e ancora attive saline situate nella Riserva Naturale Integrale Saline di Trapani e Paceco, in cui flora e fauna sono preziosamente custodite.

I musei più importanti sono: il già ricordato Museo Regionale Agostino Pepoli, diviso in cinque sezioni dedicate rispettivamente a marmi e lapidi, dipinti, arti industriali, scultura rinascimentale e memorie del Risorgimento; il Museo di Preistoria nella Torre di Ligny con reperti provenienti dal territorio e dal mare trapanese; il Museo di arte contemporanea San Rocco e il DiArt, una collezione diocesana di arte contemporanea.

Chiunque si fermi a Trapani durante un viaggio alla scoperta della Sicilia o in una vacanza verso le Isole Egadi dovrebbe concedersi un pregiato regalo, ovvero un oggetto di artigianato locale in corallo. Per secoli infatti la pesca e lavorazione di questi scheletri calcarei è stata una delle attività principali per i trapanesi che hanno creato oggetti in grado di raggiungere una fama internazionale. Come la lavorazione del corallo la pesca ha un’antica tradizione, oggi sicuramente più viva rispetto alla precedente. In particolare Trapani è nota per la pesca del tonno e per questo non sono poche le tonnare situate nel territorio. Almeno un pranzo o una cena in città dev’essere quindi a base di pesce, ancor meglio se fa da condimento ad un piatto di couscous, piatto tipico della zona insieme al pesto alla trapanese.

Le tradizioni in Sicilia sono ancora molto vive e fortemente sentite e così è anche nella “Città del Sale e della Vela”. Qui ogni Venerdì Santo da almeno 400 anni si svolge la Processione dei Misteri, di origine spagnola. Ha la durata di ventiquattr’ore, parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio e si dirama nelle strade cittadine, dove vengono portate in processione ben 20 gruppi sacri raffiguranti la morte e la passione di Cristo. Altro evento religioso particolarmente sentito dai trapanesi è la festa della patrona, la Madonna di Trapani, il 16 agosto.

in autunno si svolge la rievocazione storica di Trapani Medievale che viene replicata l'8 agosto in occasione della ricorrenza di San Domenico. Sempre in estate, da non perdere, il festival del cibo di strada.

Oltre a queste importanti cerimonie sacre nella città hanno luogo anche diversi eventi sportivi, di cui probabilmente il più importante è l’America’s Cup.

Scegliere di visitare Trapani può quindi regalare grandi emozioni data la posizione suggestiva e la storia che vive fra i suoi edifici e nei suoi musei. Dalla città si possono poi raggiungere facilmente altri luoghi di grande valore e bellezza, come San Vito Lo Capo, con la sua splendida e incontaminata riserva naturale o l’antichissima Erice, il cui centro storico si erge sull’omonimo monte e dove è possibile gustare golosi dolci tipici come i bocconcini di pasta reale con marmellata di cedro al liquore, la genovese alla crema o i mustaccioli. Dal porto di Trapani partono poi i traghetti per le Isole Egadi e Pantelleria e per questo motivo potrebbe valere la pena una sosta di qualche giorno alla scoperta della città prima del totale relax garantito dalla magica atmosfera delle isole.

Come arrivare
Per arrivare a Trapani dall’Italia è consigliabile l’aereo. L’aeroporto di riferimento è l’aeroporto militare aperto al traffico civile di Trapani-Birgi, che dista pochi chilometri dal centro della città. Quindi, a seconda delle necessità, è possibile noleggiare un’automobile per spostarsi nella regione.
Chi ama i viaggi in auto e non soffre il mal di mare può decidere di raggiungere Trapani grazie ad uno dei tanti traghetti che collegano la Sicilia con la penisola e che partono dai principali porti italiani, come Genova, Livorno, Napoli e Salerno.
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