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Le foto di cosa vedere e visitare a Lewis and Harris

Isola Lewis e Harris (Scozia), viaggio tra i paesaggi delle Ebridi Esterne

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Il versante occidentale delle Highlands è protetto dalla furia dell’Oceano Atlantico dall’arcipelago delle Ebridi Esterne (Outer Hebrides), o Western Islands. Trattasi di un centinaio di isole brulle, remote, disposte a mezzaluna e separate dalla costa scozzese dal burrascoso stretto di Minch, costantemente sferzato dal vento. Il fascino dell’arcipelago risiede nella bellezza dei suoi paesaggi selvaggi, laddove spiagge bianchissime si alternano a torbiere, acquitrini e piccoli laghi dove il tempo pare essersi fermato.

La più conosciuta delle Ebridi Esterne è Lewis e Harris, a dispetto del nome un’unica isola divisa in due parti punteggiate da splendide baie e insenature popolate da centinaia di specie animali e vegetali. Pur essendo unite da una stretta lingua di terra, Lewis e Harris mantengono identità fortemente individuali che si incontrano nelle tradizioni e nelle usanze proprie della cultura gaelica, da queste parti più viva che mai. Dal punto di vista geografico, Lewis è caratterizzata da una distesa di brughiere di torba punteggiata di laghi, mentre a lasciare stupefatti è la densità abitativa sorprendentemente elevata per un luogo così isolato; Harris, che occupa la parte meridionale dell’isola, è se possibile ancor più suggestiva sotto il profilo paesaggistico, calamitando l’attenzione di turisti e naturalisti grazie ai suoi scorci incontaminati.

Abitata fin da epoche remote da tribù celtiche che vi diffusero la propria lingua, Lewis and Harris vanta alcune preziose testimonianze storiche, tra cui qualche pregevole castello. Molto importante fu la dominazione norvegese protrattasi dall’inizio dell’VIII secolo al 1260, il periodo a cui risale la maggior parte delle caratteristiche “case comunitarie” di Lewis and Harris, le cosiddette “blackhouses”. A partire dal 1260, l’intero arcipelago delle Ebridi Esterne entrò permanentemente a far parte del regno di Scozia, pur mantenendo un distacco ed una lontananza tutt’ora tangibili fin dal primo sguardo.

L’animata capitale delle Ebridi, nonché l’unico vero e proprio centro urbano di Lewis and Harris, è Stornoway (Steornabhagh), cittadina di circa 6.000 abitanti affacciata sulla costa orientale dell’isola al termine di una vasta insenatura naturale. Qui si trovano gli uffici amministrativi, le principali attività commerciali e il porto più importante dell’arcipelago, ragion per cui, specialmente durante la settimana, Stornoway è pervasa da una vitalità e da un dinamismo che lasciano sbalorditi. Pur essendo più che altro una stazione di passaggio nel corso di un itinerario sull’isola, tanto vale fermarsi una notte in città e visitare alcune attrattive interessanti concentrate nel cuore del centro. In particolare, sono da vedere alcune prestigiose istituzioni culturali, tra cui l’An Lanntair Art Centre, il Lewis Loom Centre ed il Museum nan Eilean, che traccia una storia sintetica ma esaustiva di oltre 9.000 anni di storia delle Ebridi; da non perdere inoltre alcune importanti testimonianze storiche, quali il Lews Castle, costruito nel 1840 nei pressi del porto, e il rudere scoperchiato della trecentesca St Columba’s Church, situata qualche chilometro a est della città sulla penisola di Eye.

Uscendo da Stornoway e imboccando la strada A858 si raggiungono in poco più di mezz’ora le Calanais Standing Stones, un imponente circolo di 48 megaliti e pietre infisse nel terreno a forma di croce celtica risalente al 3.500 a.C. 10 km più a nord, a Carloway, c’è uno dei broch (torri fortificate di epoca pitta) meglio conservati di tutta la Scozia, mentre spingendosi ancora a settentrione, fino ad Arnol, si può ammirare un pregevole esempio di blackhouse, con tanto di tetto di paglia, stalla e cortile. Butt of Lewis è l’estremità settentrionale dell’isola, nonché un luogo panoramico costantemente sferzato dal vento dove assistere ad emozionanti spettacoli naturali, tra cui l’interazione tra decine di esemplari di procellarie marine.

... Pagina 2/2 ... A sud di Lewis si estende Harris, a sua volta divisa in due dal sottile istmo di terra che accoglie il villaggio più importante: Tarbert (An Tairbeart). Quest’ultimo è una sorta di spartiacque tra due regioni, che potremmo chiamare North Harris e South Harris, distinguibili anche a vista d’occhio. La prima è dominata dai profili dei monti che svettano impervi sulle pianeggianti torbiere, tra cui il monte Clisham che, coi suoi 799 metri di altezza, individua la cima più alta dell’isola; la parte meridionale, invece, è prevalentemente “piatta”, seppur delimitata da frastagliati dirupi rocciosi lungo la costa est e ampie spiagge di sabbia bianca su quella di sud-ovest.

North Harris è la parte più selvaggia di Lewis and Harris, quella meno accessibile e che offre innumerevoli opportunità agli amanti della vita all’aria aperta. Arrampicate, escursioni a piedi e birdwatching sono solo alcune delle proposte avanzate dall’ufficio del turismo locale, dove troverete informazioni relative ad alcune visite di preziose testimonianze del passato, tra cui l’Amhuinnsuidhe Castle, e all’isola disabitata di Scarp. Prevalentemente marittima è invece l’offerta turistica di South Harris, dove in molti saranno costretti a rivedere la propria idea secondo la quale in Scozia non si trovano belle spiagge. Luskentyre e Scarasta, sulla costa occidentale, potrebbero competere con le più note località del Mediterraneo in quanto a sabbia e acqua, pagando dazio esclusivamente al clima non proprio balneare che contraddistingue il paese. Sul litorale orientale, le candide distese di sabbia cedono il passo a uno scenario completamente diverso, lunare per certi versi, al punto da ispirare la fantasia di Stanley Kubrick che proprio qui ambientò alcune scene del celebre “2001: Odissea nello Spazio”.

Dal punto di vista climatico, Lewis and Harris e più in generale l’intero arcipelago non fanno che confermare la percezione del Regno Unito come un paese piovoso, ventoso e soggetto a repentini cambiamenti delle condizioni metereologiche. In compenso le umide correnti atlantiche fanno sì che anche in pieno inverno la temperatura non sia mai troppo rigida, per intenderci abbondantemente sopra lo zero, sebbene il vento acuisca la percezione del freddo sulla pelle. D’estate, al contrario, solo nei pomeriggi assolati le massime superano i 20°C, consentendo solo ai più impavidi di vivere l’emozione di un tuffo nelle gelide acque che bagnano le spiagge dell’isola.

A Stornoway si trova uno degli aeroporti principali dell’arcipelago delle Ebridi Esterne, uno scalo collegato quasi ogni giorno a Edimburgo, Inverness, Glasgow e Aberdeen da tre compagnie aeree: British Airways, Eastern Airways e Highland Airways. Sempre a Stornoway c’è il porto turistico e commerciale più importante di Lewis and Harris, dove ogni giorno arrivano e partono navi da/per Ullapool, nell’Highland scozzese, mentre un altro collegamento col “continente” è la tratta navale Tarbert-Uig. Una volta sull’isola non c’è mezzo di trasporto migliore di un’auto a noleggio, con la quale potrete addentrarvi fino ai punti meno accessibili e più affascinanti di Lewis and Harris.

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