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Le foto di cosa vedere e visitare a Villach

Villach (Villaco): terme, mercatini di natale e la Villacher Kirchtag

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Forse l’unica attrattiva che manca a Villach, in Austria, è il mare. Per il resto c’è tutto quello che si possa desiderare in questa cittadina della Carinzia, nel sud dell’Austria, popolata da circa 58 mila abitanti e attraversata dal placido corso del Drava. Conosciuta in Italia col nome di Villaco, situata accanto al confine italiano e sloveno, Villach è una meta ricca di sorprese: paesaggi incontaminati di un verde brillante, talvolta spruzzato di neve; stradicciole pittoresche gremite di case graziose, degne del paese dei balocchi; un complesso termale pronto a regalare tanti momenti rilassanti; infine un repertorio di tradizioni affascinanti, fatte di specialità gastronomiche deliziose e usanze immortali.

Un po' di storia: a partire dal IV secolo avanti Cristo fecero la loro comparsa tribù illiriche e quindi celtiche. Queste ultime fondarono un regno, il “Noricum“, che fu la prima forma di stato nell'attuale territorio austriaco. Nei decenni intorno alla nascita di Cristo, la presenza romana si fece sempre più marcata, pur senza interventi militari, fino a quando il Noricum entrò a far parte dell'impero romano. Furono i romani a costruire la strada imperiale che da Aquileia toccava Villach, (la Santicum romana), per dirigersi verso nord. Ancor oggi a Warmbad-Villach si possono ammirare resti di questa antica via commerciale, con solchi di carri incisi nella roccia. Con le invasioni barbariche, anche Santicum come tutti i centri romani in Carinzia, venne completamente distrutta e fu dimenticata. Nell'anno 878 compare per la prima volta il nome di “Uillah“, citato in un documento di donazione di un ponte sulla Drava. Per trovare la prima citazione scritta dell'attuale nome di Villach bisogna attendere l'anno 1240, quando il centro abitato ottenne il titolo di città. Tra il XV e XVI secolo, grazie alle attività commerciali e artigianali, la città conobbe un florido periodo di benessere, e si guadagnò fama di “porta del sud”. La sua ricchezza era legata in particolare ai commerci veneziani e all'attività mineraria.

Intorno al 1600, sulla scia della Controriforma, le sorti di Villach mutarono in peggio. A metà del XVIII secolo, Maria Theresia imperatrice d'Austria riguadagnò alla casa d'Asburgo queste terre acquistandole dai signori di Bamberg. Successivamente Napoleone le annetterà alle sue province illiriche, prima dell’inesorabile caduta del suo impero. Con il collegamento di Villach alla rete ferroviaria meridionale, iniziò un nuovo periodo di crescita economica, che si riflette per eccellenza nel soprannome, ancora attuale, di "città di ferrovieri". Le due guerre mondiali misero a dura prova la città, che essendo un importante nodo stradale e ferroviario, fu fra gli obiettivi primari delle incursioni aeree alleate. Dopo il 1945 la zona fu soggetta all'occupazione inglese.
Al giorno d'oggi Villach, situata nel baricentro del flusso turistico, è diventata la città più vivace della Carinzia, e anche grazie al boom artigianale, industriale e tecnologico si è guadagnata il soprannome di “capoluogo nascosto”.

Gli amanti della storia, dell’arte e della cultura non resteranno delusi dal cuore del paese, costellato di gioielli in attesa di farsi scoprire. Il fulcro della vivacità cittadina è la piazza centrale di Villach, la Hauptplatz, su cui si affacciano edifici eleganti in tipico stile nordico. Tra gli edifici di culto spiccano per imponenza e valore storico la Chiesa di San Jacob e la Heiligenkreuzkirche, ovvero la Chiesa Parrocchiale di Santa Croce, in impeccabile stile barocco. Tra gli edifici civili, invece, spicca la mole maestosa del Burgruine Landskron, il “castello di Landskron”, uno degli scenari più romantici di Villach. Dalle terrazze del maniero, infatti, si può lasciar vagare lo sguardo sui tetti della città, sulle montagne che incorniciano il centro e sul bellissimo lago di Ossiach.

A proposito di laghi: un altro specchio d’acqua sorge accanto alla città, il Faakersee, il lago più meridionale e più caldo dell’intera Carinzia. L’acqua cristallina, permettendo al cielo limpido di specchiarsi in superficie, diventa una distesa di smalto turchese: la particolare colorazione, di uno splendore davvero speciale, sarebbe dovuta all’eccezionale purezza di queste acque, e alla prolungata esposizione al sole durante l’intero arco dell’anno. Al centro del lago, accarezzata dal vento, c’è un isolotto tondeggiante coperto di canne.

Passeggiare in questo paesaggio incontaminato, respirando a pieni polmoni l’aria pura della montagna, è un toccasana per lo spirito e il benessere fisico. Ancora più rilassante si rivela però una visita alle terme: il complesso termale di Villach sorge in una conca naturale, a due passi dal centro storico. Si tratta dell’unica vasca termale d’Europa ad occupare, con assoluta certezza, la stessa fonte già utilizzata 550 anni fa. Alla piscina si aggiunge la nota galleria climatica Friedrich”, a una temperatura costante di 8% e con umidità relativa del 99%, perfetta contro l’asma e gli altri disturbi respiratori.
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Benché visitare Villach sia un’esperienza indimenticabile in ogni stagione, il periodo più suggestivo è probabilmente quello invernale. Quando le temperature sono basse la natura si veste di bianco, glassata da uno strato di neve che rende le montagne sublimi: basta guardarle e viene voglia di esplorarle, scalarle, scivolare lungo i pendii. I comprensori di Gerlitzen, Verditz e Dreiländereck mettono a disposizione la bellezza di 38 impianti di risalita, che conducono sciatori e snowboarder sino a 1960 m di quota, di fronte a 60 km di piste battute. Sulle tre cime più alte, dorate dal sole, è bello passeggiare con gli scarponi o le racchette da neve, per prepararsi a una discesa con la slitta.

Anche le manifestazioni sono sempre appassionanti, e ogni stagione ha le sue feste su misura. Dalla fine di luglio all’inizio di agosto si tiene a Villach un grande festival folcloristico il Villacher Kirchtag, considerato da molti il più importante di tutta l’Austria. Usanze, musiche e costumi dell’Alpe Adria si mescolano con le prelibatezze culinarie e la birra tipici di Villach, dando vita ad un mix di tradizione e modernità. L'evento richiama molte persone anche dalle vicine Italia e Slovenia. Dalla festa slovena alla tradizionale apertura della botte, dalla sfilata di inizio agosto alla gara della migliore Kirchtagssuppe.

L’appuntamento più magico riguarda ancora una volta l’inverno: verso la metà di novembre iniziano a sfavillare le luci del mercatino natalizio, per continuare a brillare sino all’Epifania. Le bancarelle, accalcate nei paraggi della Chiesa di San Jakob, espongono i prodotti tipici dell’artigianato locale come le “corone dell’Avvento”, le decorazioni per l’albero, le candele, gli oggetti in legno realizzati a mano, le avvolgenti sciarpe di lana. Ad addolcire i palati ci sono i biscotti alla cannella e panpepato, la frutta ricoperta di cioccolato, lo strudel di mele e i dolciumi di ricotta, da scaldare con un sorso di grappa fatta in casa.

Come raggiungere questo borgo delle fiabe? La zona di Villach si trova tra due direttrici internazionali importanti, quella che unisce l’area nord-adriatica all’Italia settentrionale industrializzata, e quella che raggiunge l’Europa sud-orientale. Per arrivare a Villach in autostrada si può contare su quattro assi principali: Klagenfurt-Graz-Vienna, Salisburgo-Monaco di Baviera, Udine-Trieste/Mestre-Milano, Lubiana-Zagabria. Per chi preferisce il treno, Villach è direttamente collegata a Graz, Vienna, Innsbruck e Salisburgo, ma si raggiunge facilmente anche dall’Italia e la Slovenia. Gli aeroporti più vicini sono quello di Klagenfurt a 40 km, quello di Lubiana a 120 km e quello di Salisburgo a 180 km.

Giunti a destinazione ci si immerge in un clima piacevole, decisamente mite rispetto alle mete dell’Alta Austria: qui infatti le temperature medie del mese più freddo, gennaio, variano tra una minima di 3°C e una massima di 7°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 20°C ai 27°C. Le precipitazioni, che ad alta quota diventano a carattere nevoso, cadono per tutto l’anno dai 7 ai 9 giorni mensili.
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