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Elche: la città, la Vila Murada, il suo palmeto e la Festa d'Elx

Elche, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’allegria della Spagna e le atmosfere favolose dell’oriente si fondono a Elche, in catalano Elx, città di oltre 200 mila abitanti della Comunità Autonoma Valenciana. Incastonata lungo il corso del fiume Vinalopò, una ventina di chilometri a sud di Alicante, ammalia i visitatori con palazzi da Mille e una notte, contaminazioni barocche, palme da datteri e tutti i profumi e le luci che contraddistinguono il bacino mediterraneo. La si può visitare per i motivi più vari: le spiagge si estendono per quasi 10 km, l’antico centro racconta storie avventurose, e l’UNESCO le ha conferito ben tre riconoscimenti. Il Palmeto di Elche è Patrimonio dell’Umanità, e il Museo Scuola di Pusol e l’annuale Festa d’Elx sono Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità.

Nei secoli molti popoli hanno toccato le sponde della Spagna e sono arrivati a Elche, lasciando impronte indelebili sul tracciato urbano e le architetture della città. I primi insediamenti si svilupparono nel neolitico qualche chilometro più a sud della città attuale, sempre lungo il Vinalopò che fungeva da riparo naturale. In seguito, intorno al V secolo a.C., gli iberi fondarono Helike: fu un periodo di grande ricchezza, in cui venne scolpita la famosa Dama de Elche, ritrovata nel 1897 e tutt’ora custodita al Museo Archeologico Nazionale di Madrid. Nel 280 a.C. l’abitato cadde in mano cartaginese e nel 209 a.C. fu preso dai romani, per diventare Colonia Iulia Illice Augusta e affrontare, nei secoli successivi, le invasioni dei barbari.
Ma furono gli arabi, tra l’VIII e il IX secolo, a plasmare Elche come la conosciamo: fondarono il quartiere di Vila Murada, ovvero l’antico nucleo circondato dalle mura, e la arricchirono di edifici e opere d’arte, finché non vennero cacciati dai cristiani alla fine del Duecento e costretti ad occupare il Raval, ovvero la zona esterna alle mura.

La maggior parte degli edifici storici si concentrano entro la Vila Murada, all’interno della cinta muraria. Qui sorge ad esempio la Torre de Calahorra (in valenciano Calaforra), una fortezza di origine islamica che serviva ad avvistare i nemici in avvicinamento in epoca medievale. Costruita tra il XII e l’inizio del XIII secolo, la torre a pianta quadrangolare è oggi sede di alcuni uffici governativi della Comunità Autonoma Valenciana.

La Basilica di Santa Maria è conosciuta soprattutto per la celebrazione del Mistero di Elche, Festa di Interesse Turistico Internazionale. Sorta su un’antica moschea araba, la chiesa del Seicento combina elementi barocchi e neoclassici, e mostra i segni di restauri successivi. Colpisce la facciata principale, sontuosa e carica di abbellimenti, dominata dal portale di San Agatángelo.
La Basilica di Santa Maria è il fulcro della Festa d’Elx, o Mistero di Elche, una rappresentazione drammatica di origine medievale che si ripropone ogni anno a metà agosto. L’opera lirica di 259 versi in valenciano, ispirata ai Vangeli Apocrifi, è divisa in due atti e accompagnata da musiche di varie epoche e vari compositori. Dopo la messinscena all’interno della chiesa i figuranti e gli spettatori si riversano per le strade della città in un grande corteo, che continua a cantare e recitare evocando momenti della tradizione. Per assistere allo spettacolo – così come alle prove generali delle giornate precedenti – è necessario acquistare il biglietto, ma ne vale la pena: non a caso la celebrazione è stata dichiarata dall’UNESCO Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.
Informazioni, documenti, fotografie e oggetti scenici utilizzati per il Mistero di Elche sono custoditi presso la Casa della Festa, ex Ospedale della Carità del XV secolo, e il Museo Municipale della Festa.

Tutto, a Elche, rimanda a tempi e popoli lontani, ma il modo migliore per scoprire le sue origini è visitarne i musei e le aree archeologiche. Il Parco Archeologico La Alcudia comprende un giacimento di 10 ettari in cui sono state rinvenute testimonianze iberiche, romane e visigote, un centro di studi e un museo, nelle cui sale sono esposti oltre 5 mila oggetti e documenti. Ci sono anche sale interattive dove si possono osservare archeologi e restauratori all’opera. Fu ritrovata qui la già citata Dama de Elche, un busto di donna in pietra arenaria scoperto per caso da un ragazzino nel 1897. Molti misteri avvolgono la famosa scultura: chi l’ha realizzata? Perché nella parte posteriore del busto c’è una cavità? Come mai era sepolta in un modo così strano, come fosse stata nascosta appositamente? E infine, chi è la donna ritratta? Una dea, una sacerdotessa, o una comune fanciulla? Cercate risposte visitando il Parco, gestito dalla Fundación L’Alcúdia e dalla Universidad de Alicante.

Al Palazzo di Altamira, sede del Museo Archeologico Comunale, sono custoditi numerosi reperti rinvenuti a La Alcudia e nel Parco di Elche. Si tratta di pezzi preistorici, risalenti all’Età del Bronzo e del Rame, ma anche romani e arabi, e non manca una fedele riproduzione della Dama di Elche. Al di là del contenuto prestigioso, il palazzo è un’opera d’arte in sé, costruito nel medioevo per ospitare Giacomo II d’Aragona, Ramón Berenguer, Pietro IV e i Re Cattolici.

Poi c’è il Museo Escolar de Pusol, un originale spazio museale nato nel 1969 in concomitanza con un progetto pedagogico intitolato “La Escuela y su Medio” (La scuola e il suo Ambiente). L’intento era quello di valorizzare i mestieri e la cultura di Elche, dall’agricoltura all’artigianato, passando per l’arte e le tradizioni locali. Da quel momento si raccolsero oggetti, documenti e testimonianze di ogni tipo per raccontare la vita degli abitanti della zona, nella convinzione che il passato getti luce sul presente e sul futuro.

Intorno a Elche si estende un polmone verde lussureggiante, ricco di storia e di angoli ameni. È il Palmeto di Elche, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000, suddiviso in diverse aree che ospitano piante di vari generi ma soprattutto palme da datteri. Da vedere il Parco Municipale, con oltre 200 mila esemplari, ma anche la zona del Mulino Reale, il teatro all’aperto La Rotonda e il Museo del Parco. Visitabile a piedi o in bicicletta, il Palmeto comprende la famosa Palma Imperiale, uno splendido albero a 8 braccia. Ad ogni modo tutte le palme sono affascinanti, alte quasi sempre più di 20 metri e protagoniste di una grande festa invernale durante la quale si raccolgono e si gustano i dolcissimi datteri.

Nei dintorni di Elche si possono visitare città d’arte, oasi verdi e gli oltre 160 km di spiagge della Costa Blanca. I parchi naturali più belli sono quelli di Marjal de Pego-Oliva, el Montgó, Penyal d’Ifac e il Carrascal de la Font Roja. Torrevieja e Santa Pola si trovano lungo la costa meridionale, mentre Crevillente e Orihuela sono nell’entroterra. Qui ci sono anche i parchi naturali delle Saline di Santa Pola, El Fondó e le Lagune di La Mata e Torrevieja. Tra le città da non perdere ci sono Alicante, Villajoyosa, Benidorm, Altea Javea e Denia, sul litorale, e Villena, Alcoy, Elda e Cocentaina nell’interno.

Informazioni utili: quando andare e come arrivare a Elche (Elx)

La primavera e l’estate sono le stagioni perfette per chi vuole assaporare lo spirito solare e allegro di Elche, scoprendo la Costa Blanca nelle vicinanze, il rigoglioso palmeto e il bel centro città… per non parlare del Mistero di Elche, che si svolge tra il 14 e il 15 agosto. Il clima è mediterraneo, con temperature medie comprese tra i 12°C di gennaio e i 27°C di luglio e agosto, precipitazioni scarse in estate e più abbondanti in autunno.
L'aeroporto di Alicante si trova una decina di chilometri a est di Elche, cui è collegato mediante la A-70. Compagnie low-cost assicurano collegamenti con gli aeroporti italiani di Bologna, Bergamo e Venezia. Una volta atterrati si può raggiungere Elche in autobus, in taxi o noleggiando un’auto.
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