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Sci, terme e trekking sui Pirenei dell'Aragona

I Pirenei dell'Aragona costituiscono la parte centrale di questa catena montuosa. Vi fanno parte le vette e i ghiacciai più significativi del versante spagnolo della cordigliera nonché incantevoli canyon, aree boschive e monti verdeggianti. Le valli di Ansó e Hecho, il fiume Gállego nel tratto della Valle di Tena, il Parco nazionale di Ordesa e il Monte Perdido oppure la Valle di Benasque, sono alcune delle tappe d'obbligo di questa zona dei Pirenei. Nella zona più a settentrione, le valli di Ansó-Fago, Hecho e Aragües-Jasa possiedono rocce calcaree a strapiombo e, a quote inferiori, fitte aree boschive di faggeti e conifere.

La Valle di Ansó è attraversata longitudinalmente dal fiume Veral, sulle cui sponde si avvicendano prati e boschi che consentono agli abitanti di dedicarsi all'allevamento e all'attività forestale. Prima di raggiungere il capoluogo amministrativo della vallata, il fiume si addentra nella Forca di Alano, una gola scavata nella rupe Ezkaurre e Trasversal che rende visibile uno spettacolo fatto di roccia calcarea, bianca e perpendicolare, frammista a fitte aree boschive. Ansé è un buon esempio di architettura popolare. Le case sono di pietra nonché imbiancate a calce, munite di finestrelle orientate in modo tale da sfruttare al massimo la luce solare. I frontespizi sono lavorati a cunei e recano blasoni. I tetti, a doppio, triplo o quadruplo spiovente sono di ardesia e recano, in cima, imponenti comignoli in pietra.

Quasi al confine con la Navarra, a 15 km da Ansó, sorge Zuriza, la zona più settentrionale e pirenaica della Valle di Ansó. Vi si trovano i precipizi di Petraficha e di Petrechema, la ripida sierra di Alano, Quimbosas, Linza con le vette più elevate della vallata: il monte Petrechema (2.366 m); il monte Acherito (2.358 m) nonché la Mesa de los Tres Reyes (2.428 m).
Una strada che si snoda tra paesaggi incantevoli tra cui due formazioni rocciose - il Monje e la Monja, letteralmente frate e suora -, conduce alla vetta del valico di Ansó, da dove si può ammirare un suggestivo panorama ove si staglia, in primo piano, il Bisaurín. Scendendo dal passo, si giunge alla Valle di Hecho, il cui primo centro abitato è il medesimo capoluogo, Hecho, antico centro demaniale. Le sue case costituiscono un buon esempio di architettura popolare, che si contraddistingue anche per l'uso di tegole piatte sui tetti nonché per enormi e singolari comignoli. Tra le sue vie selciate, è facile ascoltare la flabla chesa, una variante linguistica dell'aragonese antico. La parrocchia di San Martín e il museo di scultura all'aperto che accoglie creazioni di artisti vari, sono due attrazioni in più di questa suggestiva località. Prima di raggiungere la parte settentrionale della Valle de Hecho, si passerà da Siresa, un piccolo centro risalente al sec. IX, periodo di cui conserva ancora la chiesa del monastero di San Pedro.

Dopo aver percorso 14 km di strada, ci si addentrerà nella Boca del Infierno, una gola scavata dal fiume Aragón-Subordán, tra le rocce del Petraforca e del monte Campanil. Ci troviamo quasi al centro della Selva di Oza, popolata da abbondanti faggi e abeti a circa 1.100 m di altitudine. Petraforca, Rincón de Alano, Estriviella, Tortiella, Chipeta Alto e Castillo de Acher sono alcune delle alte montagne di roccia calcarea che cingono questa località. Oza vanta uno spazio incantevole per passeggiare ed è altresì il punto di partenza per arrampicate su vette quali il Castillo de Acher (2.331 m). Da Oza, la strada prosegue fino a raggiungere Guarrinza, punto di partenza di sentieri e piste forestali che consentono di accedere al precipizio di Acherito, all'Achar de Aguas Tuertas - gola di piccole dimensioni che sfocia in una valle glaciale - oppure al lago di Estanés. Nella parte meridionale della Valle di Hecho, si aprono le vallate di Aragües, Aísa e Borau, da dove partono escursioni suggestive. La Valle di Aragüés, si snoda, incassata, tra le sierras di Maito e di Luesia ed è cinta da un fitto bosco e torrenti dalle acque rapide. Vi si stende l'altipiano di Lizara, simile ai paesaggi di Zuriza e della Selva di Oza e cinto dal monte Bisaurín (2.676 m), la vetta più alta dei Pirenei occidentali, dai picchi della sierra di Bernera e dal picco del Bozo.

Nella Valle di Aísa, sarà d'indubbio interesse una visita all'omonimo abitato di cui non mancherà di sorprendere l'armonioso complesso cui concorrono tanto le case quanto il paesaggio. Seguendo la strada verso est, si raggiunge la Valle di Borau che conta un solo abitato, Borau per l'appunto, ove si erge la chiesa romanica di San Adrián de Sásave (sec. XII). Lungo la strada di Borau, verso sud, si giunge a Jaca, capoluogo della Jacetania che per circa mille anni fu la capitale del Regno d'Aragona, prestigiosa meta turistica e residenziale odierna. Del suo patrimonio fa spicco la cattedrale romanica di San Pedro e la cittadella fatta edificare per volere di Filippo II. Nei pressi di Jaca, sorgono luoghi ove è doveroso fare una tappa come, ad es., Peña Oroel, una mole di conglomerati alta 1.769 m e che sovrasta l'intera zona. A nord, è protetta da boschi di pini e di abeti che invitano a una passeggiata mentre dalle sue vette si gode un panorama suggestivo su buona parte dei Pirenei dell'Aragona. A sud di Jaca e ai piedi della rocca di Oroel, sorge Barós, centro abitato abbellito da una chiesa risalente a metà del sec. XI.

A nordovest della città, si trovano le stazioni sciistiche più rinomate dell'Aragona: Candanchú, Formigal, Astún e Panticosa, nota anche per la stazione termale di origini romane. Inoltre, da Jaca partono due itinerari importanti dei Pirenei spagnoli: quello che conduce alla Valle di Canfranc e di Garcipollera e quello che porta a San Juan de la Peña. La Valle di Canfranc sorge nella parte alta del fiume Aragón e presenta talvolta un'orografia incassata e, talaltra, più aperta. L'abitato di Castiello de Jaca dà accesso alla Valle di Canfranc e alla riserva nazionale della Garcipollera o Valle Cepollaria, ripopolata con 5.577 ettari di pini. Pur se tutti i centri quali Bescós, Yosa, Acín, Larrosa, Villanovilla e Bergosa, sono disabitati e in rovina, è indubbiamente interessante vedere queste vestigia del passato e, in particolar modo, la cappella rimessa a nuovo di Santa María de Iguácel (sec. XI), nei pressi di Castiello de Jaca.

Proseguendo lungo la Valle di Canfranc, d'indubbio interesse sono le grotte poste nei pressi di Villanúa e che rispondono al nome di Cueva Vieja o della Guixa, del Rebeco o fonte di Cándalo e ancora Cueva Nueva o dell'Esjamundo, poste a profondità che oscillano tra i 500 e i 2.000 m. Altrettanto interessante sarà fare una tappa presso la stazione ferroviaria di Canfranc che, inaugurata dal re Alfonso XIII nel 1928, venne costruita per collegare Spagna e Francia passando dai Pirenei. La stazione invernale di Candanchú, attrezzata di tutto punto, è una notevole réclame pubblicitaria per gli amanti degli sport invernali, dato che vanta quasi 42 km di piste segnalate per lo sci alpino e altri 35 km per lo sci di fondo.

Il passo di Somport - prima tappa del Cammino di Santiago in terra aragonese - consente di raggiungere la Valle di Astún, circo montuoso in cui trovano spazio i laghi di Escalar e quelli delle Truchas, ove nasce il fiume Aragón. Astún accoglie la più moderna delle stazioni invernali dei Pirenei dell'Aragona, con vette che oscillano tra i 1.650 m e i 2.300 m nonché 42 km di piste segnalate a disposizione degli sciatori che potranno altresì far uso di trampolino. Nelle immediate vicinanze di Jaca, si potrà altresì sostare nella sierra di San Juan de la Peña, incantevole spazio prepirenaico ove si staglia l'abitato di Santa Cruz de la Serós, abbellito da due chiese romaniche in ottimo stato di conservazione. Proseguendo lungo una strada forestale, si raggiungerà l'emblematico e antico monastero di San Juan de la Peña, edificato all'ombra di una gigantesca rupe del monte Pamo. Un sentiero che si snoda nei pressi delle mura del monastero, conduce al cosiddetto balcone dei Pirenei, un incantevole belvedere da cui si può ammirare il picco Anie nonché il massiccio del Monte Perdido. Altri due belvedere, quello di Santa Teresa e quello di San Voto, offrono anch'essi delle belle panoramiche.

Di nuovo nel settore settentrionale dei Pirenei aragonesi, si trova la Valle di Acumuer, dalle ripide vette come la rupe Nevera, la punta dell'Águila e il balcone di Pilatos, nonché un'area ricreativa denominata Soto de Oliván, da dove ci si potrà avviare verso due suggestive chiese in stile romanico. Biescas è sede del mercato nonché centro amministrativo della Valle di Tena, nel bacino alto del fiume Gállego. Vanta due spazi montuosi di rilievo: il circo di Piedrafita e quello di Panticosa ove si raggiungono i 3.000 m. di altitudine, cinti da resti di ghiacciai del Quaternario nonché da numerosi laghi, detti ibones, di cui alcuni accessibili in auto. La Valle di Tena conta numerose attrazioni: il lago artificiale di Búbal, le cui acque occupano gran parte del fondovalle; Hoz de Jaca, un incantevole abitato costruito sulle rupi di Hoz da dove si potrà godere un panorama del lago artificiale e della rupe; Piedrafita de Jaca, magnifico belvedere di Sabocos e punto di partenza per un'escursione nei dintorni del lago di Piedrafita dalle verdi acque che si stende ai piedi della rupe Telera; i bacini artificiali di Tramacastilla ed Escarra, antichi laghi imbrigliati e protetti dal picco dei Tres Hombres, dalla vetta Tosquera e da quella di Tarmañones e Sallent de Gállego, ai piedi della rupe Foradada, con magioni avite, chiesa del sec. XVI e ponte medievale sul fiume Aguas Limpias. Nei suoi dintorni, si potrà visitare altresì il parco faunistico di Lacuniacha.

Sallent de Gállego è altresì punto di partenza di escursioni e ascensioni alle vette del circo di Piedrafita quali Arriel, Cristal, la rupe Aragón, Gran Facha, punta Zarra e Garmo Carnicer, sovrastate dal picco Balaïtus (3.146 m) e dai laghi di Respomuso, Campo Plano, Arriel e de las Ranas e dal bacino artificiale de La Sarra. A 5 km da Sallent, si trova la stazione sciistica di Formigal, che si sviluppa sul versante settentrionale del Pico Tres Hombres (2.450 m), con quote che oscillano tra i 1.500 m e i 2.220 m. A 7 km da Formigal, sorge Portalé de Aneu (1.975 m), colle frontaliero ove sgorgano le sorgenti del fiume Gállego e da dove si gode di un bel panorama sul Midi d'Ossau. È altresì porta d'ingresso diretta dalla Spagna al Parco nazionale dei Pirenei francesi. Il circo di Panticosa, accoglie l'omonima stazione sciistica da cui si accede ai laghi Asnos e Sabocos. La stazione termale di Panticosa (1.636 m), a 10 km dal centro abitato, sorge sulla sponda nord del lago Baños che copre la cima di un imponente circo alpino fatto di macigni scoscesi.

Oltre agli effetti benefici delle sue acque che sgorgano alla temperatura di 51 °C, la stazione termale è anche punto di partenza per le escursioni dirette alle valli e ai laghi di Brazato, Bachimaña, Bramatuero e Lagos Azules nonché alle vette de Infierno e delle Argualas. Proseguendo il viaggio lungo la Valle di Tena e la strada che parte da Biescas in direzione est, si raggiungerà il centro abitato di Torla, arroccato su una rupe di imponenti dimensioni e attraversato da una galleria. Oltre alla parrocchia, risalente ai secc. XVI e XVIII; alcune delle case datano del periodo medievale; tutte loro sfoggiano tetti particolarmente spioventi, grossi comignoli e finestre bifore. Spiccano le dimore Lardíes, del Sastre, la casa Viu (sec. XVI) con relativo blasone, scala munita di balaustra e arredata secondo i nobili canoni pirenaici. Nei pressi di Torla, si apre la Valle di Bujaruelo che offre meravigliose passeggiate tra abeti, pini e felci per poi addentrarsi in un tratto incassato del fiume Ara e da qui superare il precipizio di Sopelania.

Il ponte dei Navarros, sui fiumi Ara, è la porta d'ingresso al Parco nazionale di Ordesa e del Monte Perdido che si stende su un'area di 15.608 ettari. Formato da un complesso di vallate e di rilievi di origine glaciale, questo spazio possiede un alto valore ecologico data la varietà faunistica e floristica. Da Torla, in direzione opposta a quella che conduce a Ordesa, si giungerà a Broto, il capoluogo dell'omonima vallata, centro abitato che si estende nel fondovalle e cinto da vette di 2.000 m di altezza. Una delle sue attrazioni è la cascata di Sorrosai, con un dislivello di 50 m di altezza. A pochi chilometri da Broto, sorge Buesa, singolare centro abitato articolato in tre quartieri, separati da un precipizio profondo. Fiscal, Javierre de Ara e Lavelilla sono alcuni degli incantevoli centri che bisognerà attraversare prima di giungere a Boltaña, abitato di origini romane che accoglie mirabili esempi di architettura popolare nonché un'antica collegiata, alta espressione del gotico aragonese. Scendendo lungo il fiume Cinca, c'imbatteremo nella città di Aínsa, capoluogo del leggendario paese del Sobrarbe, in cui si differenziano due aree: quella moderna, ove proliferano i negozi e quella antica, edificata su una collina. Dichiarato complesso storico-artistico, è ritenuto uno degli abitati di maggior rilievo di tutta l'Aragona Alta. Vi fa spicco la Piazza Maggiore, il campanile dell'antica collegiata dell'Assunzione (sec. XII) e il castello-cittadella.

Aínsa è punto di partenza per un'escursione nelle vallate orientali del Sobrarbe come Piñeta, Añisclo e Gistaín. La Valle di Pineta costituisce il tratto superiore del Cinca e accoglie alcuni degli scorci di maggior bellezza del versante pirenaico spagnolo. I suoi boschi, ghiacciai, circhi, picchi e laghi possiedono una bellezza selvaggia. Dalla località di Bielsa, prende avvio un percorso in cui pare che la strada venga ingoiata dalle pareti della montagna, dai boschi vergini e dalle cascate con abbondanti acque come quella delle Tres Sorores. Il percorso sfocia in corrispondenza del santuario di Nostra Signora di Pineta, di origini medievali, più volte ricostruito. Dirimpetto al santuario, arroccato su un belvedere, sorge il Parador del Monte Perdido, ottimo punto di partenza per accedere al Balcón de Pineta, al lago di Marboré, alla Faja Formosa, alla cascata del fiume Cinca, al Collado del Añisclo nonché alla vetta delle Tres Sorores (3.350 m). Onde giungere al Cañón de Añisclo da Aínsa, bisognerà passare dalle Fuentes de Baño - antica sorgente di acque termali - e dall'impressionante gola delle Cambras, dalla selva di Velloso e dal ponte di San Úrbez. Il canyon di Añisclo, nel territorio del Parco nazionale di Ordesa, è un profondo solco scavato da un ghiacciaio che scendeva dal Monte Perdido, cinto da pareti verticali che svettano oltre i 1.200 m di altezza. La Espelunca Mayor, la Cueva de las Moras e la Cueva di San Úrbez sono altrettante attrazioni naturali locali. Giunti nella zona della Ribagorza, la Valle di Gistaín o del Plan, mantiene immutato il proprio fascino grazie a un isolamento secolare e al fatto di essere cinta da monti altissimi tra cui il Posets (3.375 m). Nella parte alta, si trovano le vallate di Cinqueta de la Paz e Cinqueta de Añes Cruces.

La Valle di Benasque è la zona più rappresentativa della Ribagorza nonché la vallata più estesa dei Pirenei, ove si contano le vette più elevate: i massicci delle Maladetas e del Posets (3.375 m) e dell'Aneto (3.404 m). Buona parte del suo territorio dà vita al Parco naturale Posets-Maladetas. Per raggiungere questa parte dei Pirenei, si passerà dal centro abitato di Laspaúles (1.431 m), un complesso di edificazioni in pietra e da Castejón de Sos, immerso in fitte pinete, con begli esempi di architettura tradizionale e importante nucleo di collegamenti pirenaici. Le località che attorniano Castejón de Sos, sono note con la denominazione di "paesi del Solano". Si tratta di piccole frazioni quali El Run, che accoglie la cappella romanica di Nuestra Señora de Gracia e nei cui dintorni si erge il maestoso Congosto de Ventamillo; Chía, dove inizia il sentiero forestale che si snoda nell'omonima sierra fino alla valle di Cinqueta e il centro di Plan; Villanova, con la parrocchia di Santa Maria (sec. XII) ed Eriste, sulle rive del bacino artificiale di Linsoles e con sorgenti di acque medicinali.

Ai piedi delle Tucas de Ixeia e presidiata dal picco Gallinero, si trova Benasque, il capoluogo della vallata, posto a 1.130 m di altezza, e formato da un gruppo di case di montagna e magioni signorili, sparse qua e là nelle viuzze, che ricordano la storia della zona. Vi si può tuttora ascoltare il patués, dialetto locale parlato anche nel resto della vallata. Tra i suoi edifici, spicca la parrocchia di San Marcial (sec. XIII), il Palazzo dei Conti di Ribagorza, la Casa Juste (casa-fortezza medievale) e la Torre de los Infanzones. A 2 km da Benasque, si potrà visitare Anciles, una piccola frazione ove abbondano le nobili e antiche magioni, con tanto di blasone, abbellite da portali rinascimentali, tetti di ardesia blu e spaziosi cortili, come nel caso delle dimore Suprián, Barrau e Mora.

La stazione sciistica di Cerler, a 3 km da Benasque, conta 30 km di piste segnalate per la pratica dello sci alpino e 20 km di circuiti e servizi moderni per lo sci nordico, il che ne fa una delle stazioni sciistiche meglio attrezzate per lo sci da fondo dei Pirenei aragonesi. A 9 km dal capoluogo e ai piedi del massiccio della Maladeta, si trovano i bagni di Benasque, già utilizzati ai tempi dell'impero romano. L'Alto Ésera, tra Benasque e il confine, è immerso in incantevoli vallate e località che ben valgono una visita come nel caso della valle di Estós, accessibile soltanto a piedi, in cui si stendono i laghi di Perramó, Escarpinosa, Batiselles e Bardamina e da dove si potrà partire alla volta del Posets; il precipizio di Vallivierna con i laghi di Coronas e Llosás; la Valle di Cregüeña con il lago più grande dei Pirenei aragonesi; le vallate di Literola e Remuñe, sovrastate dai monti Perdiguero, Literola, Carbioulés, Maupás e Boum e la Piana di Están, da dove parte la pista che porta al rifugio di Renclusa per salire alle vette dei Monti Malditos: Aneto, Maladeta, picco di Alba, Tempestades e Russell.

Ordesa e il Monte Perdido - Il Parco nazionale di Ordesa e il Monte Perdido, creato nel 1918, racchiude il versante spagnolo del massiccio del Monte Perdido e delle Tres Sorores nonché le vallate di Añisclo, Escuaín, Ordesa e Pineta, tutte di origini glaciali. Il paesaggio presenta grandi contrasti. Le Tres Sorores-Cilindro, Monte Perdido e Soum de Ramond e il picco di Añisclo, formano un arido deserto carsico ove l'acqua filtra attraverso le fessure del terreno per sgorgare di nuovo nelle vallate e formare numerose cascate. Pinete, faggeti e un sottobosco di bossi e ginepri prevalgono nel ricco mantello vegetale. La Valle di Ordesa è stata sistemata in modo tale da poter ricevere i numerosi visitatori che vi fanno tappa. Un sentiero si snoda sul fondovalle mostrando al viandante le suggestive cascate, per poi raggiungere il circo di Soasa, dove si getta la cascata de la Cola de Caballo, sorgente del fiume Arazas. Il vecchio rifugio nazionale del turismo è stato altresì adibito a centro visitatori.

San Juan de la Peña - A pochi chilometri da Jaca, si trova Juan de la Peña, il monastero più famoso dell'Aragona che, nascosto al di sotto di una roccia di color rossiccio, è ritenuto dalle leggende la culla della Reconquista. Nel Medioevo, fu il monastero più potente di tutta l'Aragona e funse altresì da panteon dei re aragonesi fino a Pietro I. Del complesso architettonico del monastero, spicca l'antico chiostro cui si accede passando da un arco in stile mozarabo, i cui capitelli offrono uno dei gruppi scultorei medievali di maggior bellezza, intarsiati dal misterioso "Maestro di San Juan de la Peña". La chiesa primitiva visigota-mozaraba venne costruita, con tutta probabilità, a metà del sec. X e sui suoi resti, ne venne eretta un'altra alla fine del sec. XI.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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