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Panticosa (Pandigosa): sciare sulle vette dei Pirenei spagnoli

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Panticosa, per gli aragonesi Pandigosa, è un borgo montano della provincia spagnola di Huesca, che nella bassa stagione non raggiunge neppure i mille abitanti. Protetta dalle cime imponenti dei Pirenei e adagiata nella valle del fiume Tena, alla confluenza con il Caldarés e il Bolatica, Panticosa cambia faccia e atmosfera soprattutto nei mesi invernali, quando da piccolo villaggio silenzioso si trasforma in rinomata stazione sciistica.

Mentre un tempo, infatti, la sua economia si basava essenzialmente sull’allevamento del bestiame, oggi la risorsa principale è proprio il turismo, che ha portato entro i confini comunali un buon numero di alberghi e ristoranti. Le piste innevate del complesso “Panticosa-Los Lagos” si estendono ad un’altitudine che varia tra i 1500 metri della valle e i 2200 metri delle cime più elevate, e comprendono due aree differenti: la Valle de Sabocos e Petrosos, per un totale di 16 impianti di risalita e 35 km di discesa.

Il clima montano di Panticosa fa sì che gli sport invernali siano praticati da dicembre ad aprile: il mese più rigido è infatti gennaio, con valori di temperatura che oscillano tra i 3°C di minima media e i 10°C di massima, ma anche all’inizio della primavera la minima media non sale oltre i 6°C e la neve si mantiene intatta a lungo. Le piogge si concentrano in autunno e in inverno, in particolare nel mese di ottobre, che totalizza in media 211 mm di acqua. L’estate diventa invece più calda, adatta alle passeggiate all’aria aperta: in agosto si va dai 15°C di minima ai 29°C di massima, e la brezza fresca fa sì che l’atmosfera non sia mai troppo afosa.

Anche d’estate, infatti, i turisti non disdegnano questa località. Il comune comprende al suo interno, a 8 km dal centro, i famosi bagni termali di “Banos de Panticosa”, particolarmente amati dai visitatori. Anche la montagna, una volta liberatasi dalla neve, acquista un fascino nuovo, e invita tanto i principianti quanto gli esperti ad avventurarsi nelle scalate o anche solo in salutari camminate attraverso i boschi. I picchi più importanti e spettacolari sono quello di Los Infiernos, Argualas, Pena Blanca e Pena Telera.
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Dopo aver scoperto la montagna d’inverno, e dopo aver esplorato la montagna d’estate, qualcuno potrebbe chiedersi se a Panticosa esiste qualche monumento storico-artistico di particolare interesse. In effetti la cittadina passa spesso in secondo piano rispetto allo splendore della vallata circostante, ma vale la pena di conoscere alcuni gioielli nascosti: prima di tutto la Chiesa de la Asunciòn, originariamente eretta nel XIII secolo e in seguito ricostruita nel XVI, in stile tardo gotico; poi il Ponte de Caldarés, del 1556, e infine, facendo un salto nell’architettura moderna, il Balneario: imponente complesso turistico e alberghiero dell’Ottocento costruito sopra i già citati bacini termali, scoperti in epoca romana.

Tra le principali manifestazioni che animano il borgo di Panticosa ricordiamo: le feste patronali del 15 e 16 agosto, in onore della Vergine e di San Rocco; il mercato medievale, che si tiene una volta all’anno e per un weekend intero vede la cittadina affollarsi di bancarelle variopinte e artisti di strada; infine il simpatico Pantival de Festicosa, un originalissimo festival dello spettacolo comico.

Chi da lontano desidera espugnare Panticosa dovrà innanzitutto atterrare all’Aeroporto di Saragozza, 168 km a sud-ovest della cittadina. Da qui, in circa due ore di auto, attraversando una natura verdeggiante e spettacolare e passando accanto a Huesca, si raggiunge la meta finale.
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