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Isola di Pasqua (Rapa Nui), viaggio nella terra dei Moai

Rapa Nui, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Rapa Nui (Isla de Pascua o Isola di Pasqua o Easter Island) è un lembo di terra vulcanica sperduto nelle vastità del Pacifico. 1900 sono i chilometri di mare che la separano dal luogo abitato più vicino, le isole Pitcairn dove sopravvivono una decina di discendenti degli ammutinati del Bounty; 166 sono i chilometri quadrati di cui consta la sua superficie; e 2000 gli abitanti che vivono nell’unica città presente sull’isola. Queste sono le cifre che fanno di Rapa Nui una terra di confine, dalla natura estrema e dalla storia incerta.

Sovrastata dai quattro vulcani che sorgono alle sue estremità, è un ‘isola a picco sul mare. Le alte scogliere sono ricoperte da una vegetazione brulla, spazzata dal vento e interrotta da strade polverose e dalle statue moai abbandonate ovunque. Solo il silenzio dei suoi spazi disabitati supera in impressione il bruno delle rocce e il languore della luce che scende fiacca spesso accompagnata da una pioggia fine.

Raggiungere Rapa Nui (Rapanui) fino a qualche anno fa era una vera impresa. Oggi, dopo la costruzione di un aeroporto sull’isola (Easter Island Airport), è attivo un regolare collegamento aereo con la terraferma. La realizzazione della pista è stata finanziata dalla NASA, come eventuale sito alternativo per l’atterraggio dello space shuttle, ma funziona in tutto e per tutto da aeroporto civile. Il viaggio fino a Hanga Roa, unico centro abitato e capitale dell’isola, rimane comunque lungo e difficoltoso. C’è un'unica compagnia aerea che copre la tratta, la Lan Chile, che organizza voli regolari da Santiago del Chile e da Taithi nell’odierna Polinesia francese. Per raggiungere l’isola di Pasqua si è quindi obbligati a passare per una di queste due città e il monopolio della Lan Chile non è certo una garanzia di economicità.

Rapa Nui è l’isola più occidentale dell’arcipelago polinesiano. Il clima è tendenzialmente caldo, la temperatura media registrata è intorno ai 20 C circa, ma è anche piuttosto umido, spesso l’isola è coperta da una tenue foschia causata dal frangersi delle onde sulle alte scogliere. I mesi più freddi sono luglio e agosto, mentre il periodo più piovoso è maggio. È consigliabile mettere in valigia scarpe comode e una giacca a vento per ripararsi dalle raffiche di vento che spazzano l’isola di continuo. Per il resto indumenti comodi e leggeri andranno benissimo, di certo a Rapa Nui non avrete occasione di sfoggiare il vostro guardaroba elegante.

Per visitare l’isola bastano tre giorni. Hanga Roa non ha praticamente nulla di interessante, se si esclude l’atmosfera, il piccolo museo antropologico dove sono conservate le tavolette di Rongo Rongo insieme a pochi altri reperti e qualche mercatino di souvenirs. Per conoscere Rapa Nui bisogna prendere i sentieri che s’addentrano nell’isola.

Nella parte Nord, dominata dal vulcano Orongo, si trovano i motu di Kao-Kao, Iti e Nui, gli scogli dove gli antichi abitanti gareggiavano in occasione della festa dell'uomo-uccello e Ahu Te Pito Kur, un piccolo muro a secco dalla geometria circolare con al centro una grande pietra che per gli antichi abitanti indicava l’ombelico del mondo. Erano infatti convinti che Rapa Nui fosse l’ultimo luogo abitato della Terra distrutta da un cataclisma e loro gli ultimi uomini rimasti in vita.

Nella parte Est sono concentrati la maggior parte dei moai dell’isola. Raggruppati su piattaforme cerimoniali, come quella di Ahu Tongariki, o sparsi nella campagna, i moai sono delle statue dalle sembianze umane costruite dagli antichi clan in onore degli dei o per celebrare personaggi e avvenimenti importanti. I loro volti sono l’emblema di Rapa Nui, l’unica testimonianza concreta in cui è racchiusa la storia dell’isola. Tutta la vita e l’organizzazione sociale degli antichi abitanti era legata alla costruzione di queste statue. La popolazione di Rapa Nui era organizzata infatti in due clan: i corti lobi, gli schiavi che erano obbligati a costruire i moai; e i lunghi lobi, i nobili che ne commissionavano la costruzione. Poste in posizione eretta e rivolte verso i villaggi furono abbattute durante le ribellioni dei clan dai corti lobi e solo ultimamente sono state riportate alla posizione originale. Il loro aspetto enigmatico ha suscitato bizzarre supposizioni, le stesse che ascolterete dalle guide a bordo dei loro pulmini scassati. Sentirete le numerose leggende che riguardano i moai; vi racconteranno del misterioso magnetismo dell’isola e di come i loro antenati sono arrivati su quelle sponde e di come in meno di mille anni si sono quasi estinti. Storie remote quanto il luogo che le ha generate.

Il Tapati è il momento più importante di tutto l’anno per gli abitanti di Rapa Nui. È una festa che si tiene dal 29 gennaio al 12 febbraio in cui gli abitanti dell’isola si sfidano in varie gare per eleggere la regina dell’anno. Lo svolgimento della gara ricalca le antiche festività dell’uomo uccello, cambiano solo le prove. I due clan dell’isola si sfidano in varie prove di sport, coraggio, canto, ballo, cucina ecc., ed esattamente come il vincitore della festa dell’uomo uccello poteva imporre come re un uomo del proprio clan, i vincitori del Tapati hanno la facoltà di nominare regina la candidata del proprio gruppo. Foto Orongo Crater, cortesia: Ian Parker
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