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Viaggio a Pitcairn, tra le isole degli Ammutinati del Bounty

Pitcairn, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pitcairn è uno dei paesi meno popolati al mondo; si pensi infatti che sul piccolo arcipelago vivono soltanto 50 persone, la maggior parte delle quali diretta discendente dei famosi ammutinati del Bounty, che qui si stabilirono in seguito alla ormai mitica ribellione di cui furono protagonisti.
Da sempre popolata da genti polinesiane fin dall’antichità, Pitcairn seppe creare una serie di vincoli commerciali sia con l’isola di Mangareva (facente parte dell’Arcipelago delle Gambier, nell’attuale Polinesia Francese), scambiando risorse naturali (conchiglie di ostriche da una parte e pietre taglienti dall’altra) sia con la paradisiaca isola Henderson, che forniva piume d’uccelli tropicali ed altri oggetti ornamentali. L’eccessivo numero di abitanti – in termini relativi, viste le ridotte dimensioni – provocò nei secoli gravi danni all’ecosistema di Mangareva, con il conseguente abbandono, in serie, delle tre isole da parte degli abitanti.

I primi esploratori europei giunsero qui soltanto nel 1606 trovando una terra disabitata; oggi Pitcairn, Oeno, Ducie ed Henderson sono le quattro isole che costituiscono il paese, ma soltanto la prima è abitata. Qui – si diceva – giunsero nel 1790 alcuni degli ammutinati del Bounty in cerca di rifugio dalla Giustizia britannica, stabilendosi definitivamente assieme alle proprie mogli; il loro comportamento non fu tuttavia esemplare e ciò creò forti tensioni con la popolazione locale, che sfociarono in una serie di vendette ed omicidi alle quali sopravvissero solo quattro marinai, i cui cognomi sono tuttora decisamente frequenti tra gli abitanti di Pitcairn dati i numerosi figli che essi ebbero.

Nell’Ottocento, anche a causa dei numerosi passaggi di navi, il numero di abitanti era cresciuto in maniera tale da costringere il governo britannico a trasferire gli abitanti a Tahiti, ma oltre la metà morì in quanto priva degli anticorpi necessari per viverci e fu così che i superstiti vennero rimpatriati; nuovamente, all’incirca vent’anni più tardi, un altro trasferimento forzato, per le medesime ragioni, fu imposto dalla Gran Bretagna alla popolazione di Pitcairn, questa volta sull’Isola d Norfolk. Ancora una volta la gente, scontenta, fece ritorno sulla propria terra, giusto in tempo per scongiurarne l’annessione alla Polinesia ad opera dei francesi. La seconda metà del XX secolo è stata caratterizzata invece da una continua decrescita della popolazione, ormai attestatasi attorno alle 50 persone, anche se il rischio più forte è oggi quello di un abbandono definitivo dell’isola.

Come facilmente intuibile, buona parte delle attrazioni locali è concentrata nel villaggio di Adamstown ed è costituita da vicende e reperti legati al Bounty, tra cui l’àncora (posta nei pressi dell’odierno ufficio postale) ed il cannone della nave. Oltre alla grotta di Fletcher Christian, nella quale l’ammutinato - si dice – era solito appostarsi per effettuare gli avvistamenti delle temibili navi della marina britannica che gli davano la caccia, si trova una sola tomba dei “ribelli”, ossia quella di John Adams, nome fittizio di Alexander Smith.

Sulla parete della roccia di Down Rope si trovano invece alcuni petroglifi lasciati dalle antiche genti polinesiane che qui vissero molti secoli prima dell’arrivo dei marinai europei. All’estremità sud-orientale infine, nei pressi di St.Paul’s Point, si trova una bella piscina naturale chiamata Big Pool, ottima per concedersi un bagno rilassante.
L’isola Oeno, la più settentrionale dell’arcipelago, è conosciuta soprattutto per la sua grande barriera corallina e per la spettacolare isola ricoperta di palme ospitata nella sua laguna centrale; l’isola Henderson invece, distante quasi 170 km da Pitcairn nonché maggiore atollo del paese con una superficie di 36 km quadrati, è la classica makatea, emersa probabilmente grazie all’attività di alcuni vulcani sommersi nei pressi di Pitcairn. Questa perla in mezzo all’Oceano Pacifico è stata dichiarata nel 1988 Patrimonio dell’Umanità anche grazie all’ambiente pressoché incontaminato di cui dispone; qui vivono e si riproducono alcune specie endemiche di uccelli, e per visitarla occorre l’autorizzazione del Pitcairn Island Council.

Ducie, infine, è un tipico atollo corallino costituito da un motu principale (chiamato Acadia, in omaggio alla nave inglese che qui naufragò nel 1881) che racchiude una laguna attorno alla quale sorgono altre tre isolette. Qui purtroppo le correnti trasportano costantemente detriti dal mare che ne infestano le rive; giungendo si sbarca in prossimità del monumento che ricorda il ritrovamento dell’àncora dell’Acadia di fronte al quale, ad una profondità di circa dieci metri, si trova il relitto dell’imbarcazione.

Il clima nell'arcipelago, generalmente mite, si attesta tra una media di 19°C in agosto ed i 24°C di febbraio; a differenza di altre mete tropicali le precipitazioni sono distribuite durante tutto l'anno, anche se agosto è notoriamente considerato il mese più secco mentre novembre quello più piovoso.

Raggiungere Pitcairn non è propriamente semplice in quanto, vista la mancanza di piste d’atterraggio, l’unica maniera per approdare sull’isola è quella di affidarsi ad un mercantile in transito per l'isola, anche se generalmente questi si fermano al largo e giusto il tempo necessario per trasferire passeggeri e merci sulle canoe; in ogni caso ci si può informare riguardo agli orari e alle date delle navi presso il Consolato britannico ad Auckland (Nuova Zelanda), presso le compagnie stesse o attraverso il sito web del Pitcairn Island Study Centre, considerando comunque che per poter ripartire occorre attendere il transito di una nuova imbarcazione. L'alternativa più comoda è quella di cercare una barca privata a Mangareva (Polinesia francese) chiedendo un passaggio per Pitcairn, ricordando in ogni caso che l'approdo sull'isola può avvenire solo in caso di perfette condizioni del mare, data l'assenza di un porto.
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