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Cile: clima, temperature e quando andare

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Il clima del Cile è caratterizzato da una estesa varietà di condizioni meteorologiche forzate dalla notevole estensione in latitudine del paese rendendo alquanto ostico tratteggiare la proprietà climatologiche in senso generico.

In base alla nota classificazione di Köppen, il Cile presenta all'interno dei suoi confini almeno sette ben definiti sottotipi climatici, che vanno da condizioni quasi desertiche sulla parte più settentrionale, alla tipologia tundra alpina sul comparto orientale e sud-orientale, passando poi al subtropicale umido dell’Isola di Pasqua; temperato oceanico sul settore meridionale e per finire al clima mediterraneo nella regione centrale.

Periodo migliore e quando andare

Trovandosi nell’emisfero australe le stagioni sono invertite rispetto ai nostri canoni, pertanto abbiamo l'estate che va da dicembre a febbraio, l'autunno da marzo a maggio, l'inverno da giugno-ad agosto, e la primavera da settembre a novembre.
Se il vostro obiettivo è la Patagonia Cilena, i mesi migliori sono quelli da novembre a marzo, mentre per il nord, considerando il clima desertico non c'è un periodo speciale di cui tenere conto.
Per le regioni centrali consigliamo il periodo che va da settembre ad aprile, che corrisponde alla primavere, l'estate e l'iizio dell'autunno.

Le figure bariche, ed in generali i sistemi di pressione che regolano il clima in risultano l’anticiclone del Pacifico, il circumpolare sud (una zona di bassa pressione semipermanente di estrazione sub-antartica sulla zona meridionale) e la corrente fredda marina di Humboldt.
Tali figure sinottiche interagiscono poi in vario modo con la catena costiera cilena e con la cordigliera delle Ande, la quale presenta vette non di rado oltre i 6000 m di altezza.

Nonostante il paese abbia una limitata estensione longitudinale, alcune regioni interne mostrano elevate oscillazioni termiche (derivate da una maggiore lontananza dall’oceano) mostrando un clima spiccatamente continentale e poco piovoso (sottovento alla catena andina).

Nell'estremo nord-est e sud-est fino alle pianure della Patagonia (divisa tra Cile ed Argentina), prevalgono modelli climatici di tipo freddo, con forti e costanti venti occidentali, e con precipitazioni che diminuiscono gradualmente procedendo da ovest verso est.

Il clima dell'Isola di Pasqua

Un cenno a parte merita il clima dell’Isola di Pasqua, il quale è di tipo subtropicale marittimo.
Le temperature più basse si osservano generalmente in luglio ed agosto (18°C), mentre quelle più elevate si hanno di norma nel mese di febbraio (massime fino a 28°C), ovvero nella stagione estiva dell'emisfero sud, mentre gli inverni sono relativamente miti. Il mese più piovoso è generalmente quello di aprile, anche se l'isola mostra precipitazioni alquanto regolari durante tutto l’anno.

Essa, posta a notevole distanza dalla costa cilena ed in pieno Pacifico è costantemente esposta ad una vivace ventilazione che contribuisce a mantenere il campo termico piuttosto fresco. Le precipitazioni ammontano a circa 1100 mm annui. Non di rado in questa area si manifestano intense precipitazioni temporalesche, in particolare nei mesi invernali (giugno-agosto).

La vicinanza dell’isola alle alte pressioni del Pacifico e la sua contemporanea lontananza dal fronte di convergenza intertropicale (ITCZ), rende assai difficile se non impossibile il passaggio di cicloni tropicali.

Il clima del deserto di Atacama

Un’altra particolarità del clima cileno è rappresentata dal deserto di Atacama, sulla parte settentrionale del Cile tra la cordigliera andina (Puna de Atacama) e la catena della Costa presso il Pacifico, notoriamente conosciuto come il luogo più arido della Terra. Ciò accade perché i potenziali flussi umidi e piovosi sono bloccati sia ad est che ad ovest dagli elevati rilievi montuosi che la delimitano, pertanto la zona rimante costantemente “sottovento”. La corrente fredda di Humboldt l’anticiclone del Pacifico ricoprono anch'essi un ruolo primario nel mantenere il clima secco del deserto di Atacama. La piovosità media nel comparto cileno di Antofagasta ammonta a circa 1 mm all'anno, tuttavia diverse stazioni meteorologiche collocate nel deserto di Atacama non hanno mai segnalato pioggia, evento più unico che raro nell’intero pianeta. Numerosi studi climatologici evidenziano peraltro che la regione potrebbe non aver vissuto totale assenza di pioggia dal 1570 al 1971. L’aridità della zona è talmente spinta che, nonostante la presenza di monti assai alti (fino a 6.885 metri), essi sono completamente privi di ghiacciai.
Alcuni limitati settori del deserto di Atacama possono avere come forma di “umidità” l’arrivo di nebbie marine che vengono chiamate “Camanchaca”. Esse possono fornire quel minimo di umidità necessaria alla sopravvivenza di alghe, licheni e anche qualche cactus.
Ma nella regione completamente in ombra, con altezza media di 3000 m estendentesi per circa 100 km a sud di Antofagasta, il terreno, secchissimo, ha un aspetto simile a quello di Marte.
Certamente la regione è del tutto inospitale, ma nei suoi “estremi” climatici presenta un certo fascino, e per chi vuole sperimentare una volta nella vita l’umidità più bassa possibile è il luogo adatto.

Il clima del centro del Cile

Il clima della zone centrale è invece di tipo temperato mediterraneo, con le precipitazioni che aumentano progressivamente, e con una certa generosità, da nord a sud. Nella zona mediana, le temperature medie mensili sono circa 19,5°C nei mesi estivi e fino a 7,5°C nella fase invernale.
La piovosità media mensile non è più di una traccia in gennaio e febbraio e 69,7 millimetri di giugno e luglio. Avanzando verso sud le temperature medie scendono in estate fino ai 17,5°C ma aumentano leggermente in inverno collocandosi sui 9/9,5° C, mentre le precipitazioni aumentano. In estate (dicembre-febbraio) la suddetta area riceve una media 20-25 mm di pioggia al mese; nel mese tra giugno e luglio si nota il periodo più piovoso, con valori sovente superiori a 200 mm/mese. Abbondanti le nevicate sul comparto andino. La zona chiamata “La Frontera” corrisponde al limite meridionale del clima mediterraneo; tale transizione, più o meno repentina, è determinata dalla scissione (split) dei venti occidentali a queste latitudini, con un ramo che evolve verso sud-est e un altro in direzione est-nord-est, in buona parte dovuta all’interferenza con i rilievi andini che mostrano in quell’area altezze assai variabili.

Il clima del sud del Cile

Il settore meridionale e l’estremo lembo nord della zona sub-antartica mostrano un clima temperato oceanico. La Cordigliera delle Ande intercetta gli umidi venti occidentali pacifici durante l'inverno e parte del periodo estivo; essi sono costretti a risalire i monti determinando intense e frequenti precipitazioni sui versanti occidentali, gradualmente inferiori procedendo verso est. La fredda corrente marina di Humboldt crea condizioni favorevole a maggiore umidità, con frequenti nebbie di tipo avvettivo in prossimità della fascia costiera.
Infine nella zona sub-antartica cilena, nonostante la bassa latitudine. prevale un clima certamente freddo ma moderato grazie alla prevalenza di superfici marine ed è nota per le temperature relativamente basse ma costanti e con modeste escursioni termiche mensili e stagionali.
Le piogge più consistenti si osservano tra aprile e maggio, mentre la stagione delle nevicate occupa per tutto l'inverno cileno (giugno-agosto con prolungamento fino a settembre); in ogni caso la temperatura media raramente scende al di sotto di 1°C nelle zone costiere, ma è comunque il comparto più freddo del Sud America.

Di seguito evidenziamo alcune particolarità climatologiche di qualche località rappresentativa del territorio:

Santiago (capitale, regione centrale)

Il mese più freddo dell'anno risulta essere luglio (temperatura minima media 2,5°C; temperatura massima media 14,3°C); mentre quello più caldo è gennaio (temperatura minima media 11.8°C; temperatura massima media 29,4°C). Temperatura media annua di 14.2°C con escursione termica media annua di 13,0°C.
Il periodo più caldo dell'anno a Santiago del Cile è inquadrabile nella seconda decade di gennaio; quello più freddo tra la prima e la seconda decade di luglio.
Record di temperatura minima assoluta: -6,8°C
... Pagina 2/2 ... Record di temperatura massima assoluta: 37,7°C
Nuvolosità: per gli amanti del sole il periodo che va da novembre a marzo appare il più adatto con scarsa nuvolosità e con picco minimo di copertura media che si raggiunge nella prima decade di gennaio quando si ha una copertura media oscillante tra il 15 ed il 20%. Maggiore nuvolosità la si trova tra maggio e settembre con picco massimo in giugno (70% di copertura nuvolosa media giornaliera).
Precipitazioni: La probabilità di giorni con pioggia varia nel corso dell'anno. Le piogge hanno statisticamente maggiori percentuali di verificarsi tra maggio e settembre, con picco massimo in giugno (25-30% di giorni piovosi). Sono invece poco probabili tra dicembre e marzo con minimo annuale ad inizio gennaio , quando abbiamo solo l'1% di rischio di incappare in una giornata piovosa.
L'attività temporalesca è discretamente frequente tra maggio e settembre con picco assoluto nella seconda decade di giugno. I temporali possono essere talora di forte intensità con elevata attività elettrica e piogge volente ed in qualche caso accompagnati di grandine.

In merito ai quantitativi medi di precipitazione essi sono sintetizzati come segue:
La piovosità media annua ammonta a circa 282 mm (molto scarsa), con massimi tra maggio ed agosto e picco assoluto in giugno con 70 mm medi, vale a dire il mese più piovoso dell'anno. La stagione più secca è quella che va da ottobre ad aprile con i minimi annui in gennaio (solo 0.3 mm medi). In media solo 37 giorni all'anno sono interessati da precipitazioni. Qualche nevicata nel periodo invernale non è da escludere, tuttavia la neve è sostanzialmente improbabile, e le stazioni di rilevamento in zona non segnalano in modo affidabile questo tipo di precipitazione. Si ritiene che la frazione nevosa delle precipitazioni invernali sia inferiore all1% del totale.

San Pedro de Atacama (area nord), 2407 metri slm

Il mese più freddo dell'anno a San Pedro di Atacama appare quello di giugno (temperatura minima media 0,3°C; temperatura massima media 16,2°C); mentre quello più caldo risulta gennaio (temperatura minima media 10,0°C; temperatura massima media 24,3°C). Temperatura media annua di 13,3 °C con escursione termica media annua di soli 8,9°C.
Il periodo più caldo dell'anno occorre di norma nella seconda e terza decade di giugno; quello più freddo circa a metà gennaio.
Record di temperatura minima assoluta: -10.2°C
Record di temperatura massima assoluta: 33.6°C

Nuvolosità: per gli amanti delle giornate limpide ed assolate la zona presenta elevata affidabilità per tutto l’anno, tuttavia la nuvolosità media più bassa la si ha nella prima decade di ottobre quando risulta un valore medio di copertura media giornaliera di appena l’1%. Nuvolosità un poco più frequente la si ha tra dicembre e febbraio con picco massimo nella seconda decade di gennaio (comunque solo il 25% di copertura nuvolosa media giornaliera).
Precipitazioni: La probabilità di giorni con pioggia è variabile nel corso dell'anno ma comunque assai scarsa; le precipitazioni hanno statisticamente maggiori probabilità di verificarsi tra ottobre e marzo con un massimo in gennaio (30% di giorni piovosi). Sono invece praticamente assentii tra maggio e luglio, quando abbiamo lo 0-0,5% di rischio di dover aprire l'ombrello.
L'attività temporalesca è modesta durante tutto l'anno con massimi relativi tra dicembre e febbraio, mentre è assente da maggio a luglio. Nell’anno si hanno in media solo 53 giorni piovosi.
In relazione ai quantitativi medi climatologici di precipitazione, essi sono riassunti come segue:
La piovosità media annua ammonta a circa 42 mm (molto bassa, regime desertico), con massimo primario in gennaio che ha media di 22 mm in 11 giorni piovosi.
La stagione più secca è quella compresa tra giugno ed agosto quando sono sono rilevate precipitazioni di sorta (0 mm).
Praticamente le nevicate essendo la stagione fredda sostanzialmente priva di precipitazioni.

​Valparaiso (costa centrale pacifica), 10 metri slm:

Il mese più freddo dell'anno appare quello di luglio (temperatura minima media 9,2°C; temperatura massima media 14,3°C); mentre il più caldo è quello di gennaio (temperatura minima media 13,5°C; temperatura massima media 20,8°C). Temperatura media annua di 14,0°C con escursione termica media annua di soli 5,6°C.
Il periodo più caldo dell'anno a Valparaiso si manifesta in genere nella seconda decade di gennaio; quello più freddo nella seconda decade di luglio.
Record di temperatura minima assoluta: -3,6°C
Record di temperatura massima assoluta: 31,9°C

Nuvolosità: per gli amanti del sole e dell'abbronzatura il periodo che va da novembre a marzo appare sicuramente il migliore, con bassa copertura nuvolosa media e con picco minimo in gennaio quando si ha un valore medio del 6%. Maggiore copertura la si ha tra maggio e settembre con picco massimo in giugno (40% di copertura nuvolosa media giornaliera).
Precipitazioni: La probabilità di giorni con pioggia è piuttosto variabile nel corso dell'anno. Le precipitazioni hanno statisticamente maggiori probabilità di occorrere tra maggio e settembre con picco massimo in giugno (28% di giorni piovosi). Sono invece assai poco probabili tra dicembre e marzo, con picco minimo in gennaio quando abbiamo solo l'1% di rischio di ricorrere all’impermeabile.
L'attività temporalesca è assai modesta, ricoprendo solo l’1% della tipologia dei fenomeni precipitativi, in genere limitata a pochi episodi tra gennaio e febbraio.
In merito ai quantitativi medi climatologici di precipitazioni essi sono riassunti come segue:
La piovosità media annua ammonta a circa 375 mm (scarsa), con massimi tra maggio ed agosto e picco assoluto in luglio con media di 111 mm in 6 giorni piovosi). La stagione più secca è quella che va da dicembre a marzo con i minimi assoluti in febbraio (solo 0 mm medi, quindi piogge assenti). In media 27 giorni all'anno sono interessati da precipitazioni. Sostanzialmente assenti le nevicate.

Cosa mettere in valigia

Il Cile essendo molto esteso in latitudine presenta una notevole varietà di climi, pertanto in primo luogo dipende dalla zona prescelta per il viaggio. In linea di massima è preferibile la stagione asciutta che corrisponde allo loro estate (vale a dire il nostro inverno) quando in vaste zone del paese le nuvole o la pioggia non costituiscono un problema (salvo le aree più meridionali sottoposte a tese correnti occidentali spesso fresche, umide e talora piovose).
Generalmente si consigliano, nel caso in cui si parta nella stagione secca, vestiti leggeri privilegiando un guardaroba di tipo estivo con costumi da bagno, occhiali da sole, cappellini, sandali. Felpe e kway sono comunque raccomandate per la presenza di vento.
Sempre utile la classica farmacia da viaggio con soprattutto spray repellenti per gli insetti che tuttavia disturbano solo nella fascia costiera, farmaci antivirali e crema solare.
Se invece optiamo per il periodo più piovoso non dobbiamo scordare un impermeabile o k-way oltre naturalmente all'ombrello. Una nota particolare merita l’area desertica, certamente affascinante ma con condizioni ambientali talvolta critiche: in primo luogo l’estrema secchezza dell’aria (valori di umidità relativa anche sotto il 10%) può comportare secchezza delle mucose e screpolature alla pelle, pertanto meglio avere con noi prodotti idratanti per la pelle, lucidalabbra, etc., ed una scorta di acqua sempre a portata di mano.
Inoltre il clima desertico può tradire, dato che ad elevate temperature massime giornaliere si contrappongono fresche e fredde sere e notti, per cui capi di abbigliamento un po' più pesanti per tale fascia oraria possono risultare indispensabili.
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