Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Sao Luis

Sao Luis (San Luis), guida della cittą Patrimonio UNESCO nel nord-est del Brasile

Pagina 1/2

Esiste un'unica strada che collega l'Isola di São Luís con il continente sudamericano, ed è per questo che spesso il traffico è congestionato sia in entrata che in uscita; da quella stessa strada transita anche chi esce dall'aeroporto, ricevendo subito una prima impressione dell'atmosfera tipicamente caotica e vivace di molte città tropicali.
São Luís (San Luis, in italiano) è anche il nome della città, capitale dello stato del Maranhão, che si trova su quella stessa isola ed il cui agglomerato urbano conta circa 1200000 abitanti; se la fondazione ufficiale come città si deve ai francesi nel 1612, occorre precisare come l'isola in realtà fosse già abitata da migliaia d'anni dai popoli indigeni che risiedevano stabilmente nella regione. Con l'arrivo degli europei, San Luis subì ripetute invasioni ad opera degli olandesi e dei portoghesi, trovando una relativa stabilità solamente verso la metà del XVII secolo.
Il Settecento vide un forte sviluppo commerciale della città, favorito soprattutto dal porto locale presso il quale transitavano quotidianamente tonnellate di materie prime (soprattutto cotone, cacao e tabacco) prodotte dagli schiavi africani e dirette principalmente in Europa; il flusso commerciale stimolò un'enorme crescita economica e culturale della città, che ben presto divenne una delle principali metropoli brasiliane dell'epoca, prima di entrare in decadenza sul finire dell'Ottocento con l'abolizione della schiavitù e la massiccia concorrenza della produzione di cotone statunitense.

Oggi San Luis è una città completamente nuova, che presenta una particolare commistione tra vecchio e nuovo, tra il degrado di alcune zone periferiche ed il perfetto stato del suo centro storico, tra i cantieri aperti nelle zone nuove ed i moderni edifici che si stagliano verso il cielo quasi in riva al mare. Come tutto il Brasile, anche São Luís sta vivendo una fase di boom economico e di forte ottimismo da parte degli investitori, sia locali che stranieri: hotel e grattacieli spuntano ovunque ed il turismo è in forte crescita, in particolare da quando negli ultimi quindici anni anche in Europa si è sparsa la voce dell'esistenza del vicino Parque Nacional dos Lençois Maranhenses, il surreale deserto di dune bianche dove la stagione delle piogge crea ogni anno migliaia di laghi d'acqua cristallina.

Senza la necessità di allontanarsi dalla città, San Luis ha un fascino tutto proprio, che le è valso nel 1997 l'iscrizione nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO: il centro storico, perfettamente conservato, conta oltre 3500 edifici di origine coloniale portoghese ed è uno dei più grandi nel suo genere d'America Latina.
Nell'area del centro, alle consuete abitazioni basse dai delicati colori pastello tipiche dello stile coloniale, si affiancano edifici rivestiti da azulejos, come nella più classica delle tradizioni lusitane.

Anche l'architettura degli edifici pubblici è perfettamente in linea con lo stile dominante, come ad esempio il sobrio Palacio de La Ravardière, costruito nel 1689 ed attualmente sede del Governo Municipale, proprio di fronte al Palazzo di Giustizia. Accanto al Palacio de La Ravardiére, i tremila metri quadrati del bianchissimo Palacio dos Leões colpiscono il visitatore per la loro imponenza e semplice eleganza neoclassica. Qui, dove un tempo sorgeva l'antico Forte de São Luís , oggi ha sede il Governo del Maranhão.
Come si diceva, gli azulejos formano parte del patrimonio storico della città ed è decisamente comune, passeggiando tra le vie del centro, scovare case o palazzi ricoperti dalle tipiche piastrelle portoghesi: tra questi, l'Edificio São Luís è quello che ne possiede il maggior numero, anche se i più rari, dipinti a mano, sono forse quelli che si trovano all'interno della Catedral da Sé.

Le strade più conosciute e frequentate del centro, dove si susseguono i negozi ed alcuni musei (il Museu de Artes Visuais ed il Museu Casa Nhozinho) sono la Rua Portugal e la Rua do Trapiche; qui i turisti amano passeggiare sul fondo ciottolato delle vie alla ricerca di souvenir, senza sapere che sotto i loro piedi un complesso sistema di gallerie si dirama per la città. A questa rete di tunnel è collegata anche la Fonte do Ribeirão, una grande fontana – costruita nel 1796 per volere di Dom Fernando Antônio de Noronha – il cui frontone, di un azzurro intenso, presenta simboli religiosi.

... Pagina 2/2 ... Nelle immediate vicinanze della fontana, protetta come patrimonio storico nazionale, si trova il cosiddetto Beco da "Bosta", la cui traduzione in italiano suona all'incirca come Vicolo della “Cacca” (per usare un eufemismo...): qui infatti un tempo transitavano gli schiavi con i secchi di escrementi dei loro padroni per andare a scaricarli giù al mare.

San Luis è anche una città di cultura e vanta il secondo teatro più antico del Brasile: il Teatro Arthur Azevedo, costruito nel 1817, è oggi uno dei più importanti del paese. Completamente ristrutturato negli anni Novanta, il suo interno è, curiosamente, una replica fedele della Scala di Milano.
La cultura di San Luis non è solamente quella istituzionale dei grandi teatri o dei musei, ma è soprattutto quella popolare che fonde radici indigene alle influenze portoghesi, francesi, olandesi ed africane; tradizioni come quella della Bumba-meu-boi hanno qui la loro massima espressione in particolare nel periodo di giugno, quando tutto il nord-est del Brasile festeggia São João. In occasione di São João ogni sera si tengono spettacoli di danza e concerti in tutti gli arraiais della città, ampi spazi aperti dove si svolgono le celebrazioni, le feste e le sagre popolari. In particolare nell'Arraial da Lagoa e nell'Arraial da Praça Maria Aragão, per voler rimanere in una zona centrale della città, è possibile assistere ai coloratissimi spettacoli di Bumba-meu-boi o delle altre espressioni del sincretismo religioso e musicale di San Luis come il Tambor de Crioula, il Cacurià, il Tambor de Mina o le Quadrilhas. Proprio a queste attività artistiche e culturali si dedica il gruppo Laborarte, che promuove laboratori pratici di danze tradizionali e propone spettacoli di teatro, arti visuali, musica e letteratura.

La musica e la festa sono aspetti dominanti della cultura brasiliana ed anche nell'ambito della vita di tutti i giorni i ludovicensses sono soliti accompagnare le proprie attività con il ritmo in sottofondo: curiosamente il genere che va per la maggiore è il reggae (non a caso San Luis è conosciuta come la “Giamaica brasiliana") che arriva dalle stazioni radio caraibiche, facilitato fin dagli anni Settanta dall'intenso traffico del porto cittadino, dove le navi importavano vinili originali di reggae giamaicano che ancora oggi suonano nei numerosi locali dedicati a questa musica.

In definitiva, fosse anche solo per un paio di giorni, comprensivi di una visita in barca sulla sponda opposta della Baia de São Marcos nella vicina Alcântara – località maranhense riconsciuta dall'Instituto do Patrimônio Historico Nacional nel 1948 come città-monumento – prima di spostarsi verso Barreirinhas ed i Lençois Maranhenses, San Luis merita decisamente una visita: il suo formidabile centro storico, l'immensa spiaggia ed i suoi ritmi meticci fortunatamente non conoscono ancora il caos e la commercializzazione del turismo di massa. Il periodo migliore per scoprire la regione è probabilmente quello di giugno quando, con la fine della stagione delle piogge e l'avvento delle festas juninas dedicate a São João, la città sa offrire il meglio di sé.

Esistono voli diretti o con scali intermedi dalle principali città del Brasile come Rio de Janeiro, San Paolo, Belo Horizonte, Fortaleza e Recife; dalle grandi metropoli del sud a San Luis il tempo medio di percorrenza di un volo è di circa tre ore.

Per maggiori informazioni riguardanti il Brasile, San Luis e lo Stato del Maranhão si possono consultare i siti internet ufficiali: http://www.visitbrasil.com e http://www.maranhaounico.com.br

loading...
close