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Babeldaob, spiagge ed immersioni nell'isola pił grande di Palau

Babeldaob, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Uno dei luoghi più belli sulla Terra in cui dedicarsi allo snorkelling è senza dubbio l'arcipelago di Palau; dalla barriera corallina ai relitti delle navi della Seconda Guerra Mondiale, dalle pareti verticali ai tunnel passando per una sorprendente varietà di fauna ittica, questo è certamente un paradiso per gli amanti delle immersioni.
La bellezza di Palau non si esaurisce al di sotto del livello del mare; la vegetazione, la fauna e la ricchezza etnica che si trovano in superficie rendono le isole un luogo incantevole sotto numerosi punti di vista.

I primi insediamenti umani dell'attuale Palau risalgono ad oltre 3000 anni fa quando, a quanto sembra, la società dell'epoca era strutturata attorno alla figura centrale della donna, che ereditava i beni e li gestiva nella propria famiglia; le cose cambiarono repentinamente – come purtroppo accaduto anche a tutte le altre isole del Pacifico – con l'arrivo degli europei nel XVI secolo.
Gli spagnoli un secolo più tardi rivendicavano già la proprietà dell'arcipelago, e sul finire del Settecento fu la volta dell'inizio dei rapporti con la Gran Bretagna, con la quale cominciarono a ritmo serrato gli scambi commerciali; nel 1885 però gli spagnoli, preoccupati da tale situazione, allontanarono gli inglesi e si concentrarono per un decennio nell'opera di evangelizzazione delle isole, prima di vendere in blocco Palau e la sua gente (già decimata dalle malattie portate dai colonizzatori) alla Germania nel 1899.

I tedeschi usarono la mano pesante sulla popolazione locale, che fu praticamente ridotta in schiavitù e costretta a lavorare per le compagnie europee; a ruota dei tedeschi giunse poi l'occupazione giapponese, che stravolse completamente la società paluana sottomettendola alle proprie regole ed ai propri interessi. Negli anni Venti Koror fu trasformata nel principale centro amministrativo di tutte le colonie giapponesi nel Pacifico e successivamente Palau divenne un arcipelago militarizzato ed isolato dal resto del mondo; durante la Seconda Guerra Mondiale le strutture militari furono bombardate dalle truppe alleate determinando la sconfitta giapponese.

Palau è diventato uno stato indipendente soltanto il 1 ottobre del 1994, dopo che nel 1978 aveva rifiutato l'annessione agli Stati Federati di Micronesia e dopo che per due decenni gli Stati Uniti avevano praticato una forte ingerenza politica, militare e strategica (leggasi nucleare) sul territorio.

Dal 7 ottobre 2006 la capitale di Palau si è trasferita dall'isola di Koror alla più grande Babeldaob Island, ed in particolare nello stato di Melekeok, sulla costa orientale. Qui, a due chilometri dall'omonima località di Melekeok, è stata costruita appositamente una zona dove hanno sede gli edifici governativi; l'insediamento è chiamato Ngerelmud. Nonostante si preveda che nei prossimi anni tale spostamento amministrativo porti molte persone a trasferirsi da Koror all'isola di Babeldaob, al momento Melekeok continua ad essere un semplice villaggio di poche centinaia di persone che non offre alcunché di particolarmente interessante ai visitatori se non i monoliti dell' Odalmelch Stone Faces, enormi e misteriose teste in pietra scolpite nell'895 a.C.

Come detto, la situazione in futuro è destinata a cambiare, ma per ora Babebldaob resta una terra in gran parte vergine; E' l'isola più grande della Repubblica di Palau, e conta il 70% del territorio di tutto l'arcipelago. Se sulla costa orientale si possono comunque trovare diverse spiagge bianche (soprattutto nei pressi di Ngiwal e Ngaraard), molte zone dell'isola sono pressoché inaccessibili grazie alla fitta vegetazione ed alla mancanza di strade percorribili. Geograficamente Babeldaob si presenta come un'isola vulcanica, e la sua vetta principale è il Monte Ngerchelchuus, in realtà una semplice collina che supera appena i duecento metri sul livello del mare.

Se – a causa delle pochissime infrastrutture – il turismo è ancora decisamente scarso, non bisogna commettere l'errore di considerare Palau, e nello specifico l'isola su cui sorge la capitale, un luogo non meritevole di essere visitato. Nella zona sud lo stato di Airai (Palau è infatti suddivisa in piccolissimi stati) si possono ammirare diversi resti giapponesi della guerra mondiale; dalle rovine dell'edificio amministrativo giapponese bombardato ai carri armati ed ai cannoni arrugginiti, ci si potrà fare un'idea di cosa hanno vissuti i paluani nel secolo scorso.

Per vedere qualcosa di più tradizionale – per quanto alcuni siano di recente costruzione – ci si può recare in visita ad uno dei bai, una sorta di enorme capanna (oggi costruita però anche in cemento) dove si riunivano in consiglio i capi del villaggio; qui sorge anche il più antico bai dell'intera Palau, un'autentica perla architettonica costruita oltre cento anni fa senza l'uso di chiodi; la “capanna”, lunga ventuno metri e larga sei, è alta ben dodici metri. Sempre nello stato di Airai, ma raggiungibile in barca, si trova la Metuker ra Bisech, una cava utilizzata fin dall'antichità per reperire materiale utile alla produzione di monete di pietra di Yapa.

Per godere della natura locale si suggerisce, invece, un'escursione alla cascata di Ngatpang, nota per la sua spettacolarità e particolarmente indicata per gli amanti delle passeggiate nella foresta; una volta giunti sul posto, a coronamento dell'avventura, è poi consentito anche tuffarsi nell'acqua.
Chi desiderasse ripetere l'esperienza, non dovrebbe perdere nemmeno una gita alla cascata di Ngardmau, la più alta dell'intera “regione” della Micronesia.
Lo stato di Ngarchelong, all'estremo nord dell'isola, è molto conosciuto per i trentasette monoliti in basalto di Badrlchau, nonché per le facce di pietra di Ngarchelong, che ricordano le più famose facce di Rapa Nui (Isola di Pasqua, Cile).

I trasporti pubblici a Babeldaob sono inesistenti, così come praticamente le strade asfaltate; gli spostamenti all'interno dell'isola avvengono principalmente in fuoristrada, salvo alcuni brevi tratti percorribili anche in auto (ad esempio la strada per la capitale Ngerelmud); in generale è più comodo spostarsi su imbarcazioni private o motoscafi statali.
I voli atterrano tutti al Palau International Airport e collegano il paese quotidianamente agli Stati Uniti d'America e a Tokyo; meno frequenti sono invece i voli da/per le Filippine.
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