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Tagikistan, in viaggio tra le montagne del Tetto del Mondo

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Oggi il Tagikistan è un paese sicuro dopo le turbolenze e la guerra civile che lo ha sconvolto durante gli anni Novanta in seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, di cui faceva parte. Abitato fin dal V secolo a.C. Secondo quanto dimostrano i reperti archeologici ritrovati in alcune zone della regione tagika, è sempre stato un territorio conteso tra i vari regni ed imperi asiatici; qui combatté anche Alessandro Magno prima di fondare l'attuale città di Khojand. La storia del paese è però strettamente connessa ai persiani, la cui dinastia dei Samanidi dominò a lungo e che fece del territorio tagiko un centro culturale di vitale importanza per il mondo islamico.

A partire dal X secolo si registrò l'avanzata e la successiva conquista militare da parte dei turchi, che tuttavia generò una situazione di pacifica convivenza tra le diverse etnie legate tra loro dalla religione comune con reciproche contaminazioni culturali. Tra la resistenza agli invasori mongoli prima ed a quelli afghani poi, si giunse all'Ottocento, quando le abili mosse politiche degli zar diedero di fatto il controllo di buona parte del Tagikistan ai russi, intenzionati ad aprirsi nuove rotte commerciali verso l'India britannica; si scatenò così un'aspra contesa e crisi internazionale fra la stessa Russia e la Gran Bretagna, risolta con il trattato del 1895 che definì i confini tagiki con l'Afghanistan e la Cina, chiudendo di fatto il paese al mondo per i successivi cent'anni.

In seguito alla rivoluzione bolscevica del 1917 il paese fu inglobato dalla Repubblica Sovietica del Turkestan e successivamente da quella dell'Uzbekistan fino a quando, dopo la rivolta dei guerriglieri musulmani basmachi (repressa comunque nel sangue), l'autorità centrale concesse lo status di Repubblica Socialista Sovietica Autonoma al Tagikistan. Terra povera e con scarse risorse, per quasi tutto il secolo dovette affidarsi agli aiuti provenienti da Mosca, fino a quando nel 1991 con la caduta del blocco sovietico si autoproclamò repubblica indipendente. Abbandonata a se stessa e con l'incubo dei brogli elettorali nelle elezioni che si tennero nello stesso anno, poco alla volta le dimostrazioni di piazza dilagarono sfociando nella guerra civile. Oggi la situazione pare essersi relativamente stabilizzata ed il paese gode di un discreto tasso di crescita economica che lascia ben sperare per il futuro.

Il Tagikistan si suddivide in 4 provincie, quella di Sughd a settentrione, che confina con quella di Dushambe, e poi le due province meridionali di Kathlon a occidente, e di Gorno-Badachsan a oriente, quest'ultima provincia autonoma. Iniziando il viaggio a Khojand, nella zona settentrionale, in una regione che è quasi un'enclave nel territorio uzbeko, si può trascorrere un giorno nel capoluogo della provincia di Sughd prima di spostarsi verso la capitale Dushanbe, facendo magari soste a Istaravshan per una visita al suo bel centro storico e al lago alpino Iskander-Kul, sui Monti Fan. Questa catena montuosa è certamente una delle mete più accessibili per gli amanti del trekking; chi fosse sufficientemente attrezzato ed allenato potrebbe anche considerare di avventurarsi senza guide o viaggi organizzati lungo i suoi sentieri, che si snodano generalmente ad una quota compresa tra i 3000 ed i 4000 metri. Si segnala a tal proposito che, vista la vicinanza all'Uzbekistan, chi desiderasse oltrepassare il confine per spingersi fino alla mitica città di Samarcanda, dovrebbe munirsi dei visti tagiki ed uzbeki validi per due ingressi doppi.

Tornando al viaggio in questione, una volta giunti nella capitale Dushanbe, e dopo aver dedicato una giornata alla scoperta dei suoi musei e degli edifici color pastello che la caratterizzano, ci si potrebbe spostare per un'escursione di mezza giornata nella vicina Hissar per ammirare i resti della fortezza, nonché le due antiche medressa (rispettivamente del Cinquecento e del Seicento) che le sorgono proprio di fronte.
... Pagina 2/2 ... Una volta visitata la zona nord-occidentale del paese, si può pensare finalmente di organizzare la seconda arte del viaggio verso la suggestiva regione del Pamir, nella parte centro-orientale della nazione. La regione è detta in lingua locale Bam-i-Dunya, ossia “Tetto del Mondo”, ed il fatto che ospiti vette ampiamente al di sopra dei 7000 metri di altitudine dovrebbe suggerire le ragioni di tale appellativo. Imperdibile senza dubbio è la famosa Strada del Pamir, uno dei tragitti di montagna più spettacolari della Terra che conduce fino ad Osh, in Kyrghizistan. Ovviamente -è quasi scontato dirlo- vista la conformazione fisica della regione sono innumerevoli le possibilità di escursioni, percorsi e sentieri adatti al trekking, e sarebbe impossibile farne qui un elenco esaustivo; per spingersi sulle vette più alte si consiglia comunque di affidarsi ad un'agenzia locale in grado di assicurare l'equipaggiamento adeguato ed informazioni utili sui percorsi.

Partendo magari da Khorog, al confine con l'Afghanistan, si attraversa l'aspra e selvaggia Valle di Bartang o, in alternativa, ci si può spingere fino alla remota Valle di Wakhan, attraversata anche da Marco Polo durante un suo viaggio nel 1274, alla scoperta dei suoi villaggi e delle fortezze che qui sorgono fin dai secoli scorsi. Lungo la Strada del Pamir ci si può fermare nell'incredibile Bulunkul, che pare essere la località più fredda del Tagikistan o ancora a Murgab, cittadina ad oltre 3500 metri di altitudine, ottima base per andare alla scoperta del Pamir orientale.
A 150 km a nord di Murgab invece è possibile effettuare escursioni a Jalang, dove è possibile ammirare incisioni rupestri e conoscere la vita dei pastori della zona, trovando eventualmente una sistemazione in una yurta.

Non esistendo ambasciate né consolati tagiki in Italia, i cittadini italiani dovranno rivolgersi alle ambasciate del paese asiatico a Berlino, Londra, Vienna o Bruxelles per sbrigare le pratiche burocratiche che consentano l'ingresso nel paese. Per giungere fin qui dall'Europa, gli unici collegamenti aerei diretti garantiti sono quelli da Riga, Mosca ed Istanbul, mentre l'alternativa è rappresentata dagli scali intermedi nei principali aeroporti delle vicine repubbliche centroasiatiche, certamente meglio collegate al vecchio continente.
Diversamente, per spostamenti via terra -non esistendo collegamenti in autobus tra il Tagikistan e gli stati confinanti- occorre affidarsi al servizio congiunto di minibus e taxi, i cui tragitti sono verificabili solamente in loco.

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