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McLeod Ganj (India), la cittą del Dalai Lama in esilio

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Non lontano da Dharamsala, immerso tra le irte montagne dell’Himachal Pradesh, si nasconde McLeod Ganj, da oltre 50 anni residenza forzata del Dalai Lama e del suo seguito. Per questa ragione, la cittadina è la principale destinazione turistica dello stato e vi si trovano decine di alberghi a buon mercato, compagnie che organizzano trekking in montagna, internet cafè, ristoranti prettamente turistici e una miriade di negozi che vendono souvenir tibetani. Oltre al grande valore spirituale, McLeod Ganj è contraddistinta dalla presenza di alcune interessanti attrattive, la maggior parte delle quali strettamente connessa alla presenza del governo tibetano in esilio e a quella di Sua Santità il XIV Dalai Lama.

Fondata come presidio britannico intorno alla metà del XIX secolo, McLeod Ganj rappresentò un importante centro amministrativo del governo coloniale fino al 1905, quando tutta la zona fu devastata da un violento terremoto. Da quel momento in poi la cittadina è rimasta nell’ombra fino al 1960, l’anno della svolta di McLeod Ganj, l’anno in cui il Dalai Lama ed il suo seguito chiesero asilo politico in seguito all’invasione cinese del Tibet. Quest’insperata fortuna ha reso la città un rinomato centro per lo studio del buddhismo e della cultura tibetana, oltre che un polo capace di accogliere anche numerosi viaggiatori partiti con l’intento di lavorare come volontari nei progetti di sostegno alla folta comunità di rifugiati.

Scendendo da McLeod lungo Temple Road si giunge allo Tsuglagkhang Complex, dove si trovano la residenza ufficiale del Dalai Lama, il Namgyal Gompa, il Tibet Museum e la Tsuglagkhang, ovvero la “Cappella Centrale”, la cui importanza è sottolineata dal fatto che rappresenti l’equivalente del Jokhang di Lhasa per i tibetani in esilio. Consacrata ad Avalokitesvara, la divinità tibetana della compassione, la cappella custodisce una statua dorata alta 3 metri del Buddha Sakyamuni, ai lati del quale trovano posto la stessa Avalokitesvara e Padmasambhava, lo studioso indiano che diffuse il buddhismo in Tibet; la statua della divinità contiene alcune reliquie tratte in salvo dal Jokhang durante la rivoluzione culturale cinese. Accanto alla Cappella Centrale si erge il Kalachakra Temple, terminato nel 1992 e decorato da alcuni dipinti parietali dall’effetto quasi ipnotico raffiguranti il mandala del Kalachakra (la Ruota del Tempo); ogni anno, nel quinto giorno del terzo mese del calendario tibetano, qui vengono creati mandala (cerchi cosmici) di sabbia. Gli edifici restanti costituiscono il Namgyal Gompa, dove quasi tutti i pomeriggi si può assistere ai dibattiti dottrinali dei monaci, che sottolineano i principali passaggi logici con gesti plateali, come pestare un piede a terra o battere le mani. Sempre all’interno del complesso si trova il suggestivo Tibet Museum, presso il quale viene ripercorsa la tragica storia dell’occupazione cinese e del conseguente esodo dei tibetani mediante fotografie, registrazioni di interviste e documentari video.

All’interno del Secretariat of the Tibetan Government in exile, ovvero la sede del governo tibetano in esilio, a Gangchen Kyishong, la Library of Tibetan Works & Archives conserva i testi tibetani sottratti alla distruzione durante la rivoluzione culturale. Al piano superiore c’è l’interessante museo culturale, che vanta una collezione di statue, antichi manufatti tibetani e libri; qui sono esposti anche alcuni straordinari mandala tridimensionali di legno e sabbia, mentre uscendo dal museo merita una visita il Nechung Gompa, dimora dell’oracolo di stato tibetano. Scendendo dal segretariato si giunge al Men-Tsee Khang, il Tibetan Medical & Astrological Institute, un istituto che comprende una biblioteca ed una scuola di formazione dove è possibile farsi elaborare un oroscopo completo in inglese per circa 45 dollari americani. Da vedere anche il Men-Tsee Khang Museum, che ospita un’interessante mostra incentrata sulla medicina tibetana tradizionale, illustrata attraverso campioni di piante e minerali.

... Pagina 2/2 ...Ai piedi della lunga scalinata situata poco sotto la stazione degli autobus c’è il Tsechokling Gompa, realizzato nel 1987 in sostituzione dell’originale Dip Tse Chokling Gompa del Tibet, andato interamente distrutto durante la rivoluzione culturale. Il monastero è pervaso da un’atmosfera di pace e serenità, infusa dalla piccola comunità di monaci dell’ordine Gelukpa che dimorano all’interno del complesso. Prima di concludere il soggiorno a McLeod Ganj devono essere visitate: la Gu Chu Sum Movement Gallery, una galleria gestita da un ente di beneficienza locale che lavora con ex prigionieri politici ed ospita una mostra fotografica che racconta la storia dell’oppressione politica nel Tibet occupato dalla Cina; l’Environmental Education Centre, fondato dal Tibetan Welfare Office, che si prefigge di informare le persone in merito alle questioni ambientali; e la Church of St John in the Wilderness, la “Chiesa di San Giovanni nel Deserto”, che presenta belle vetrate istoriate risalenti al periodo di occupazione britannica.

Tra le attività alternative da praticare a McLeod Ganj la più importante è senza dubbio il trekking, da intraprendere su alcuni interessanti itinerari di lunghezza diversa nei dintorni del centro. Molto bello è il sentiero di circa 2 chilometri che conduce a Bhagsu, mentre per godere di splendide vedute della valle a sud e del Dhauladhar Ridge a nord bisogna imboccare la strada per Dharamkot, distante 3 chilometri dalla città. Circa 4 chilometri a nord-ovest di McLeod Ganj lungo Mall Road, sulle sponde dell’ameno Dal Lake, si trova il Tibetan Children’s Village, che offre istruzione gratuita ai bambini profughi. Presso il lago si trova anche un piccolo tempio hindu, e da Naddi, poco più in alto, si possono ammirare splendide vedute della zona. Un itinerario più lungo e molto frequentato è quello di due giorni attraverso i campi costellati di massi e fitte macchie di rododendri fino a Triund, posto a 2.900 metri di altitudine.
A causa della morfologia della zona, il clima è rigido e piuttosto umido per buona parte dell’anno, durante il quale sono numerosi anche i giorni di neve. I periodi maggiormente indicati per il turismo sono i mesi che vanno da maggio a luglio e da settembre a novembre, quando quasi tutte le strutture recettive della città sono piene ed occorre perciò prenotare in anticipo.

L’aeroporto più vicino a McLeod Ganj è il piccolo scalo di Gaggal, circa 15 chilometri a sud-ovest di Dharamsala, che ha voli per Delhi con scalo a Kullu tre giorni alla settimana. Tutte le strade extraurbane del centro partono a raggiera dalla stazione degli autobus, dove si possono prenotare le corse sui mezzi dell’Himachal Roadways Transport Corporation (HRTC) diretti a Delhi, Dehra Dun, Manali ed altre destinazioni minori, oppure prendere i taxi e gli autorisciò che ogni giorno intasano le più trafficate arterie carrabili della città.
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