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Himachal Pradesh, viaggio nello Stato indiano pił variegato

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  • Monastero di Spiti
Incoronato dai picchi frastagliati dell’Himalaya occidentale, l’Himachal Pradesh è uno degli stati indiani più suggestivi, e allo stesso tempo variegati, dal punto di vista paesaggistico, con ondulate alture pedemontane, stazioni di villeggiatura collinari, animate cittadine turistiche, tranquille pinete, meleti a perdita d’occhio e deserti d’alta quota che si rincorrono per i tutti i suoi 55.000 chilometri quadrati di superficie. Le maestose vette delle catene del Dhaula Dhar, del Pir Panjal e dell’Himalaya occidentale offrono gli scenari ideali per il trekking, il rafting e lo sci, oltre che, naturalmente, per la meditazione buddhista. La cultura buddhista tibetana, infatti, permea soprattutto gli antichi monasteri del Lahaul e dello Spiti, oltre al vivace centro di McLeod Ganj, dimora del Dalai Lama e sede del governo tibetano in esilio. In tutto lo stato, le montagne meno elevate sono punteggiate da castelli, forti, templi e antichi palazzi, a testimonianza di come l’Himachal Pradesh vanti una storia di notevole spessore.

Le antiche rotte commerciali hanno rivestito un ruolo decisivo nel corso della lunga e suggestiva storia dell’Himachal Pradesh, cosicché vaste porzioni dell’Himachal settentrionale furono conquistate dal Tibet nel X secolo, la cultura buddhista si affermò nei deserti montani del Lahaul e dello Spiti, e una schiera di raja, rana e thakur si spartì le zone più accessibili nel sud dello stato, dando vita ad un mosaico di minuscoli stati, con Kangra, Kullu e Chamba a contendersi la supremazia. Agli inizi del XIX secolo, i raja sikh presero definitivamente il controllo della regione e firmarono trattati con gli inglesi per consolidare il proprio potere. I primi occidentali ad arrivare nella zona furono alcuni missionari gesuiti alla ricerca del leggendario regno del Prete Gianni, mentre sempre nell’Ottocento gli inglesi iniziarono a ritagliarsi piccoli angoli d’Inghilterra tra le montagne nelle località di Shimla, Dalhousie e Dharamsala. Lo stato dell’Himachal Pradesh così come lo conosciamo fu creato dopo la conquista dell’indipendenza, nel 1948, contestualmente alla liberazione di molti villaggi dal radicato sistema feudale.

L’Himachal Pradesh orientale gravita attorno a Shimla, la capitale dello stato, e al distretto di montagna di Kinnaur, che si estende verso nord fino allo Spiti. Fino all’arrivo dei primi coloni inglesi, il luogo in cui oggi sorge Shimla era soltanto una tranquilla radura immersa nella foresta di Shyamala; verso il 1864 Shimla era ormai divenuta la capitale estiva ufficiale del Raj e ogni estate, fino al 1939, l’intero governo dell’India si ritrovò qui per sfuggire al caldo soffocante delle pianure. Disposta lungo un crinale di 12 chilometri, la città da l’impressione di trovarsi in equilibrio precario e di poter scivolare verso la valle da un momento all’altro, mentre una linea frastagliata di vette innevate è chiaramente visibile da aprile a giugno e da ottobre a novembre, periodo che coincide con l’alta stagione turistica. Tra le attrattive da non perdere ricordiamo i begli allestimenti dell’Himachal State Museum, i Viceregal Lodge & Botanical Gardens, la chiesa cristiana e soprattutto i tanti templi, dal Jakhu Temple, il più famoso e affascinante, al Shiv Mandir e al Kali Bari.

Nei dintorni di Shimla si possono visitare altre piccole cittadine o semplicemente dedicarsi alla contemplazione delle straordinarie bellezze naturalistiche della zona. Un luogo particolarmente pittoresco è Tattapani, situato circa 30 chilometri sotto Naldehra lungo le rive del Fiume Sutlej, famosa per le bollenti sorgenti solforose che sgorgano presso una spiaggia sabbiosa del fiume. Non lontano, ma ad altitudini superiori ai 2.000 metri, si incontrano le belle località di villeggiatura di Kasauli, che conserva diversi palazzi del periodo coloniale, Chail, antistante a una spettacolare riserva naturalistica, e Narkanda, che da gennaio a marzo si trasforma in una stazione sciistica piuttosto affollata. Lungo il corso della Kinnaur Valley si possono passare in rassegna: Rampur, antica sede dei raja di Bushahr; Sarahan, dominata dal favoloso Bhimakali Temple; e Sangla, contraddistinta da un tessuto nel quale spiccano ancora antiche case in pietra e graziosi templi hindu e buddhisti.

Spostandosi nella parte centrale dell’Himachal Pradesh si incontrano le valli di Kulli e Parvati, che si estendono verso nord in direzione del Lahaul e che rappresentano una destinazione molto amata da hippy, sposini in luna di miele e fanatici degli sport estremi. L’insediamento principale della zona è Mandi, abitato da quasi 30.000 persone e vero e proprio crocevia tra Kulli, Chandigarh e Pathankot. La cittadina, la cui atmosfera è più punjabi che himalayana, conserva un gran numero di templi in pietra, quasi tutti situati lungo il fiume Beas: il Bhutnath Mandir, risalente al VII secolo d.C.; lo Syamakali Temple, appollaiato in cima alla Tarna Hill; il Panch Bahktar e il Triloknath, rivolti l’uno verso l’altro sulle rive opposte del fiume. All’incirca 24 chilometri a sud-ovest di Mandi si estende il Rewalsar Lake, importante luogo sacro per buddhisti, hindu e sikh.

... Pagina 2/2 ...Imboccando la Kullu Valley verso nord si raggiunge Manali, il cui paesaggio montano richiama turisti per tutto l’arco dell’anno. I visitatori indiani vengono qui per la luna di miele e per godersi le vedute, mentre gli stranieri scelgono questa destinazione per le attività sportive che vi si possono praticare o, più comunemente, per concedersi una vacanza nei villaggi hippy nei dintorni della città. Oltre alle attrattive del centro storico, tra le quali spicca l’Hadimba Temple e alcuni interessanti monasteri, nei dintorni di Manali si possono praticare tantissime attività all’aria aperta, dall’alpinismo all’arrampicata su roccia, dalle escursioni a piedi a quelle in mountain-bike o in mongolfiera, fino al parapendio o ai safari in jeep. Circa 13 chilometri a nord di Manali si trova anche la migliore tra le località sciistiche dell’Himachal Paradesh: Solang Nullah, dove, al momento, sono stati tracciati 1,5 chilometri di piste per sci e snowboard.

L’Himachal Pradesh occidentale è noto soprattutto in quanto sede del governo tibetano in esilio, che dimora ormai da diversi decenni nei pressi di Dharamsala. In realtà la residenza di Sua Santità il Dalai Lama si trova a McLeod Ganj, circa 4 chilometri sopra Dharamsala, una cittadina di poche migliaia di anime che tuttavia offre alcune allettanti proposte turistiche. Innanzitutto c’è da visitare lo Tsuglagkhang Complex, dove si trovano la residenza ufficiale del Dalai Lama, il Namgyal Gompa, il Tibet Museum e la Tsuglagkhang, ovvero la “Cappella Centrale”, ma poi ci si può dedicare ai massaggi o alle escursioni a piedi nei dintorni dell’abitato. Circa 30 chilometri a est di Dharamsala sorge Palampur, una piccola città crocevia circondata da piantagioni di tè e risaie non distante dalla spettacolare cascata del Bundla Chasm e da Baijnath, importante meta di pellegrinaggio in quanto sede del Baidyanath Temple, santuario dell’VIII secolo abbellito da squisite sculture e consacrato a Shiva nella sua incarnazione come Vaidyanath, Signore dei Medici.

Il distretto più grande dello stato è quello formato dal Lahaul e dallo Spiti che, allo stesso tempo, individuano una delle regioni più scarsamente popolate del pianeta. Questa serie di ondulate valli fluviali collegate l’una all’altra e riparate dalle piogge dalla catena dell’Himalaya è formata da 12.000 chilometri quadrati di montagne dalla cima imbiancata e deserti ad alta quota, punteggiati qua e là da minuscole macchie di vegetazione e da villaggi di case imbiancate in mattoni di fango adagiati lungo le rive dei fiumi o dei ruscelli creati dall’acqua del disgelo. Come nello Zanskar e nel Ladakh, anche qui il buddhismo è la religione dominante, con l’eccezione di piccole comunità hindu nel Lahaul, dove molti templi sono consacrati a divinità sia buddhiste sia hindu. Manali è la principale via d’accesso al distretto di Lahaul e Spiti, anche se occorre tenere presente che in inverno i valichi montani sono bloccati dalla neve.

Le stagioni più indicate per soggiornare nell’Himachal Pradesh coincidono con i mesi che vanno da maggio a luglio e da settembre a novembre, quando la maggior parte degli alberghi più importanti è spesso occupata. Nel periodo del monsone, il clima può diventare molto freddo e umido nelle colline centrali, mentre da novembre ad aprile le abbondanti nevicate impediscono l’accesso a numerose zone montuose, comprese le valli montane del Lahaul e dello Spiti. Tuttavia, se desiderate recarvi nella Kullu Valley o nell’area di Shimla, tenete presente che quest’ultima è la principale stagione sciistica, con tutti gli impianti aperti e le piste ottimamente innevate.

Il mezzo di trasporto più utilizzato per raggiungere l’Himachal Pradesh è l’autobus, anche se alcune piccole piste di atterraggio si trovano nelle vicinanze di Shimla, Kullu e Dharamsala, dove fanno scalo i voli provenienti da Delhi. Sempre gli autobus costituiscono il mezzo principale per gli spostamenti all’interno dei confini dell’Himachal Pradesh che, purtroppo, non vanta una rete ferroviaria molto estesa, anche a causa delle oggettive difficoltà legate alla morfologia del territorio. Una volta giunti a destinazione, molti visitatori decidono di noleggiare un’automobile o una jeep con autista per le escursioni collettive da Manali al Lahaul e allo Spiti.
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