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Lijiang (Yunnan), Cina. Viaggio nell'antica cittą Patrimonio UNESCO

Lijiang, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A 2.400 metri di altitudine, attorniata da montagne dalle cime innevate e sottomessa all’imponente profilo dello Yulong Xueshan, o “Monte del Drago di Giada”, la cui vetta raggiunge i 5.596 metri, sorge Lijiang, un’incantevole perla incastonata nel cuore dello Yunnan. La città presenta due volti: da una parte, a ovest, si estende la parte moderna, ampia, la cui pianta squadrata accoglie prevalentemente complessi commerciali; dall’altra si incontra la città vecchia, un mistico labirinto di tortuose stradine pedonali fiancheggiate da abitazioni in legno color vinaccia ricco di fascino e atmosfera. Lijiang è la capitale della regione naxi, una minoranza etnica molto particolare, con tradizioni antiche in cui le donne hanno un ruolo preponderante nella famiglia, ma da alcuni anni i flussi turistici si sono notevolmente intensificati, così che il rischio attuale è quello di assistere ad un progressivo fenomeno di “occidentalizzazione” di questo tesoro dalle radici antichissime.

Nomadi, giunti dai confini del nord-est del Tibet, i naxi sono diventati sedentari e si sono stabiliti nella regione di Lijiang prima del X secolo d.C. Per molto tempo questa fu una società matriarcale, che conferiva alle madri e alle donne un potere superiore a quello degli uomini, le cui mansioni erano quasi esclusivamente manuali. La loro religione è un insieme di animismo e di sciamanismo, ampiamente influenzata dal lamaismo tibetano, così che tra i personaggi più importanti in assoluto dell’intera comunità naxi c’erano i Dongba, un po’ stregoni un po’ esorcisti, ma insieme custodi rispettati delle tradizioni. Negli anni ’30 del Novecento, Joseph Rock, un botanico-antropologo americano, scrisse un libro sui naxi intitolato “The Ancient Nakhi Kingdom of Southwest China” e fu il primo occidentale a diffondere la cultura naxi, fino ad allora pressoché sconosciuta.

Piccoli canali attraversati da ponti in pietra e da passerelle in legno e numerosi ruscelli bagnano l’antico centro, infondendogli una dolcezza e una particolare fisionomia che non si ritrovano in nessun altro luogo della Cina. L’acqua dei ruscelli, proveniente direttamente dallo scioglimento delle nevi dei ghiacciai, ha un aspetto così limpido che gli abitanti vi lavano la biancheria e non solo, conferendo ulteriore fascino ad un luogo non a caso dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Per scoprire la città vecchia conviene partire dal ponte Yulong e seguire verso sud Dong Dajie, Xingyi Jie o Xinhua Jie, i tre assi viari che conducono verso la Sifang Jie, la Piazza del Mercato, che si apre al centro di un inverosimile dedalo di stradine tortuose e di canali. Verso nord, uscendo dalla città vecchia, Xin Dajie arriva al Parco dello Stagno del Drago Nero, passando davanti a una grande statua di Mao. Tra le attrattive principali spicca il Museo della Cultura Naxi, ospitato all’interno della casa del professor Xuan Ke, che vi ha raccolto vestiti ricamati, strumenti musicali ed una ricca biblioteca sulla città e sulla cultura naxi, a cui ha dedicato oltre 20 anni di studi.

Varie sono le escursioni da fare nei dintorni del centro, tutte incentrate su due aspetti principali: i monasteri lamaisti, che si rifanno alla Via Rossa del Buddhismo tibetano non riformato, ed i percorsi d’impronta naturalistica, attraverso i quali si potranno conoscere i magnifici scenari paesaggistici che circondano Lijiang. Nel corso di un’escursione imperniata sulla visione dei templi si potranno passare in rassegna monasteri piccoli, non ancora ben restaurati, dall’atmosfera genuina e dai begli affreschi illustranti motivi taoisti e buddhisti realizzati tra il XV ed il XVI secolo da artisti Tibetani, Naxi e Bai. Tra questi ricordiamo il monastero Puji, situato 5 chilometri a nord-ovest della città, ed il monastero Fuguo, che vanta un grazioso padiglione appena restaurato. Se invece si ha intenzione di intraprendere un tragitto naturalistico, il consiglio è quello di scegliere come teatro dell’escursione la Montagna innevata del Drago di Giada o le Gole del balzo della Tigre (Hutiaoxia), annoverate tra le conformazioni rocciose più impressionanti di tutto il paese, essendo lunghe 16 chilometri e schiacciate da pareti rocciose alte quasi 4.000 metri.

Malgrado l’altezza il clima è mite, non troppo rigido e generalmente soleggiato; non c’è mai un caldo insopportabile e nemmeno un freddo eccessivo, così che in luglio le temperature oscillano tra 23 e 14 gradi, mentre in gennaio tra 13 e 0 gradi. La stagione delle piogge, meno marcata rispetto ad altre città dello Yunnan a causa dell’altitudine, si protrae da giugno a settembre, il periodo che coincide con quello della fioritura. I momenti migliori per partire alla volta della città sono l’inizio e la fine dell’estate, quando le precipitazioni sono poco intense e le temperature particolarmente gradevoli.

Per quanto riguarda i trasporti, la città è servita dall’Aeroporto di Lijiang, situato una ventina di chilometri a sud del centro e ottimamente collegato a Kunming, Chengdu, Pechino, Shanghai, Shenzhen e Guiyang. Numerosi autobus fanno ogni giorno la spola con Dali, raggiungibile in circa 3 ore di viaggio lungo i 205 chilometri di strada asfaltata, ma anche in treno, dato che Lijiang vanta una stazione ferroviaria piuttosto ben servita.
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