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Isole Comore (Comoros), viaggio nell'arcipelago nel Canale del Mozambico

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L’Unione delle Comore (Comoros Islands), fino a qualche anno fa Repubblica Federale Islamica delle Comore, è uno stato insulare di quasi 600.000 abitanti dell’Africa orientale, situato all’estremità settentrionale del Canale di Mozambico, nelle acque dell’Oceano Indiano, tra il Madagascar e il Mozambico. Le Comore sono composte da tre isole principali, tutte di origine vulcanica: Gran Comore, Anjouan e Moheli, mentre la quarte isola di Mayotte, reclamata anche recentemente dal governo delle Comore, ha rifiutato l’indipendenza dalla Francia. Dal punto di vista morfologico, l’entroterra di questo arcipelago vulcanico è contraddistinto dalla presenza di montagne anche molto alte e di basse e verdeggianti colline. Uno dei picchi più alti del paese è quello del Karthala, un vulcano attivo che si erge sull’isola di Gran Comore e che raggiunge i 2.316 metri di altitudine.

Nel corso dei secoli, le Comore furono invase da diverse popolazioni provenienti dall’Africa sud-orientale, ma i primi europei a stabilirvisi furono i portoghesi, che sbarcarono nell’arcipelago nel 1505. Tra il 1841 ed il 1912 la Francia vi stabilì una colonia e pose le isole sotto il protettorato del governatore generale del Madagascar, dando il via ad un fiorente mercato fatto di esportazione dei tanti prodotti coltivati nelle fertili terre delle Comore. Dopo anni di dibattiti politici, il 6 luglio 1975 il parlamento comoriano dichiarò l’arcipelago indipendente, fatta eccezione per l’isola di Mayotte che, a fronte anche del favore popolare a tale decisione, scelse di rimanere sotto il controllo dei francesi. Nel 1997, le isole Anjouan e Moheli si proclamarono indipendenti dal resto dell’Unione delle Comore, scatenando una reazione a catena attraverso la quale si è giunti a ricomporre la frattura garantendo però l’autonomia governativa a ciascuna isola.

La bellezza delle Comore sta nel suo carattere cosmopolita, nel quale convivono eleganti retaggi culturali francesi, architetture arabe e la calorosa ospitalità africana, il tutto immerso in un angolo di paradiso dalla natura incontaminata. Il risultato è un arcipelago nel quale si potranno vedere medine acciottolate, palazzi di sultani, bellissime piazzette colorate dai mercati locali, porticcioli pieni di sambuchi bianchi, enormi piantagioni di specialità esotiche, spiagge di sabbia bianchissima e tramonti rossastri sull’acqua blu intenso dell’Oceano. Questo ed altro è l’Unione delle Comore.

L’isola di Grande Comore (Njazidja), la più grande dell’arcipelago, è quella che ospita la capitale del paese: Moroni, conosciuta anche come Port-aux-Boutres. Questa città portuale di 60.000 abitanti è situata sulla costa occidentale dell’isola e rappresenta il principale polo economico dello stato. L’atmosfera che si respira a Moroni è per certi versi mediterranea, con richiami tipicamente africani ed islamici, come la medina, che vi si inseriscono a meraviglia, contribuendo a generare un clima gradevole sia per i turisti che la visitano, che per le persone che la abitano. L’area turistica per eccellenza è il quartiere arabo, un dedalo di viuzze acciottolate intervallate da belle piazzette davvero molto suggestive. Alberghi, bungalow, ristoranti, bar e negozi si concentrano nella parte settentrionale della città, mentre le località balneari sono molto belle sia a nord che a sud. Tra queste ricordiamo Bouni, un piccolo villaggio limitrofo alla capitale che vanta due incantevoli spiagge laviche, Chomoni, una baia riparata e cinta da una distesa di palme, e l’isoletta di Chissioua Ouénéfou. La terza città dell’isola per dimensioni è Foumbouni, una località dotata di diverse belle spiagge, ma totalmente al di fuori delle rotte turistiche classiche, tanto che i cittadini si stupiscono ancora nell’incontrare visitatori stranieri. Sempre sul litorale non si può non citare Chindini, situata all’estremità meridionale di Gran Comore, mentre nell’entroterra si erge maestoso il Karthala, il vulcano attivo che domina tutta l’isola.

Se esiste un’isola più bella delle altre, molto probabilmente questa è Anjouan (Nzwani), una distesa di foreste, fiumi e variopinte coltivazioni, dallo ylang-ylang al gelsomino, dal ribes ai fiori d’arancio, circondate da un mare di un colore blu intenso. Il capoluogo dell’isola è Mutsamudu, il cui centro consta sostanzialmente di due strade principali intervallate da una serie di piccole viuzze sulle quali si affacciano fabbricati piuttosto malandati. Molto belli sono il Palazzo del Sultano e la Mosquèe du Vendredi, situati a breve distanza l’uno dall’altra. Nei pressi del centro si trova anche una delle attrattive naturalistiche più preziose del paese, la cascata Dziancoundré, raggiungibile anche a piedi da Mutsamudu. Tra le spiagge spicca invece quella di Chiroroni, presso la quale è possibile godere di uno dei più bei tratti di barriera corallina di tutte le Comore. Un’altra città da vedere è Moya, un villaggio letteralmente fuori dal mondo dove vivere a stretto contatto con la natura.

... Pagina 2/2 ... Spostandosi a Moheli (Mwali), la più piccola e selvaggia delle isole che compongono l’arcipelago, si verrà in contatto con la natura incontaminata, fatta di distese di foreste tropicali e barriere coralline popolate da una miriade di pesci. Il capoluogo dell’isola è Fomboni, una cittadina tranquilla e isolata, nei pressi della quale si trovano diverse spiagge dove è possibile soggiornare in tenda: Kavé Hoani, Domoni, Miringoni e Nioumachoua. Spostarsi sull’isola è abbastanza comodo viste le dimensioni ridotte, anche se i coreografici taxi-brousse che percorrono le strade di Moheli non sono certo impeccabili esempi di trasporto pubblico.

La massima espressione artigianale e culturale dell’arcipelago sono le djahazi, ovvero le tradizionali imbarcazioni comoriane, la cui realizzazione si è tramandata nei secoli di generazione in generazione. La rivalutazione storica di questi curiosi mezzi di trasporto ha portato, nel giugno del 2009, alla presentazione di un’esposizione di djahazi nel corso della cinquantatreesima Biennale d’Arte di Venezia, il cui allestimento è stato curato dall’artista romano Paolo W. Tamburella.

La maggior parte delle festività sono legate all’Islam, la religione predominante nello stato. Il Ramadan, il tradizionale periodo di digiuno, varia di anno in anno, e culmina con l’Eid-al-Fitr, che segna l’avvento della luna nuova. L’isola di Mayotte, ancora sotto il controllo diretto della Francia, oltre alle celebrazioni che si tengono nel resto dello stato festeggia anche il Natale cristiano e la presa della Bastiglia, festa nazionale francese che si tiene ogni 14 luglio.

Prima di partire per un viaggio alle Comore bisognerà documentarsi attentamente sul clima. Da evitare tassativamente la stagione compresa tra novembre ed aprile, ovvero la stagione delle piogge, durante la quale i monsoni portano abbondanti precipitazioni su tutto il paese e talvolta sospingono sulle coste violenti cicloni. Il periodo migliore è quindi quello che va da maggio ad ottobre, l’inverno australe, quando le temperature sono leggermente più basse, ma comunque gradevoli, ed il rischio di piogge praticamente nullo.

I voli provenienti dall’Europa atterrano all’Aeroporto Internazionale di Moroni Hahaya (HAH) o sull’isola di Mayotte, dove si dovrà intraprendere un faticoso iter burocratico per entrare nelle Comore vere e proprie. Per i più pazienti ed avventurosi c’è anche la possibilità di prenotare una cuccetta sulle navi che dal continente africano partono alla volta del Madagascar, traghetti che fanno sosta a Grande Comore o Anjouan. Una volta raggiunto lo stato, ci si potrà muovere da un’isola all’altra grazie ai molti collegamenti marittimi quotidiani, mentre per gli spostamenti sulle singole isole vi sono i taxi-brousse, la cui frequenza ed efficacia sono però tutte da verificare, o le automobili a noleggio, disponibili solo su Gran Comore.
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