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Etiopia: in viaggio dagli altopiani del nord, alla Dancalia e la Rift Valley

E’ un Paese imprevedibile e straordinario l’Etiopia: importanti tesori storici e archeologici avvolti dal fascino e dalla bellezza di un paesaggio incantatore. Il viaggiatore non può che rimanere stupito dal verde lussureggiante delle foreste, dalla vastità della savana, dalle rupi scoscese della Rift Valley, dalle acque impetuose del Nilo e dal singolare mosaico dei popoli, varietà di etnie e lingue ferme nel tempo che da millenni tramandano la loro cultura ancestrale.

Per arrivare in Etiopia si può volare sull'aeroporto di Addis Abeba-Bole, che ha collegamenti diretti anche con l'Italia (da Roma e Milano Malpensa) grazie alla compagnia di bandiera delle Ethiopian Airlines, il vettore africano più conveniente ed affidabile. Il tempo di volo dall'Italia è in genere intorno alle 6 ore.
Da qui si possono utilizzare dei voli interni Ethiopian, che sono bene distribuiti nel territorio, e soprattutto sono considerati trasporti affidabili e sicuri. Il servizio aereo interno risulta piuttosto capillare e persino piccoli centri come Lalibela (Patrimonio dell'Umanità UNESCO) sono ottimamente collegati.

Da vedere in Etiopia.
Esistono varie possibilità per esplorare l'Etiopia, anche sfruttando la stagionalità del clima, che vede l'arrivo delle piogge a nord da luglio a settembre, cosa che sconsiglia i viaggi in queste zone in estate. Se quindi ci limitiano al semestre invernale, i percorsi più battuti da sono in genere al Rotta Storica, e cioè il tour dell'altopiano etiope che tocca la regione intorno al lago Tana, magari con la possibilità di estensione fino ad Axum, oppure il tour della Dancalia ad est, oppure l'esplorazione del sud, attraversando la celebre valle dell'Omo. Quest'ultima può essere esplorata anche durante la stagione estiva, soffrendo di meno l'intensità delle piogge.

Ipotizzando un percorso che tocchi le principali attrattive turistiche, si può pensare di partire ovviamente dalla capitale Addis Abeba , situata su un altopiano di oltre 2000 metri, e da qui si possono scegliere le varie direttrici, a seconda del tipo di vacanza che si vuole compiere. L'Etiopia è una meta sicura, in teoria potete muovervi anche in modo autonomo, eccetto per quanto riguarda le zone di confine, dove è meglio essere accompagnati da guide locali, come vicino all'Eritrea ed ai confini con Somalia e Somaliland . Il nostro consiglio è quello comunque di affidarvi ad un tour operator esperto, che conosce le guide locali giuste, e può costruirvi un itinerario su misura (a fondo testo alcuni links utili).

Se comunque voleste visitare il meglio dell'Etiopia in un singolo viaggio è necessario avere almeno un mese di tempo a disposizione, il minimo indispensabile per vedere l'essenziale dell'Etiopia.

Partiamo dal nord, ad esempio volando ad Axum (Aksum) che si trova nella regione del Tigray (Tigrè) nell’altopiano etiopico, il più vasto dell’Africa, si visitano le sue famose Steli, ed alcune delle più belle chiese rupestri nella zona dell’Amba Geralta, dove sono celati alcuni dei centri religiosi più importanti dell’Etiopia: gli storici e i ricercatori hanno censito oltre 150 chiese, alcune delle quali raggiungibili in modo rocambolesco, con corde e funi. Attenzione, alcuni monasteri sono interdetti al sesso femminile.

Con un trasferimento più lungo, attraverso passi montani a circa 3000 metri di altitudine, si raggiunge il cuore della Rotta Storica, e cioè Lalibela, nota per le sue straordinarie 11 chiese monolitiche ipogee (risalenti al XI e XII sec.), scavate nel tufo rosato delle pendici della montagna e collegate tra loro da tunnel e trincee. Finemente scolpite sia internamente che esternamente, in alcune chiese si trovano ancora ben conservate le pitture originali raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.
E’ qui si assiste alla festa del Timkat, l’Epifania etiopica, cerimonia del battesimo che si celebra immergendosi in un bacino d’acqua benedetta.

A seguire, la processione per riportare nelle chiese i “tabot”, le copie delle tavole della legge che appartengono ad ogni chiesa di Lalibela. Una strada panoramica, attraverso i Monti del Simien conduce a Gondar, conosciuta anche come la Camelot africana, situata su una collina a 2.300 metri di quota, famosa soprattutto per i suoi numerosi castelli, la cui architettura è ispirata alla tradizione medievale della penisola iberica, in perfetto stile portoghese.

Non lontano da qui, si trova il lago Tana, il più grande lago dell’Etiopia, all'incirca vasto come la regione Basilicata, con isole ed una penisola che celano monasteri seminascosti dalla vegetazione, alcuni risalenti addirittura all’XI secolo, custodi di importanti tesori religiosi. I più famosi sono quelli di Ura Kidane Meheret, Kibran Gabriel e Narga Selassie, di grande interesse artistico, decorati con stupendi affreschi e pitture del periodo gondariano.

Si prosegue ancora verso la città e Bahir Dar e le cascate di Tissisat lungo il corso del Nilo Azzurro. Volendo lungo il percorso affascinante de più importante affluente del Nilo Bianco, si possono scoprire delle etnie particolari, ricche di fascino e tradizioni: sono i popoli Gumuze, Ganzo, Mao, Komo, Nuer ed Anuak. Poi si può fare rientro ad Addis Abeba, per una visita del Museo Nazionale ed Etnografico, che possiede una stupenda esposizione di strumenti musicali e di croci copte, delle colline di Entoto, il Museo nazionale dove si trovano gli Austrolopitechi nostri antenati, con la celebre Lucy, visitare il palazzo dell’imperatore Menelik II e il quartiere del “Merkato”, dove si trova un enorme mercato all’aperto, che copre un area di circa 30 kmq, sicuramente uno tra i più grandi d’Africa, dove è possibile acquistare cibo, oggetti in paglia, monili, sandali e abiti fatti a mano con materiali di riciclo (attenti però ai furti e borseggi).

Da Addis Abeba invece che tuffarsi a nord nella rotta storica, potete didirigersi in direzione est con obiettivo Dancalia, attraverso campi coltivati e villaggi, per raggiungere e visitare il Parco Nazionale Awash (Hawash) e le sue cascate, dove vivono quasi 400 specie di uccelli e una ricca fauna (antilopi, orici, gazzelle, kudu, babbuini, leoni e leopardi).
Attraverso la fertile valle di Awash, si prosegue per Asayta, antica residenza del sultanato di Aussa, con la vecchia moschea e il mercato colorato e animato degli Afar.

Lungo una pista sterrata, che attraversa sabbia e lava, improvvisamente appare Afrera, cittadina sorta attorno alle saline ai bordi dell’omonimo lago, uno specchio d’acqua salmastra circondato da neri basalti posto a 140 metri sotto il livello del mare.
Si prosegue in direzione del vulcano Erta Ale, “la montagna che fuma”, che offre uno spettacolo al di là di ogni immaginazione: è uno dei quattro vulcani al mondo costantemente attivo e che presenta un lago di lave in cui galleggiano degli iceberg di basalto. Uno spettacolo incredibile, specie di notte.

Dopo una visita alla cava di sale e alla collina di Assale, “monte rosso”, si raggiunge Ahmed Ela e da qui si continua per un’altra indimenticabile escursione a Dalol, straordinaria e irreale collina di sale posta in una zona di intensa attività vulcanica secondaria.

Spostiamo ci ora più a sud, oltre le zone della Rift Valley, una depressione formatasi per il tentativo di distacco del Corno d'Africa dal resto del continente africano. Queste aree son decisamente più basse d'altitudine. e quindi qui il clima è decisamente più afoso, e bisogna prendere qualche precauzione contro la malaria ed altri malanni di tipo tropicale. Ciò nonostante qui si possono compiere dei safari e tra le aeree protette a sud di Addis Ababa, ricche di laghi e riserve faunistiche: segnaliamo il Babile Elephant Sanctuary, oppure visitare la zona di Goba con il Bale Mountains National Park e il Yabelo Wildlife Sanctuary, ricchi di animali selvatici, che più difficilmente potete vedere nelle zone nord dell'Etiopia.

E' però la famosa valle del fiume Omo a richiamare il numero maggiore di turisti e viaggiatori: l'Omo River è un fiume che nasce dall'altopiano Etiope, e termina la sua corsa nel lago Turkana, al confine con il Kenya. Si tratta quindi del corso principale di un importante bacino endoreico, che da millenni e più ha visto popoli frequentare la valle di questo fiume. Proprio per la sua importanza etnografica, e per il fatto di essere stato la culla dei primi ominidi, la valle del'Omo è stata inserita nei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Nei percorsi classici della Valle dell'Omo vengono incluse le visite ad alcuni antichi gruppi etnici come i Konso, i Karo ed i Galeb, e vengono visitati luoghi dal grande fascino paesaggistico come il Mago National Park, il Parco Netch Sar ed i laghi Chamo e Langano.

Considerando il clima monsonico, e l'altitudine dei territori etiopi, il periodo migliore per visitare l'Etiopia è sicuramente il nostro inverno e cioè quello compreso tra ottobre e maggio. Specialmente nella prima parte il cielo si mantiene sereno e le probabilità di pioggia sono molto basse. Le temperature sono gradevoli con punte di 23-25 °C nella regione della Capitale, anche se l'aria più secca aumenta il fenomeno dell'escursione termica e di notte i valori possono scendere a valori intorno ai 4-5 °C nella zona di Addis Abeba. Durante il monsone umido, le temperature tendono ad abbassarsi nei valori massimi, e a luglio ed agosto il quantitativo di piogge può raggiungere valori considerevoli.

Per chi desidera organizzare un Viaggio nei luoghi più affascinanti dell'Etiopia, ilturista.info vi consiglia I Viaggi di maurizio Levi, che offrono sia soluzioni di gruppo come pure viaggi progettati su di misura, anche per due persone solamente e per un numero di giorni personalizzato. Per poter contattare questo tour operator potete visitare il sito internet dedicato all'Etiopia, o telefonare al numero di Milano 02-34934528 o scriver una email a: info@deserti-viaggilevi.it

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 Pubblicato da - 29 Maggio 2012 - © Riproduzione vietata

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