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Le foto di cosa vedere e visitare a Djerba

Djerba, vacanza nell'Isola dei Lotofagi

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Vasta isola piatta e sabbiosa (il punto più alto è 55 metri), Djerba (Jerba o Gerba) è un'oasi di dolcezza alle porte del Sahara. È favorita anche da un clima particolare, caldo, ma temperato dalla brezza marina; ed inoltre la perennità delle sue tradizioni d'origine berbera e la gentilezza dei suoi abitanti le conferiscono una personalità unica e avvincente.

Il capoluogo Houmt-Souk concentrava una volta le attività commerciali dell'isola che esportava frutta, olio, vasellame e tessuti di lana. È una borgata piena di fascino, dove la serenità delle vecchie stradine, di un biancore immacolato, contrasta con l'animazione dei mercati e delle piazzette ombreggiate da buganvillee.

I fondaci o caravanserragli servivano ad accogliere i mercanti stranieri. Formati da un grande cortile circondato da gallerie e da camere imbiancate alla calce, alcuni di essi sono stati trasformati in hotel o in centri artigianali.Il mercato coperto, molto animato e variopinto, offre ogni mattina lo spettacolo pittoresco dell'asta del pesce venduto ai privati.

Cosa vedere?
A Djerba troviamo un paesaggio caratteristico, plasmato nel corso dei secoli da comunità rurali molto attaccate alle loro tradizioni: oliveti centenari si alternano a frutteti pazientemente coltivati, mentre qua e là si innalzano moschee e cupole dalle semplici forme di un biancore di latte.

Midoun: secondo centro dell'isola, è un villaggio nel cuore di una regione agricola. Si potrà notare il costume particolare delle donne, che portano un velo di cotone con larghe strisce arancioni, e lo presenza di un'importante comunità di colore. Gli uliveti: occupano vaste distese (l'isola conta 500 mila ulivi) e sono spesso plurisecolari; certi alberi dal tronco nodoso e contorto risalirebbero persino all'epoca romana.

I "Menzels": queste grosse fattorie tipiche di Djerba, disseminate attraverso l'isola, assomigliano a dei piccoli castelli di un bianco immacolato. All'interno di un recinto, possiedono frutteti, campi, granai e cisterne che forniscono tutto ciò che è necessario ai suoi abitanti.

Borj el-Gastil: fortezza costruita nel XIII secolo dai Normanni di Sicilia.

Guellala e il suo museo: questo villaggio è rinomato per il suo vasellame d'argilla grezza: giare, vasi, orci. Il museo presenta delle ricostruzioni di scene della vita tradizionale dell'isola. Gli oleifici sotterranei sono destinati a mantenere l'olio ad una temperatura ideale per la raffinazione. Uno di essi, a Midoun, è stato restaurato per le visite.
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Mahboubine: questo grazioso villaggio possiede i più bei giardini e frutteti dell'isola, così come una moschea con numerose cupole, in stile turco. In piena campagna è possibile visitare edifici caratterizzati da un frontone triangolare coperti da volte oblique, sono i laboratori di tessitura, alcuni fabbricano ancora le coperte di lana tipiche di Gerba.

Il sito archeologico di Meninx: alcune vestigia sono là a testimoniare la prima città fondata a Djerba dai Cartaginesi.

Le moschee sparse nella campagna, tutte diverse, con la patina del tempo, sono una delle attrattive di Djerba. Mellita, villaggio vicino all'aeroporto, ne possiede una delle più antiche (IX secolo), e El May, al centro dell'isola, una straordinaria moschea fortificata. La sinagoga della Ghriba: una comunità ebraica vive a Djerba fin dall'antichità in perfetta armonia con gli altri abitanti dell'isola. La sua sinagoga possiede una delle più vecchie Torah del mondo e resta uno dei grandi centri di pellegrinaggio per gli ebrei originari del Nord Africa.

Borj el-Kebir (o Borj Ghazi Mustapha) è una superba fortezza costruita nel XV secolo dal sultano di Tunisi. Il celebre corsaro Dragut vi ha respinto gli invasori spagnoli nel 1560. Il museo delle Arti e Tradizioni Popolari installato in una antica zaouia (moschea-mausoleo), presenta dei magnifici pezzi di artigianato tradizionale (costumi, gioielli, mobili).

Il porto: vi possiamo osservare il balletto dei pescherecci e delle barche turistiche, e una sfilza di piccoli orci utilizzati dai pescatori per intrappolare i polipi.

L'isola dei Fenicotteri rosa, in realtà una penisola, è una lunga striscia di sabbia, cosparsa di palme selvagge frequentata d'inverno dai fenicotteri rosa e da numerosi altri uccelli migratori. Ci si reca in barca a partire dal porto.

Djberba è collegata (oltre che da un moderno ponte) da una strada romana di ben 7 km (Chaussée romaine) alla cittadina di Zarzis. Incantevole stazione balneare del Grande Sud, vicino ad un vasto palmeto, offre lunghe spiagge di sabbia bianca cinte da palme. Vi colpiranno il fascino delle sue tradizioni, le sue case imbiancate a calce, i superbi costumi femminili e il pittoresco porto peschereccio dove accostano barche cariche di spugne.
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