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Carpegna (Marche): visita al borgo montano del Montefeltro

Carpegna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’immagine di un paese immerso in grandi faggeti, solitario e bellissimo nel cuore di una sterminata valle di arridente natura è quella che perfettamente appartiene a Carpegna, storico borgo in provincia di Pesaro e Urbino la cui maggior prerogativa sta nel trovarsi in un paradiso geografico e morfologico, il territorio della Valle Carpegna dominato dal monte omonimo. L’abitato vi si abbarbica dai 748 ai 1.415 metri s.l.m., coronato dall’amenità scenica del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, attraversato da arruffati sentieri indicati per gli escursionisti che amano l’avventura ma nella totale sicurezza. A questo proposito è percorribile in agilità il Passo Cantoniera, che si distende a ca. 1.000 metri di altitudine spargendo boschi e prati coperti da adeguati sostegni ricettivi e persino una sciovia.

Sulla cima della montagna è presente un santuario meta di pellegrinaggio, l’Eremo della Beata Vergine del Faggio, così denominato perché a seguito di un’apparizione, l’icona della Vergine venne ritrovata appesa ai rami di un faggio. L’impianto primitivo è di origine duecentesca. Di antica fattura è anche la statua lignea della Madonna, recentemente restaurata ma sempre orfana della figura del Bambin Gesù originale, sostituita con un pezzo di cartapesta.

Cosa vedere a Carpegna

La storia della cittadina si lega a quelli che furono i suoi proprietari in epoca feudale, i Conti di Carpegna, una casata capace di perdurare fino al 1749. I suoi discendenti (o parte di essi) risiedono nel monumentale Palazzo dei Principi, che esattamente al centro del borgo impone la propria magnificenza conferendo ulteriore importanza a un’area urbana già esaltata dalla splendida cornice paesaggistica. L’edificio è frutto di un progetto realizzato nel 1675 dall’architetto Giovan Antonio De Rossi a beneficio del cardinale Gaspare di Carpegna, che lo volle di struttura imperiosa introdotta in facciata da una scalinata a due rampe di rilevante impatto.

La sua costruzione venne ultimata vent’anni dopo, nel 1695, pronunciando un aspetto del tutto simile a quello delle ville fortificate in stile fiorentino, ma con fusioni romane. Internamente accoglie sale adorne di pregiati arredi altresì presenti nella preziosa biblioteca e nella ricca cappella di famiglia. Ambienti esaltanti risultano la Sala del Trono che si fregia di un baldacchino molto ben conservato, la Sala Gialla e la Sala Verde. Palazzo dei Principi funse nel corso della Seconda Guerra Mondiale da rifugio per opere artistiche inestimabili che dovevano rimanere celate agli occhi avidi e alle razzie dei Tedeschi: si preservarono così alcuni capolavori di Tiziano, Caravaggio, Piero della Francesca, Tintoretto e Raffaello, Donatello e Beato Angelico.

Uno solo è luogo civico, gli altri rappresentano sacre sedi di culto, a cominciare dalla Chiesa di San Sisto, bella nel suo insieme, particolare nell’analisi dell’affascinante cripta romanica che, per la sua estensione, potrebbe essere considerata una chiesa ipogea tout court. La Chiesa di San Nicolò, seicentesca, si lega a un mistero che la vide al centro dell’interesse mistico e scientifico nel 1970: ebbene, in quell’anno una delle sue quattro campane, il cendino, prese a suonare in totale assenza di movimento e così fece fino allo scoccare del 1971, quando il fenomeno cessò senza un perché. La cosa incredibile è che il suono si sentiva soltanto nello spazio del sagrato, non all’esterno né all’interno dell’edificio. Da citare la costruzione ecclesiastica più antica, la Pieve di San Giovanni, sorta nel 1181 e affiancata da una timida ma regale loggetta rinascimentale.

Eventi, sagre e manifestazioni

Qui, nella zona riconosciuta come il Montefeltro, sussiste nell’aria, specialmente in estate, il profumo intenso del Prosciutto di Carpegna DOP, un rinomato insaccato che nel mese di luglio si rende incontrastato protagonista di una sagra gastronomica di assoluto livello: la Festa del Prosciutto di Carpegna dop.

Come arrivare a Carpegna

Sia che si arrivi da nord che da sud, in auto bisogna percorrere l’Autostrada A14 Adriatica fino all’uscita Rimini sud (da nord) o uscita direzione Cattolica (da sud) con prosecuzione sulla SS 72 o SP 17; dalla stazione ferroviaria di Pesaro si prosegue con le autolinee Adriabus, linea 45, fino al paese; l’aeroporto più vicino dista 50 km ed è quello di Rimini.

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