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Osimo (Marche). La cittÓ dei Senza Testa e le grotte del Cantinone

Nel sonetto ‘Osimo è bello’, Monsignor Carlo Grillantini descriveva la sua città con parole d’amore: parlava di ‘quei tramonti, quei culori del cielo’, descrivendo la terra fino ad Ancona come ‘un bucchè stracarico de fiori.’ Tra i fiori di questa striscia litoranea marchigiana, affacciata sul Mare Adriatico, Osimo è certamente una delle città più graziose, popolata da circa 33 mila abitanti e compresa nella provincia di Ancona. Osimo guarda il mare da un piedistallo collinare, con un centro storico suddiviso tra due rilievi; sul più elevato di questi, il Gòmero, si erge impettito il Duomo della città.

Il Duomo di Osimo, dedicato a San Leopardo, è raggiungibile dalla piazza del Comune salendo lungo la Via dell’Antica Rocca, conosciuta in paese come la Costa del Duomo. Raggiunta la sommità del Gòmero ci si trova al cospetto di uno splendido esempio di architettura romanico-gotica marchigiana, eretta a cavallo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria ha subìto consistenti modifiche nel corso dei secoli, senza mai perdere l’elegante austerità che la caratterizzava, costituita ancora oggi da una preziosa facciata con rosone e portali in pietra ed un interno maestoso suddiviso in tre navate. La cripta, visitabile anch'essa, fu costruita da Mastro Filippo nel 1191 e custodisce sarcofagi contenenti le reliquie dei primi martiri e dei santi vescovi osimani.

Accanto alla cattedrale si trova il battistero quattrocentesco, restaurato nel Seicento per volere del vescovo Galamini. Durante la visita vale la pena di soffermarsi sul soffitto ligneo a cassettoni realizzato dall’artista Antonio Sarti di Jesi e sul fonte battesimale bronzeo dei fratelli recanatesi Pier Paolo e Tarquinio Jacometti, nella prima metà del Seicento.

Un altro edificio particolarmente interessante è la Basilica di San Giuseppe da Copertino, proprio dietro alla piazza centrale di Osimo, nella quale sono conservate le spoglie del patrono locale San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti. Costruita poco dopo la venuta in città di San Francesco nel 1220, la chiesa era stata dedicata in un primo momento al santo d’Assisi, ma nella seconda metà del XVIII secolo cambiò l'intitolazione. Insieme al nome, anche l’interno dell’edificio è stato completamente rimesso a nuovo, benché l’esterno si presenti semplice e severo come in principio, sempre in stile romanico-gotico; la Basilica comprende una cripta, che custodisce il corpo del santo, e gli ambienti nei quali San Giuseppe trascorse l’ultimo periodo della sua vita, oggi adibite a museo.

Osimo non è tuttavia solo costellata di chiese: meritano una visita anche costruzioni di altro tipo, come le porte cittadine che un tempo accoglievano i visitatori e li introducevano nell’antico borgo. La Porta San Giacomo era l’ingresso settentrionale, compresa nella struttura della Rocca Pontelliana, mentre la Porta Musone si trova ancora oggi lungo il tratto meridionale delle mura; nel medioevo era soprannominata ‘Caldararia’, per la vicinanza di alcune botteghe di calderai e stagnai. La Porta Vaccaro, infine, si apre sul lato orientale delle mura e deve il proprio nome al mercato bovino, che un tempo si svolgeva poco lontano da qui.

Sarebbero numerosi gli edifici civili degni di nota, ma certamente merita uno sguardo attento il Palazzo Comunale, costituito da tre nuclei distinti realizzati in epoche diverse. L’edificio principale si affaccia sulla Piazza del Comune, ha il fronte in cotto rosso ed è costruito su tre piani con finestre decorate; sul lato orientale si innalza la torre civica, realizzata nel Duecento e acquisita dal Comune nella seconda metà del Trecento, mentre l’ultima porzione architettonica ad essere realizzata fu quella rivolta verso Piazza Boccolino. L’atrio è forse la parte più interessante del palazzo, con il suo Lapidarium costituito da statue, epigrafi e bassorilievi di età romana ed elementi architettonici appartenuti a edifici medievali e rinascimentali. Le sculture hanno una caratteristica molto particolare: tutte le statue, che rappresentano perlopiù eroici personaggi romani in toga, sono acefale; per tale ragione gli abitanti di Osimo sono tradizionalmente soprannominati i ‘Senza Testa’.

Al di sotto del Mercato Coperto e del Convento di S.Francesco si trova un mondo costituito da grotte e gallerie utilizzate nel corso della storia per le più svariate funzioni; scendendo la scalinata che porta nel sottosuolo si giunge alle Grotte del Cantinone (1): qui, procedendo lungo la galleria, si incontra una nicchia dove nei secoli scorsi gli uomini di fede erano soliti racchiudersi in preghiera; a testimonianza del ruolo di ritiro spirituale che ebbe la grotta in passato, diversi simboli cristiani adornano le sue pareti. Un'altra galleria conduce ad un pozzo di mattoni dal quale i francescani si rifornivano; non distante da qui, la famosa sala dei Frati Oranti, decorata con bassorilievi di carattere religioso, è forse l'attrazione principale dei trecento metri di percorso sotterraneo osimano. Nel complesso delle grotte visitabili (si ricorda che l'intera lunghezza delle gallerie si snoda per oltre nove chilometri nel sottosuolo) si ricorda la presenza di un cunicolo idraulico, già parte integrante dell'acquedotto cittadino in epoca romana; com'è facile intuire, infine, parte delle grotte furono impiegate anche con una funzione pubblica durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio antiaereo.

Tornando in superficie, non si può dimenticare che gli osimani sono amanti della buona cucina, della musica e del divertimento, e soprattutto sono fedeli ad alcune tradizioni che si mantengono vive di anno in anno. Nei vari mesi, infatti, si susseguono eventi e manifestazioni festose, ideali per svagarsi e scoprire da vicino il folclore locale: in agosto i golosi apprezzeranno la sagra della bruschetta, mentre in ottobre e sapori caldi dell’autunno saranno protagonisti del ‘Castagna Day’. Anche nelle località dei dintorni c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va dalla Sagra della Fava di maggio a San Sabino, alla Sagra degli Gnocchi di giugno a San Paterniano, sino alla tipica sagra dei Vincisgrassi, nello stesso mese, in località S. Famiglia.

Ad incorniciare tanta ricchezza di monumenti e occasioni ludiche c’è un clima piacevole, a metà strada tra il mediterraneo e il continentale. Precipitazioni regolari e non molto abbondanti, inverni freddi e umidi e estati calde, dominate dalla brezza marina che viene da est e sud-est. Caratteristico della zona è il Garbino, un vento caldo proveniente da ovest che fa impennare le temperature e diminuisce l’umidità: in estate si può arrivare a punte di 40°C. Ogni stagione dell’anno trasforma Osimo e il suo territorio in un tessuto prezioso: in primavera il terreno fertile della campagna circostante inizia ad arricchirsi di gemme e di frutti, mentre in estate si avverte il richiamo irresistibile della vicina riviera, dove spiccano per fama le località balneari di Portonovo, Sirolo e Numana; in autunno le luci si fanno malinconiche ma affascinanti, e anche nella stagione più fredda è sempre possibile apprezzare un centro storico culturalmente interessante.

Raggiungere Osimo è semplice con ogni mezzo di trasporto, grazie alle efficienti vie di comunicazione stradali e ferroviarie; chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada A14 e uscire ad Osimo-Ancona Sud, e magari sostare nel grande parcheggio accanto all’Autostazione, da cui parte un rapido impianto di risalita verso il centro storico. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ancona, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Falconara.

(1) Grotte del Cantinone
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica h.10:30-11:30 e h.16-19 (ultima visita alle 18:15).
Possibilità di concordare orari diversi su prenotazione per gruppi, eventualmente anche in lingua straniera.

Prezzi:
Intero 5 euro
Ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 15 o più persone, bambini 6-12 anni, gite scolastiche, soci T.C.I.)
Gratuito per bambini fino a 6 anni, disabili ed accompagnatori.
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 Pubblicato da - 13 Agosto 2012 - ę Riproduzione vietata

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