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Cascia (Umbria): Roccaporena, il Santuario e cosa vedere nel borgo di Santa Rita

Cascia, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Cascia dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Il popolo cristiano spesso fa ricorso al nome di Santa Rita da Cascia, una delle icone religiose più amate e citate nell’ambito di ex voto, liturgie, miracoli e ricorrenze. Ci siamo però mai interrogati riguardo il suo luogo di provenienza, appunto Cascia?

La piccola cittadina si trova in Umbria, provincia di Perugia, in una zona basso montana della Valnerina e, precisamente, sulla cima del colle di Sant’Agostino.

Storia

Già comune nel XII secolo, non era però un’entità autonoma bensì posta sotto il controllo della famiglia Trinci e successivamente di Federico II di Svevia. Più che domini, si trattava di egide che favorirono il prosperare del borgo, per il quale il Medioevo rappresentò certamente il periodo di maggior fulgore. La ciliegina sulla torta arrivò nel 1596, anno in cui papa Clemente VIII conferì a Cascia il titolo di “Città” annettendola allo Stato Pontificio. L’occupazione napoleonica prima e i moti risorgimentali poi destabilizzarono l’intera comunità, ma l’annessione al Regno d’Italia ristabilì e rinvigorì l’equilibrio primigenio.

Santa Rita a Roccaporena

Cascia ha acquisito una solida ragion d’essere fin da quando è asceso il mito religioso di Santa Rita, nata nella microscopica frazione di Roccaporena, laddove sono oggetto di continuo pellegrinaggio la Casa natale, la Chiesa di Santa Rita (ex casa maritale ov’ella visse insieme al consorte e ai figli), il Santuario e l’Orto del Miracolo che si conosce per la presenza del gruppo bronzeo della Rita giacente, cui molti fedeli fanno affidamento per ottenere grazie. Lo Scoglio Sacro sale per ben 120 metri e sulla vetta si narra che Rita si recasse spesso a pregare. La sua statua, maestosa e aggraziata, sorge all’ingresso dell’abitato, carica di una solennità mistica. Si conforma come scultura in pietra bianca realizzata dall’artista Nayef Alwan su commissione del mecenate libanese Sarkis. Benedetta in Piazza San Pietro a Roma da papa Francesco, è stata installata nell’ottobre 2015.

Veniamo ora a un punto d’interesse collimante in maniera stretta con il passato del borgo, antico castrum di pendio sviluppatosi intorno alla Rocca, facente parte in epoca remota di un sistema di difesa che entro il territorio comprendeva un novero di ben 23 castelli, tutti in ottime condizioni fra il XV e il XVIII secolo. Fu papa Paolo II a ordinare l’erezione della Rocca nel 1465 nell’esatto luogo ove dapprima si trovava una struttura più vecchia. Simbolo di potere militare, venne demolito nel 1517 per volontà di un altro pontefice, Leone X.

Cosa vedere a Cascia

Oggi solo pochi ruderi rimangono visibili ma bastano a evidenziare i tratti salienti del cassero, che doveva possedere una forma piuttosto asimmetrica ricalcante un trapezio irregolare e vari torrioni di medio spessore e ca. 30 metri di circonferenza. Un fossato, strapiombi e un secondo ordine di mura doveva contingentarne il perimetro includendovi la dimora del castellano e la cappella. Lo stemma in pietra di papa Paolo II (primo committente) è attualmente custodito in una delle stanze del Piano Nobile costituente dal 1997 il Museo Civico di Palazzo Santi, il quale conserva inoltre oggetti archeologici ascrivibili al VIII secolo a.C., sculture medievali in legno e pietra nonché collezioni di dipinti raccolte nella pinacoteca.

Un focus su Palazzo Santi ci porta a individuarlo nel centro storico di Cascia in qualità di dimora signorile seicentesca progettata da Pierluigi Santi e implementata dai frati Cappuccini di Santa Chiara con la Chiesa di Sant’Emidio, intitolata così nel 1746 al protettore contro i terremoti. Palazzo Santi è inscritto nel Circuito Museale Urbano insieme alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, ubicata negli immediati pressi di Porta Leonina. Tale complesso ecclesiale risale al ‘300, è a navata unica e detiene al suo interno due importanti cicli di affreschi aventi rispettivamente come temi la Vita di Sant’Antonio Abate e la Passione di Cristo.

I tre altari riportano tutti decorazioni scultoree di pregio, ma è al centro della navata che gli sguardi convogliano per ammirare il sontuoso tabernacolo ligneo, seicentesco e coevo sia all’organo di Neri da Leonessa che al coro la cui teca proteggeva la statua lignea di Tobia e l’angelo Raffaele. La statua di San Sebastiano proviene direttamente dalla Chiesa di Sant’Agostino, trecentesco simbolo spirituale e culturale della cittadina cui si accompagna il promiscuo convento.

Di essa colpisce in particolar modo la facciata riconducibile alla sapienza artigiana dei maestri comacini, cospicuamente rifinita e decorata con motivi floreali e un bellissimo portale sopra il quale una lunetta esile mostra l’affresco della Madonna in trono con Bambino e i Santi Agostino e Nicola da Tolentino, firmato da Paolo di Giovanni da Visso. Lo spettacolo prosegue entro le mura sia con fregi pittorici che scultorei, cui si aggiungono un pregevole Crocifisso policromo e un tabernacolo inserito nell’abside.

La Chiesa di San Francesco, fondata nel lontano 1247 ma ricostruita nel 1339, si situa in Piazza Garibaldi e sfoggia in facciata un ricchissimo rosone aereo che abbacina con i suoi 18 archetti trilobati e le altrettante colonnine confluenti nel quadrilobo centrale dedicato alla raffigurazione di Maria in gloria col Bambino. Il numero 18 ridonda anche nel superbo coro absidale dagli stalli in legno di noce. Affreschi e tele non si contano, tutti di somma qualità esecutiva.

Pare una dimora principesca in puro stile Disney, eppure il Santuario di Santa Rita è a tutti gli effetti una basilica (consacrata nel 1947 ed eletta come tale nel 1955 sotto Pio XII), costruita per accogliere le spoglie della Santa. L’impostazione architettonica si basa su una pianta a croce greca absidata e sovrastata da una luminosa cupola ottagonale. Due alte torri cuspidate contengono la facciata dal notevole impatto visivo che accentua non poco l’aura religiosa e artistica.

Oltre il grande portone si dispiega un eccelso alveo di opere pittoriche incommensurabili che emanano una sacralità quasi insostenibile per simbologia e bellezza. Nell’Assunzione si coglie tutta l’emozione del momento al pari dell’Ultima Cena di Luigi Filocamo e i valori impressi nel presbiterio di Giacomo Manzù. Il Monastero conserva ancora la cella in cui abitò Santa Rita e il sarcofago – la Cassa Solenne - in cui giacque il corpo per oltre tre secoli, prima di essere trasferito nella sottostante Basilica Inferiore, parte integrante del complesso con la Penitenziaria. Il battesimo di Rita si racconta sia avvenuto nella Chiesa di Santa Maria della Visitazione che, rispetto ai luoghi di culto di Roccaporena, aveva un fonte battesimale, motivo per cui ospitò il sacramento.

Eventi, sagre e manifestazioni

L’atmosfera sacra che si respira non mette ogni modo in secondo piano il novero enogastronomico di Cascia, ritenuta una vera e propria bandiera dell’arte culinaria dal paniere traboccante di delizie come lo zafferano, il farro, i mitici legumi, l’immancabile tartufo che in terra umbra abbonda, carni, salumi e la roveja, presidio slow food. Parimenti fioccano gli eventi che riempiono un po’ tutto l’anno, ecco quindi farsi largo la Festa di Sant’Antonio Abate a gennaio, le Pasquarelle e il Venerdì Santo con la Processione del Cristo Morto oltre alla Mostra mercato dello zafferano.

Cascia è inserita in una fitta rete di itinerari in grado di toccare mete turistiche per eccellenza e tutte ben connesse, parliamo di luoghi attrattivi come Assisi, Spoleto, la Cascata delle Marmore ma anche Norcia, Monteleone e la Grotta d’Oro.

Come arrivare a Cascia

Per arrivare bisogna percorrere l’Autostrada del Sole fino all’uscita di Orte, procedere per Terni, immettersi sulla SS 209 dopodichè prendere la SS 320 per Cascia; la stazione più vicina è a Spoleto sulla linea ferroviaria Roma – Ancona; l’aeroporto regionale “Sant’Egidio” di Perugia dista ca. 70 km dal borgo.
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