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Le foto di cosa vedere e visitare a Alatri

Alatri (Lazio) in Ciociaria, la visita al borgo

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A detta di Ferdinand Gregorovius, storico tedesco dell’Ottocento, si tratta di "un'interessante città, ricca di splendidi palazzi che dimostrano una fiorente vita cittadina nel passato”. Non aveva mai visto prima – aggiunge l’autore – "una città di così bell’aspetto nei monti del Lazio". A dire il vero, nella regione non mancano le meraviglie architettoniche, ma non si può negare che anche Alatri, in provincia di Frosinone, rientri tra le città più affascinanti e più ricche da un punto di vista artistico e culturale; non a caso è considerato uno dei borghi più belli del Lazio.

Cosa vedere ad Alatri

Con una popolazione di quasi 30.000 abitanti e un patrimonio architettonico notevolissimo, Alatri è una delle principali località della Ciociaria e la terza della provincia in quanto a numero d’abitanti.

Un tempo era Aletrium, importante centro degli italici Ernici, famosa specialmente per la presenza di un’acropoli preromana circondata da enormi mura di pietra, ancora presenti, di cui si può ammirare la Porta Maggiore.
Come piedistallo di tanta bellezza c’è una verde collina bigemina, che si innalza ai piedi dei monti Ernici, al confine naturale tra Lazio e Abruzzo.
Il territorio comunale di Alatri è esteso e variegato, composto da piane e increspature dolci, e comprende anche l’isola amministrativa di Pratelle e l’ampio bacino del fiume Cosa.

Per conquistare il cuore di Alatri bisogna innanzitutto superare la cornice di mura, all’incirca concentrica rispetto all’antica acropoli. La cinta è lunga più di 2 km ed è ancora ottimamente conservata, inserita con gusto e eleganza tra le costruzioni più recenti della città. Lungo l’imponente anello si aprono cinque porte d’accesso, in corrispondenza degli assi viari più importanti, e si possono ammirare alcuni torrioni quadrangolari aggiunti alla struttura nel medioevo, per difendere al meglio i territori circostanti.

Una volta giunti nel centro storico di Alatri si scoprono numerosi edifici interessanti, monumenti e scorci pittoreschi, ma i luoghi di culto rappresentano il maggiore tesoro della città, traboccanti come sono di misteri, leggende e racconti appassionati che confondono la memoria al mito. Da vedere, ad esempio, la chiesa di San Francesco, realizzata tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV su iniziativa dei frati francescani, stabilitisi in questa zona sin dalla prima metà del Duecento.

Incastonata tra la Piazza Santa Maria Maggiore e la Porta San Francesco, si distingue per le linee compatte e severe in stile gotico, per il grande portale unico e per il rosone finemente decorato. All’interno, nell’unica navata, si notano i segni della ristrutturazione barocca e alcune opere d’arte di pregio, come una Deposizione di scuola napoletana seicentesca, ma specialmente si rimane affascinati dalle opere custodite nel convento attiguo.

Nel convento di San Francesco, risalente al lontano 1359 e oggi adibito a sala espositiva, c’è un angusto cunicolo decorato da un affresco misterioso, rinvenuto casualmente nel 1997, noto come “Labirinto di Alatri”. Il dipinto, in cattivo stato di conservazione, raffigura un labirinto circolare con al centro Cristo Pantocratore: la presenza di Cristo all’interno del labirinto è considerata un caso unico al mondo. Il “Cristo nel labirinto”, come viene chiamata l’opera, è databile tra il XIII e il XIV secolo ma non reca la firma di alcun autore, e risulta piuttosto curioso in quanto il percorso del labirinto è identico a quello del celebre labirinto rappresentato sul pavimento della Cattedrale di Chartres, in Francia. Un altro esempio simile di labirinto si vede su un pilastro del portico della Cattedrale di San Martino, a Lucca.

La chiesa di San Silvestro, fondata nel medioevo, costituisce un vero e proprio forziere ricolmo di gioielli: non solo opere d’arte di grande valore artistico, bensì anche testimonianze storiche preziose e dettagli misteriosi, che hanno per protagonisti i celebri Cavalieri Templari. Gli esperti, tuttavia, ritengono che il collegamento con l’Ordine vada ipotizzato con cautela, poiché le simbologie presenti nella chiesa non erano utilizzate esclusivamente da loro. Ad esempio la “Triplice Cinta”, scolpita sull’architrave del portale maggiore, potrebbe in realtà essere stata realizzata da chiunque, in quanto il blocco di pietra proviene da materiali di recupero.
... Pagina 2/2 ... Nei vari affreschi dell’interno si riconoscono inoltre alcune croci e personaggi emblematici, come San Bernardo di Chiaravalle, il grande promotore dell’Ordine Templare, ma l’interpretazione dei dipinti non è sicura e molti enigmi sono ancora in attesa di essere svelati.

Infine non si può trascurare la Basilica Concattedrale di San Paolo, situata alla sommità dell’acropoli sulle vestigia di un antico tempio pagano dedicato a Saturno. Fondata nel periodo altomedievale, la chiesa è affiancata da un Vescovado, e entrambe le strutture portano i segni di una consistente ristrutturazione settecentesca.

All’interno della cattedrale, a tre navate e a croce latina, ci sono alcune opere artistiche interessanti e alcune reliquie tra cui, in fondo alla navata destra, il corpo di San Alessandro Martire, proveniente dal cimitero di San Callisto.
Nella chiesa è custodita una particola di carne umana che secondo i fedeli rappresenta un’ostia trasformatasi in carne nel XIII secolo, in seguito a un miracolo. L’evento fu riconosciuto dalla Chiesa Cattolica nel 1228, ed è ripreso nei recenti affreschi realizzati nelle cappelle laterali della stessa cattedrale.

Al di là delle numerose chiese di Alatri, meritano una visita i palazzi nobiliari e i musei, ma anche, più semplicemente, le piazze e le strade più antiche. Da vedere la monumentale Fontana Pia, inaugurata alla fine dell’Ottocento in onore di Papa Pio IX, in segno di gratitudine per la donazione concessa alla città nel 1863 per la costruzione di un nuovo acquedotto. La fontana, progettata dall’architetto Giuseppe Olivieri, ha la semplicità tipica delle opere d’arte medievali ma non manca di spettacolarità e di dinamismo, anche grazie alle sculture di delfini disposti secondo un andamento elicoidale.

Eventi e manifestazioni ad Alatri

Se le opere d’arte disseminate per la città fanno rivivere la storia di Alatri, a rispolverare le tradizioni e tenere vivo il divertimento ci pensano le feste e gli eventi che periodicamente vengono allestiti nel centro. Da non perdere l’Infiorata del Corpus Domini detta InfiorAlatri, il Festival del Folclore di agosto e l’Alatri International Jazz Festival, che in agosto e dicembre propone concerti itineranti e lezioni di musica.

Tra le feste popolari spiccano la Processione del Venerdì Santo, il presepe vivente e il Palio delle Quattro Porte di settembre, che consiste in un gioco simile alla ruzzola, svolto rigorosamente in costume d’epoca, facendo rotolare una forma di parmigiano di circa 30 km lungo un percorso predefinito sino al Chiostro di San Francesco.

Clima

A destinazione verrete accolti da un clima piuttosto gradevole, caratterizzato da inverni miti e estati calde e poco piovose. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 16°C ai 30°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo in novembre, quando cadono mediamente 202 mm di pioggia.

Come arrivare

Per arrivare ad Alatri ci sono varie possibilità. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Roma: da Fiumicino si può continuare con una macchina a noleggio, prendendo l’autostrada A1 in direzione Napoli, uscendo al casello Fiuggi/Anagni e proseguendo sulla Superstrada per Fiuggi e la SS155 fino ad Alatri.
Da Napoli Capodichino, invece, si prende sempre la A1 ma in direzione Roma; si esce poi al casello di Frosinone e si continua sulla SS155 seguendo le indicazioni.
Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Frosinone, da cui si può continuare in pullman sino ad Alatri.

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