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Le foto di cosa vedere e visitare a Tivoli

Vacanza a Tivoli, tra antiche ville e terme romane

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Virgilio la definì «Tivoli superba», esaltandone le mura che avrebbero avuto nome da Tiburte, discendente dai re di Argo. Fatto sta che il villaggio sabino chiamato « Tibur» divenne ben presto, e cioè circa quattro secoli avanti Cristo, una specie di oasi per i Romani, i quali si sentivano attirati dai luoghi bellissimi nei quali esso sorgeva; luoghi rallegrati dall'aria pura e dal fiume Aniene. Perciò, oltre ai molti edifici religiosi dedicati a Ercole e Vesta, «Tibur» fu formata da splendide ville di poeti, generali e imperatori che in vario modo l'amarono e l'esaltarono (e i nomi più famosi sono Catullo e Giulio Cesare, Orazio e Augusto, Svetonio e Adriano), ognuno lasciandovi il segno della poesia o della potenza economica. Un luogo splendido di villeggiatura, insomma, in cui si moltiplicarono prima le ville e i templi; eppoi, con il passare dei secoli, i manieri e le rocche, in un susseguirsi di edifici e di dimore sempre belle, sempre accoglienti, di casetorri e fortilizi.

Da vedere: La Villa Adriana. Poco fuori città, è una strepitosa «summa» di quanto l'imperatore Adriano aveva visto durante i suoi viaggi in Grecia e in Egitto. Egli dal 118 al 134 ne seguì personalmente i lavori, dopo averne suggerito il progetto che prevedeva la ricostruzione di vari edifici di Atene, dell'Egitto e della Tessaglia.
Villa d'Este. E un altro celebre complesso di Tivoli: già convento benedettino venne trasformato dal 1510 al 1583, su disegno di Pirro Ligorio, in una meravigliosa villa voluta dal cardinale Ippolito d'Este. Oltre alla parte architettonica, è ammirevole il giardino formato dalle tre peschiere, dai giochi d'acqua, dalle fontane, dai viali e dalle grotte, che contribuiscono a fare di tutto il complesso un ambiente di sogno tra i più belli d'Italia.
Villa Gregoriana. È uno degli spettacoli più affascinanti di questa stupenda città che con i suoi antichi tempI i e le sue costruzioni di vari periodi non finisce di meravigliare. La villa fu fatta sistemare da Gregorio XVI nel 1835 con un bellissimo parco e con lo sfruttamento delle famose cascate dell'Aniene, create artificialmente per rifornire la meravigliosa villa.

Da visitare: Tra le antichi tà romane: il Tempio di Vesta o della Sibilla, rotondo con colonne corinzie; il vicino Tempio-altare a colonne ioniche; il Tempio della Tosse con cupola, che forse era l'ingresso di una villa; il Mausoleo dei Plauzi; la Mensa ponderaria, cioè la pesa pubblica; i resti dell' Anfiteatro.
La grandiosa Rocca Pia con quattro torrioni rotondi e merlati. Il Duomo: costruito su un'antica basilica sembra verso la metà del V secolo durante il pontificato di Simplicio, che era di Tivoli e dotò la sua città di belle chiese in seguito rifatte.
Altre chiese interessanti: San Silvestro, romanica, con nell'abside affreschi di stile bizantino, e Santa Maria Maggiore, del 1200, con portale e rosone gotici.
Il Museo di Villa Adriana: raccoglie molto materiale ritrovato nella zona e in particolare sculture romane da originali greci (come le Cariatidi in marmo greco) e varie altre opere di grande pregio, tra le quali l'Amazzone di Fidia.

... Pagina 2/2 ... Manifestazioni a Tivoli: Il Carnevale. Ha il momento più spettacolare nella sfilata dei carri dei vari rioni della città.
«L'inchinata». È una processione che si svolge il 15 agosto e con la quale si porta solennemente la statua della Madonna al Ponte Gregoriano sull'Aniene.
Il Settembre tiburtino. Comprende manifestazioni di vario tipo: come la commemorazione di Franz Liszt, che soggiornò nella città, e del quale vengono eseguite alcune musiche da lui qui composte.
La Sagra del pizzutello. Ha luogo l'ultima domenica di settembre, con bancarelle, addobbi e musiche e, alla fine, regalo della famosa uva a tutti i presenti.

Da comprare: Trote dell'Aniene, mortadella e salame, olive secche e affumicate, pane casareccio, tagliatelle all'uovo dette «curioli», dolci pasquali detti «cavallucci», perché fatti a forma di piccoli cavalli con farina, uova e miele. Per l'artigianato: rame battuto e oggetti di travertino.

Da visitare nei dintorni: Percorrendo la strada di Palombara si arriva al Santuario di Santa Maria di Quintiliolo, dove si venera una icona bizantina raffigurante la Madonna; nei pressi alcune grandi grotte che facevano probabilmente parte della villa di Quintilio Varo.


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