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Tivoli (Lazio): le sue ville, le terme e cosa vedere

Tivoli, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Tivoli dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Dopo secoli, la Città Eterna emana ancora un fascino intatto poiché è la stessa storia di Roma a essere scolpita negli annali. La Capitale del Lazio si circonda inoltre di ancelle urbane in grado di amplificare la sua incredibile eco e fra le casse di risonanza più sorprendenti s’inscrive senz’altro Tivoli, che ai piedi dei Monti Lucretili tramanda con il proprio epico silenzio e una stoica bellezza la gloria di una civiltà conquistatrice, innovatrice e pioniera.

La storia

Inserita in un contesto paesaggistico ai limiti dell’onirico, la cittadina si fa portavoce del sublime attraverso il suo personale corredo architettonico che si accosta al patrimonio artistico e culturale racchiuso in una straordinaria valigia di sogni a cielo aperto. Già agli albori del suo sviluppo, il poeta Virgilio l’aveva citata nel Libro VII dell’Eneide come Tibur Superbum, e in effetti l’aggettivo “superbo” calza veramente a pennello se attribuito a quella che si vanta a ragione di essere una realtà addirittura più antica di Roma, considerando che l’insediamento arcaico tivolese comparve in terra italica nel 1215 a.C.

I Siculi, fondatori del primigenio borgo, vennero scacciati dai Greci capeggiati al tempo da Catillo di Arcadia, il quale lo rinominò Tibur in omaggio al figlio maggiore; per i Romani divenne Tiburi, successivamente traslato in Tibori, Tiboli e infine Tivoli, sebbene gli abitanti ancora oggi sono chiamati tiburtini.

Dapprima nemica di Roma, ne fu poi alleata durante le Guerre Puniche e trasse enorme vantaggio dalla situazione poiché sostanzialmente investì nel proprio futuro, ritagliandosi una posizione preminente in ambito commerciale. A ciò va aggiunta la crescente fama presso l’ambiente bene di Roma, tanto che molti influenti politici e personalità del panorama culturale presero la decisione di stabilire a Tivoli le loro residenze facendo costruire un vasto parterre di ville, di proprietà fra gli altri di Orazio, Publio Quintilio Varo e persino Adriano.

La città affrontò il Medioevo tenendosi stretta la propria indipendenza, motivo per cui appoggiò Federico Barbarossa e si schierò con la fazione ghibellina per evitare l’inglobamento al patrimonio vescovile, resistenza purtroppo vana. Non riuscì neppure a sottrarsi al circuito feudale, ergo finì in balia degli Orsini e dei Colonna, governata poco dopo dal cardinale Ippolito II d’Este, il cui simbolo autorevole venne incarnato dalla celebre Villa d’Este.

Le Ville di Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Villa d'Este, insieme a Villa Adriana, fa oggi parte dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO, mentre il Parco di Villa Gregoriana è direttamente gestito dal FAI, conosciuto in tutto il mondo per la Grande Cascata del fiume Aniene, le Grotte di Nettuno e il Ponte Gregoriano che le è prossimo.

Capolavoro assoluto del Rinascimento italiano, la dimora voluta insistentemente dalla casata estense - in particolare dal cardinale Ippolito che fu figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia – è il risultato di un laborioso progetto edilizio cui parteciparono da protagonisti l’architetto Pirro Ligorio e diversi artigiani e artisti, che conclusero la sontuosa residenza nel 1572, visitata in sede di inaugurazione da papa Gregorio XIII. Restaurata a fondo dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, la tenuta sfoggia ora degli interni estremamente interessanti e un piano nobile riccamente affrescato, come affrescato risulta il Salone del Concilio degli Dei nell’appartamento inferiore.

È tuttavia l’esterno a meravigliare maggiormente. Non si rimane certo indifferenti percorrendo lo stupendo Giardino contraddistinto da terrazze e pendii nonché da un intero stuolo di fontane studiate e messe in opera da Pirro Ligorio affinché risaltassero incredibili giochi d’acqua. Spazi come il Vialone e la Gran Loggia non si dimenticano facilmente, ed emoziona la visione della magnifica Grotta di Diana piena zeppa di mosaici, stucchi, bassorilievi e decorazioni. Al Museo Capitolino sono state destinate le pregevoli statue che in passato esaltavano la suggestione del luogo, eppure nonostante ciò rimane tanto da contemplare, parecchie scene a tema mitologico impresse sui muri con la tecnica dell’altorilievo.

Dopo aver superato la parte bassa del giardino, ovvero la Rotonda dei Cipressi, eco stagliarsi l’inesauribile parterre di fontane, tra cui spiccano quella del Bicchierone, la Fontana di Europa, la Fontana del Pegaso e le Cento Fontane che costellano il viale collegante la Fontana dell’Ovato a quella della Rometta. Indubbiamente la più imponente e scenografica del complesso, la Fontana di Nettuno coincide con l’opera più recente poiché fu realizzata nel 1927 con l’intento non disatteso di mostrare una vera esplosione d’acqua, di zampilli e schizzi.

Villa Adriana

Residenza imperiale extraurbana, Villa Adriana è sorta nel II secolo d.C. per volontà dell'imperatore cui si deve il nome, appunto Adriano. Dal 1999 è un Patrimonio dell'Umanità UNESCO, complesso che si prende ben 120 ettari di superficie per ribadire il proprio antico sfarzo. si compone di ambienti estremamente suggestivi entro i quali la storia echeggia ridondante, esaltata dal mitico Pecile, dal Canopo, la Piazza d'Oro e quanto resta della Casa Colonica. A questi "siti nel sito" si aggiungono il Teatro marittimo che provvisoriamente ospitò Adriano prima che si concludesse la realizzazione della villa, le Grandi Terme e poi, ancora, l'Antinoeion, la Sala dei Filosofi e il Teatro Greco, infine l'Accademia e il Tempio agli dei egizi.

Cosa vedere a Tivoli

Un passo indietro ci porta ad analizzare brevemente dei beni archeologici di inestimabile valore, molti dei quali per fortuna perfettamente conservati per lasciare senza fiato i posteri. Emblema del censo in questione risultano essere gli acquedotti attraverso cui Roma (e di rimando Tivoli) seppe progredire innovando la concezione ingegneristica vigente nell’antichità. Si prenda ad esempio l’Acquedotto Anio Vetus, costruito fra il 272 e il 269 a.C. per assurgere a secondo acquedotto della Capitale per portata, tradotta in 180.000 litri d’acqua al giorno lungo un percorso di 64 km, quasi tutti ipogei. Al 38 d.C. risale l’Acquedotto Anio Novus voluto dall’imperatore Caligola, mentre si cambia completamente genere citando l’Anfiteatro di Bleso, scoperto nel 1948 e ascrivibile al II secolo d.C.. I suoi resti si ammirano nei pressi di Piazza Garibaldi, che ospita l’Arco dei Padri Costituenti realizzato da Arnaldo Pomodoro.

Vicino al Duomo ecco invece la Mensa Ponderaria, che in epoca romana assolveva la funzione di ufficio pubblico preposto al controllo di pesi e misure. Occorsero una decina d’anni per erigere il Santuario di Ercole Vincitore, originariamente esteso su una superficie di 3.000 mq, suddiviso in tre ambienti (tempio, teatro e piazza) e nato per stupire chi arrivava a Tivoli provenendo da Roma. Del suo restauro e rivalutazione si sono occupati la Soprintendenza Archeologia del Lazio ed Etruria Meridionale. Sul punto più alto dell’antica acropoli si staglia il Tempio della Sibilla che, insieme al Tempio di Vesta, si è guadagnato certamente un posto di rilievo nell’apogeo archeologico locale al pari della Tomba dei Plauzi sfoggiante un’imponente torre cilindrica.

Un lungo rosario di chiese va a comporre l’articolato tessuto religioso tiburtino, il cui centro storico trabocca letteralmente di sontuosi luoghi di culto, a capofila dei quali si impone la medievale Cattedrale di San Lorenzo insieme al sorprendente campanile romanico capace di raggiungere la ragguardevole altezza di 45 metri. L’aula interna è percorsa da un’unica navata costeggiata ambo i lati da 8 cappelle (4 per lato). L’arte romanica pervade tutto l’ambiente: il duecentesco gruppo ligneo della Deposizione ne è un capolavoro indiscusso come d’altronde il Trittico del Salvatore ove compaiono raffigurati il Cristo, la Vergine e San Giovanni Evangelista.

Ci pensò papa Bonifacio IX a ultimare alla fine del ‘300 la Chiesa di San Biagio trionfante su Piazza del Plebiscito con orgoglioso sfoggio di rosone, orologio romano e meridiana conviventi in facciata. Anch’essa a navata unica proprio come il Duomo, la struttura colpisce essenzialmente per le lucide colonne marmoree, l’abside a fasce bicrome, tele, quadri e affreschi su cui si elevano la settecentesca Santa Caterina d’Alessandria, il Santissimo Nome di Gesù e la Gloria di San Tommaso d’Aquino. Completano la rassegna di bellezze artistiche l’affresco della Crocifissione collocato nel presbiterio e il busto in marmo della Madonna con il Bambino.

È necessario abbandonare momentaneamente il centro di Tivoli per portarci fuori dell’abitato, laddove una collina tempestata di ulivi presenta sulla sua cima il Santuario della Madonna di Quintiliolo, la cui esteriorità neoclassica riflette anche l’interno, che si fregia della presenza sopra l’altare maggiore dell’icona della Madonna di Quintiliolo, ritrovata per caso secondo la leggenda da un contadino impegnato ad arare la terra. L’immagine sacra, emozionante per chiunque abbia il privilegio di osservarla da vicino, viene portata in processione ogni prima domenica di maggio dal santuario al Duomo, e in cattedrale è custodita fino all’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, per poi fare ritorno alla chiesa di origine.

Si torna a contemplare lo stile romanico dinanzi alla Chiesa di San Pietro alla Carità, eretta sui resti di una villa romana e fiancheggiata da un campanile a due piani finestrati. La navata centrale è ornata da un bel pavimento cosmatesco, l’abside riporta decorazioni pittoriche e due opere somme, il Cristo crocifisso fra la Madonna e San Giovanni Evangelista datato XIV secolo e la Madonna in trono fra i santi Pietro e Paolo di cent’anni più antica.

Su via del Colle si sporge la mole della Chiesa di San Silvestro, il cui apparato architettonico risulta molto caro agli abitanti di Tivoli, tanto che si tratta di un luogo gettonatissimo per matrimoni e altre cerimonie liturgiche. Ha infatti ben pochi paragoni la capacità di questa chiesa di irradiare solennità, veicolata da affreschi come quello che mostra Cristo che porge il rotolo della legge a San Pietro. Il Duomo è eguagliato per importanza e bellezza dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore, affacciata su Piazza Trento nonché adiacente a Villa d’Este.

Elegante già a partire dalla facciata nobilitata dal portale gotico in marmo, e dal rosone a raggi, palesa un campanile a mattoni rossi in grado di slanciare il corpo di fabbrica. Oltre alle tavole di Sant’Antonio da Padova e della Vergine orante, la chiesa custodisce il valente Polittico della Vergine, uno stupendo crocifisso quattrocentesco e una Madonna col Bambino racchiusa nel tabernacolo. Qui è altresì visitabile la tomba di Ippolito II d’Este. .

Sono decine e decine i palazzi che tassellano armoniosamente una Tivoli esuberante e altera, che a ragione si pavoneggia tenendosi stretta monumenti come la Casa Gotica costruita in tufo. Si accede all’ingresso tramite una scenografica scala, oltre la quale la struttura s’innalza per ben tre piani. Di dimensioni decisamente più dominanti, il Palazzo della Missione con il suo Museo Civico ha assolto diverse funzioni, da sede missionaria a carcere minorile fino a ricovero per sfollati in periodo di guerra. Dulcis in fundo Rocca Pia, simbolo storico di Tivoli sotto la luce del sole dal 1461. Si tratta di un ambizioso complesso quadrangolare delimitato da quattro torri circolari di differente altezza e un tempo accessibile tramite un classico ponte levatoio medievale.

Le Terme di Tivoli

Se si parla di acqua, allora salgono in cattedra le terme romane che tecnicamente fondono le consuetudini del bagno a vapore egizio e del ginnasio greco. A Tivoli recano testimonianza le Terme Acque Albule, il cui punto di forza risiede nell’emulsione gassosa terapeutica originata dall’incontro fra anidride carbonica e idrogeno solforato.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tivoli vive sì di architettura, arte e cultura ma anche di eventi che rimandano al folklore e alla tradizione, tipico il Carnevale tiburtino con il suo seguito di carri e maschere, e la Fiera di San Giuseppe alle porte della Primavera.

Davanti alla Chiesa di Santa Maria Maggiore è di scena, alla vigilia di Ferragosto, la Festa dell’Inchinata, che dà luogo al fatidico incontro tra i simulacri del Santissimo Salvatore e della Madonna delle Grazie.

Le diverse processioni tengono alto lo spirito religioso, più votate al divertimento le manifestazioni come la Sagra del Pizzutello inscritta nel Settembre Tiburtino, l’Along Came Jazz, Le 5 Giornate dell’Arte e Festival Tivoli. In voga da molti anni le rassegne estive e i tanti concerti di musica medievale, rinascimentale e barocca.

Come arrivare a Tivoli

Dall’Autostrada A24 Roma – L’Aquila si esce al casello di Tivoli, proseguendo sulla SS 5 via Tiburtina Valeria fino a destinazione; la stazione cittadina è servita dalla linea regionale FL2 lungo la ferrovia Roma – Pescara; da Roma si può arrivare anche a bordo degli autobus COTRAL o con le autolinee CAT; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.

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