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Cori (Lazio): il Tempio di Ercole e la visita alla cittą in provincia di Latina

Cori, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cori è un comune laziale di soverchiante bellezza e in provincia di Latina sale in cattedra come una delle cittadine più antiche posta fra la Pianura Pontina e l’area dei Castelli Romani, ad appena 56 km da Roma, una posizione allettante per i turisti che si ritrovano accerchiati da mille e uno attrazioni. Oggi l’abitato conta oltre 10.000 abitanti e più di 3.000 anni di vita trascorsa fra i meandri di una storia che ha lasciato in loco un censo incredibile rimarcando l’attuale divisione in Cori Monte e Cori Basso (i due nuclei urbani si trovano rispettivamente in zona montana e zona basso collinare).

Storia ed origine del nome

Fondata secondo la leggenda all’epoca dell’avvento di Enea in concomitanza alle vicende della primigenia Alba Longa e alle gesta di Dardano e Corace (da quest’ultimo la derivazione del nome Cora, poi declinato in Cori), fu protagonista ai tempi dei sette re di Roma e mantenne una salda struttura urbana e autonomia amministrativa attraversando i drammi della Guerra Latina e della Guerra Sociale, assistendo così a tutti i profondi mutamenti che condussero infine alla dissoluzione lenta e progressiva dell’Impero Romano d’Occidente. Intanto Cori accrebbe la propria estensione, riuscì di fatto a prosperare e farsi ancor più ricca di elementi architettonici, edifici e monumenti.

Tanto si sa dalla storia antica, quanto poco si è appreso riguardo la parentesi medievale nella quale la cittadina probabilmente conobbe il saccheggio operato da Federico Barbarossa nel 1167, almeno prima della fraterna alleanza con Velletri, con la quale instaurò una sorta di rapporto simbiotico che recò reciproci vantaggi in termini di difesa e collaborazioni commerciali. Nel Rinascimento si rafforzò il carattere feudale, successivamente il regime venne meno, fece il proprio corso l’Unità d’Italia in seguito al quale Cori beneficiò dell’annessione alla provincia di Latina.

Il lungo e articolato trascorso storico è largamente filtrato dalla somma maestà di un corredo architettonico che sapientemente fonde valore archeologico, pura estetica, importanza strategica e stili evinti praticamente da ogni epoca, a testimonianza del prolisso viatico di Cori, dal 2004 avente l’ambito titolo di Città.

Il Tempio di Ercole

Una piccola Capitale la si potrebbe a ragione definire, un tuffo nella gloria dell’antico, un’immersione nel passato che giornalmente risuscita in vestigia imponenti e piuttosto ben conservate, a cominciare dal Tempio di Ercole, che fiero domina l’Acropoli sovrastando i minori eppur rilevantissimi templi dedicati ai Dioscuri, a Diana e alla Dea della Fortuna. Si tratta in realtà di resti dai quali tuttavia si può evincere tanta cultura costruttiva inerente l’antichità, tale per cui colonne, prospetti e strutture trasudano ingegno e vecchi riti di devozione politeista, mentre l’eco della vecchia società sembra risplendere fra le rovine cangianti del vetusto Foro, sotto il quale s’apre il Pozzodorico, la cui fisionomia coincide con quella di una piazza d’estesa superficie plasmata dalla presenza stoica di una costruzione del II secolo a.C. nella quale spiccano quattro ambienti e una cisterna.

Cosa vedere a Cori

D’epoca romana è anche il Ponte della Catena risalente al I secolo a.C., edificato per superare l’omonimo fosso nelle immediate vicinanze di Porta Ninfina: esso ci fa capire quanto fossero abili ingegneri i Romani, capaci di progettare un ponte ad arco unico, alto ca. 20 metri e composto di materiali quali pietra, tufo e opus quadratum. Sempre l’impronta dei conquistatori romani ha caratterizzato l’erezione del complesso sistema murario del V secolo a.C., oggi inscrivente un bel percorso turistico di 2 km intervallato dal quel che resta delle tre porte, ovverosia Romana, Signina e Ninfina.

Una boccata d’arte arriva dalle incisioni lungo le mura che dal 1764 si possono e devono ammirare grazie alla dedizione di Giovanni Battista Piranesi. Non vi distraete troppo perché questo è soltanto l’inizio: in quest’ambito vanno viste anche le quattro torri difensive e molteplici torrette di stampo medievale, elementi che più raggruppati vengono assimilati da due interessanti manieri, il Castello del Colle e quello di Santa Margherita. D’indescrivibile fascino sono le numerose fontane ottocentesche che sanno elegantemente arredare lo spazio pubblico, in particolare quelle ubicate in Piazza Romana, Piazza della Croce (si colga l’occasione per specificare che tale nome si rifà alla presenza del Monumento delle Croci datato 1842, precedente a quello di Piazza Sant’Oliva del 1926), Via San Rocco e Monte Pio.

Eppur non si vive di soli ricordi romani, ce lo rammentano altri sontuosi edifici che riportano alla mente suggestive epoche facendoci viaggiare nel tempo e, perché no, nei dolci meandri della fantasia che permette di immedesimarci nei grandi personaggi della storia. Un coacervo di elettrizzanti sensazioni ci coglie quando arriviamo al cospetto del Municipio ascrivibile al XII secolo e capofila di altri esempi di magnificenza: ecco Palazzo Marchetti che enfatizza dal XVI secolo la proterva Piazza del Tempio di Ercole, il coevo Palazzo Prosperi ove prende posto internamente l’Archivio Storico Comunale (con annessa biblioteca), Palazzo Chiari, Palazzo Montagna, Palazzo Riozzi-Fasanella e Palazzo Landi-Vittori, tutti cinquecenteschi. Al secolo successivo appartengono invece Palazzo Celli e Palazzo Luzi, entrambi collocati in via Laurienti e differenti per linee e concezione alle costruzioni precedentemente elencate, una differenza che certamente saprete cogliere anche da neofiti dell’architettura moderna.

Il bello di Cori sta nel fatto che il suo patrimonio, così tanto stratificato e vario, non assuefa la vista né ci abitua a usuali canoni classici. Non facciamo in tempo a chiudere la bocca estasiati da quanto ammirato che subito si scorge il primo di tanti, tantissimi luoghi di culto, immancabili ed essenziali per spirito e figura incarnati. L’erezione del Santuario della Madonna del Soccorso si deve a un’apparizione mariana che coinvolse nel 1521 una bambina persasi tra i monti ma protetta dalla Vergine per otto lunghi giorni. A una primigenia cappella seguì una chiesa molto più grande dall’interno barocco, a navata unica (quattro altari la fiancheggiano simmetricamente). Richiami all’evento miracoloso sono la Cappella dell’Apparizione e una Madonna di scuola fiorentina, dipinto trecentesco assai prezioso poiché ritrae la Vergine in compagnia del Bambino, di angeli e della piccola Oliva da Lei salvata.

La Collegiata di Santa Maria della Pietà è romanica, possiede tre navate e pregevoli complementi d’arredo sacro come il vecchissimo candelabro del cero pasquale, datato XII secolo. Da vedere inoltre il coevo sarcofago cosmatesco, la cattedra episcopale, una Pietà dipinta e una cinquecentesca Madonna del Rosario. Insieme al trecentesco Oratorio della Santissima Annunziata, eletto monumento nazionale, si mostrano al turista il Convento di San Francesco il cui ambiente ecclesiastico coperto da un valente soffitto a cassettoni dorati sfoggia l’emblematico quadro di San Carlo Borromeo realizzato da Niccolò Pomarancio, e la Chiesa di San Salvatore con il trittico di affreschi composto dalla Circoncisione di Gesù, dall’Adorazione dei pastori e dall’Adorazione dei Magi.

Serio emolumento del genere, la Chiesa di Sant’Oliva ricalca le espressive forme della basilica, ha infatti ben cinque navate e una volta arricchita da un sontuoso ciclo pittorico con le storie bibliche afferenti Vecchio e Nuovo Testamento. Vi è ospitato il grandissimo Museo della città e del territorio di Cori, diviso in otto sezioni cronologiche e tematiche attraverso un allestimento disposto su 1000 mq di superficie che vede imporsi cimeli antichissimi, affreschi, sculture, vasi, monete e cartografie storiche, il tutto riccamente illustrato grazie all'impiego della tecnologia, di pannelli esplicativi e megascreen.

Eventi, sagre e manifestazioni

Folclore imperat in quel di Cori, il cui calendario annuale contempla due importantissimi e favellanti appuntamenti, sono essi la Festa della Madonna del Soccorso che ricorda il famoso miracolo e il Palio di Cori, durante il quale si svolgono la sfilata rinascimentale e la sfida fra i rioni, rappresentati da cavalieri che si cimentano nel tradizionale gioco dell’anello.

È questa un’occasione unica per vedere all’opera gli abilissimi Sbandieratori, formati in un’esclusiva scuola specializzata nell’Arte della Bandiera. Vien dunque fuori l’anima enogastronomica della cittadina, che si fa apprezzare per le delizie che riesce a offrire promuovendo un comparto generoso, quello agricolo caseario: da assaggiare olio e vino specialmente nelle ricette di connubio, per esempio il prosciutto cotto al vino, ma anche le fettuccine all’uovo, la panzanella, la polenta alla spianatora e l’abbacchio alla scottadito. Fra i dolci sono da gustare con imperativo assoluto le ciambelle scottolate e la torta di ricotta con il cioccolato.

Come arrivare a Cori

Cori si raggiunge comodamente con l’Autostrada A1 (uscita Valmontone con proseguimento in direzione Artena e Giulianello), oppure tramite la SS Appia o la Via Pontina SS 148; dalla stazione di Latina prendere l’autobus diretto a Cori; Roma Fiumicino e Roma Ciampino risultano gli aeroporti di riferimento.

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