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Novafeltria (Emilia-Romagna): visita al comune della Val Marecchia

Novafeltria, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Novafeltria fa parte di quella cerchia di nuove realtà comunali nate nell’ultimo secolo e mezzo.

Storia

Questo centro urbano di ca. 7.000 abitanti posto a media altezza nella Valle del Marecchia ha visto la luce in qualità di nucleo regolarmente amministrato nel 1907 ed era conosciuto in provincia di Rimini come Mercatino Marecchia date le tante fiere settimanali ospitate. La cittadina assume l’attuale nome nel 1941 e in breve tempo sfrutta la posizione strategica nel punto crocevia fra Marche, Toscana ed Emilia-Romagna (sua legittima regione di appartenenza) per assurgere a importante centro economico e commerciale.

Cosa vedere a Novafeltria

Ben più remote sono le origini del territorio, il cui punto di riferimento è senza alcun dubbio la Pieve di San Pietro in Culto, edificio emblema dell’evangelizzazione medievale della zona del Montefeltro. Sorge in frazione Secchiano, paesello piuttosto ricco di testimonianze storiche che sostengono un riconosciuto passato feudale, e dunque si parla dei resti del vecchio castello, la Pieve di Santa Maria di Vico che concentra parecchie lapidi e iscrizioni romane (probabile che Secchiano fosse anticamente un municipium annesso all’Impero d’Occidente) il Borgo di Cà Rosello ove prendono posto Palazzo Cappelli e la minuscola Chiesa della Beata Vergine Maria, datata 1855.

Da una meraviglia ecclesiastica all’altra, si visiti l’Oratorio di Santa Marina, struttura romanica del 1191 fiancheggiata da un campanile di epoca differente, il Seicento. Con lei in Piazza Vittorio Emanuele, cuore del paese, spunta l’artistica fontana progettata da Giuseppe Santi Botticelli e realizzata dai fratelli Doddi nell’anno 1897.

Il Palazzo Comunale conserva la memoria riferibile al periodo in cui i Malatesta s’ergevano a signori del feudo passando poi il testimone ai Conti Segni di Bologna, i quali di fatto fecero costruire sia la sede municipale che il Caffè Grand’Italia allocato al piano terra della residenza, locale che merita attenzione poiché ancora recante gli arredi originali e uno spiccato gusto liberty, stile diffuso nell’intero borgo e che si riflette fuso all’Art Decò nel Teatro Sociale progettato da Francesco Aurelio Tosi su sovvenzione di ben 72 famiglie autoctone: vi si svolse l’inaugurazione nell’ottobre 1925 e sul palco venne messa in scena "La Bohème" di Puccini.

Il borgo di Perticara

Lungo il fiume Marecchia si apre un altro capitolo della storia di Novafeltria, quella cioè raccontata dai decadenti ma sempre affascinanti mulini, che servivano per la macinazione dei cereali e la produzione di energia elettrica. Fra di essi si distingue per la sua particolare funzione il Molino, ove si trattava lo zolfo delle miniere di Perticara al fine di produrre polvere pirica. Proprio la frazione Perticara dovrebbe essere una tappa imprescindibile, grazioso borgo attorniato da pinete e castagneti a valle del Monte Aquilone. Qui si sfruttava in passato un ricco giacimento solfifero: si ricorda a proposito che 1.600 uomini furono capaci negli anni di creare una sorta di città ipogea formata da un totale di 100 km di tunnel e gallerie su nove livelli, un sistema eccezionale che andò incontro alla chiusura definitiva nel 1964, il cui ricordo è sopravvissuto grazie al Museo Storico Minerario fondato nel 1970 e rinnovato negli anni ’90 tramite un progetto di restauro di vecchi edifici che hanno infine dato vita al Sulphur – Museo Storico Minerario di Perticara.

La sua naturale prosecuzione sta nel borgo di Miniera, ove è ubicata la Chiesa di Santa Barbara (costruita dai minatori nel 1950) custode di un dipinto seicentesco raffigurante Santa Barbara. L’installazione non ha fatto altro che porre ulteriormente l’accento sulla vocazione turistica di una frazione d’alto valore ambientale e paesaggistico. L’area dalla natura assai imponente ha dato spazio a percorsi escursionistici, allo Zoo verde firmato Tonino Guerra e allo Sky Park, parco avventura frequentato da bambini, giovani e adulti. Gli amanti delle arrampicate sportive si ritrovano per tentare di conquistare ardue pareti rocciose.

Il paese di Torricella è degno di nota per la presenza di una vetusta ara sacrificale ritenuta un prezioso monumento preistorico utilizzato per remote pratiche religiose di stampo pagano. A Sartiano s’erge la cinquecentesca Chiesa di San Biagio, contenitore di pezzi unici quali il tabernacolo in legno dorato, il coro ligneo cinquecentesco e il pregevole organo a canne. Tanti i dipinti conservati lungo la sola navata interna, e fra questi la bella pala che immortala artisticamente il Transito di San Giuseppe con Gesù giovinetto e sua madre Maria, opera seicentesca di un giovane Cagnacci. Nelle vicinanze sorge l’Oratorio di San Biagio, attualmente non visitabile. A Uffogliano un mulino in disuso è stato trasformato in ristorante in cui poter gustare i prodotti tipici di Novafeltria e dintorni.

Eventi, sagre e manifestazione

Evento da non perdere è la Sagra della Polenta e dei Frutti di Bosco, la grande festa di Perticara per celebrare l’ottima gastronomia locale: si svolge per quattro domeniche nel mese di settembre ed è l’occasione per assaggiare una polenta preparata tramite la sintesi di tredici diversi macinati di granturco, esaltata da un condimento d’eccezione, il ragù di cinghiale, disponibile nelle varianti salsiccia o funghi porcini.

Come arrivare a Novafeltria

Si deve percorrere l’Autostrada A14 Adriatica verso Ancona, uscire a Cesena Nord, proseguire sulla SS 3BIS/E45, uscire in direzione di Monte Castello – Montepetra – Romagnano e continuare seguendo le indicazioni per la località; in treno bisogna arrivare a Rimini e dalla stazione proseguire in autobus FER linea Rimini – Novafeltria; l’aeroporto di Rimini dista ca. 40 km dal borgo.

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