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San Martino in Rio (Emilia-Romagna): la Rocca e la visita alla cittadina emiliana

San Martino in Rio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Di abitanti ne fa 8.100 e in provincia di Reggio Emilia si riconosce per l’affabilità della sua popolazione. San Martino in Rio ha sempre sfruttato la parte di Pianura Padana che s’estende a settentrione dell’Emilia-Romagna, un tappeto fertile che ha favorito non poco l’antropizzazione ai tempi dei primordi insediativi.

Storia

È questa area di evidente centuriazione romana e di permanenze longobarde evincibili da tracce di monumenti funerari e tombe. All’XI secolo risale con tutta probabilità la Rocca, conosciuta in latino come Castellum Sancti Martini in Rio e caposaldo del sistema difensivo feudale istituito dai Canossa. Il fortilizio e l’intero feudo vennero ceduti ai Roberti nell’anno 1368 ma la famiglia era già in fuga dall’incombere degli Estensi nel 1420 e questi ultimi esercitarono qui il loro potere fino alla dissoluzione della casata per mancanza di eredi. Nel 1753 la neo signoria passò alla marchesa Teresa Sfondrati prima che al marchese Paolo Rango d’Aragona, che elesse la rocca sua sede ufficiale nella veste di dimora signorile senza più alcuna funzione militare.

La Rocca Estense

Oggigiorno, il Castello è una meta d’interesse turistico suddivisa in ambienti suggestivi che s’inanellano all’interno di una struttura a pianta quadrangolare con torre angolare quadrata e classica merlatura ghibellina. Si può dunque analizzare uno spazio che contempla nell’ordine un piano terra dove si ammirano la corte d’onore e il suo portico ricco di colonne, la sede del Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale, stanze ampiamente decorate (la Sala Verde) e la Cappella di San Giovanni progettata nel 1395 nella quale campeggia orgoglioso un altare originale in pregiato marmo di Verona.

Il piano nobile si articola in un elegante atrio che fa da accesso alla Sala del Teatro con soffitto seicentesco e al Grande Salone settecentesco sfoggiante dipinti del pittore Bizzocchi. Troviamo inoltre l’appartamento dei marchesi di San Martino con il decorato camino in stucco, anticamera e studio del Marchese, la Sala dell’Unicorno e la Sala degli Imperatori. La Rocca è visitabile tutte le domeniche a ingresso libero, salvo prenotazione delle visite guidate.

Cosa vedere a San Martino in Rio

Non è sempre detto che una cittadina debba avere un unico simbolo carico di ovvie responsabilità in materia d’arredo storico-urbano. A San Martino, ad esempio, la Rocca è uno fra tanti elementi emblematici, una lunga fila ove prende parte all’immobile corteo architettonico la Torre Civica con annesso orologio, un’opera che ha richiesto dal 1585 ben 150 anni di lavori necessari a ultimarla. Passeggiando per le vie e le piazzette la si può vedere chiaramente in quanto non si nasconde preferendo mostrare a pieno petto la propria levigata bellezza.

La somma cultura di cui si fa scrigno il caratteristico borgo protende le vogliose mani anche sul comparto ecclesiale e, in particolar modo, sulla Collegiata dei Santi Martino e Venerio, parrocchiale che trionfa nel centro storico ubicandosi nella stessa posizione della sua antenata, la vecchia chiesa del XII secolo ripensata in ottica più moderna verso il Seicento. Ne vien fuori un edificio a pianta a croce greca, quattro cappelle angolari e presbiterio aggiunto. L’interno annovera uno scintillante corredo di dieci altari e raccoglie altre opere rimaste esteticamente stoiche, immutabili rispetto a una turbolenta esteriorità della struttura, ove nei secoli seguitarono a verificarsi cambiamenti soprattutto in relazione alla facciata e alle torri gemelle. All’ombra della sacralità della chiesa riscontriamo la regalità di tele quali il cinquecentesco San Martino che dona il mantello al povero (manierismo emiliano), San Carlo Borromeo in preghiera e la Vergine col Bambino in gloria (seicentesco esempio di pittura controriformista). Se ne potrebbero elencare tanti altri e tutti con un significato che trascende il semplice valore iconografico per enunciare correnti artistiche di elevato livello didascalico.

Risale al 1618 l’apertura al culto della Chiesa di San Carlo Borromeo, il cui tesoretto davvero ha poco da invidiare ai limitrofi luoghi sacri: l’altare maggiore fa strabuzzare gli occhi per intagli e intarsi e a risaltarne la magnificenza pensano pezzi di pittura maestosa quali il San Francesco riceve le stimmate e la tela del Presepe. San Martino in Rio riesce agilmente a esprimere l’amore per l’approfondimento culturale lanciando ammiccanti inviti al turista in visita, che così non può esimersi dal ricercare un film rouge museale che gli permetta di soddisfare l’inevitabile quanto sennato desiderio di conoscenza territoriale.

Divengono così tappe piacevolmente obbligate l’Archivio Henghel Gualdi, musicista ritenuto a ragione il miglior clarinettista jazz italiano di ogni tempo, la Pinacoteca Uber Coppelli (visitabile la domenica) e il Museo dell’Automobile forte di esemplari autentici ascrivibili perfino agli anni ’10: punta di diamante della collezione è la Ford T costruita dal 1909 al 1927, vendute 15 milioni di vetture. Questa è una mostra permanente che inscrive un importante comparto, la Scuderia San Martino.

Eventi, sagre e manifestazioni

San Martino in Rio si palesa una riverberante finestra aperta sulla tradizione emiliana, alimentata quest’ultima dal fervente lavoro di associazioni e Pro Loco impegnate costantemente nel riuscire a organizzare eventi di richiamo, casse di risonanza folcloristiche imprescindibili. Fiere e sagre attirano turisti da ogni dove, il paese ne è ben conscio e offre così agli avventori manifestazioni che li fanno sentire a casa, su tutte la celebre Ciccioli in piasa, pletora di stand gastronomici che propongono alla degustazione pubblica prelibatezze come lo gnocco fritto, la porchetta, polenta, vin brulé e, ovviamente, i ciccioli per la cui preparazione i norcini si sfidano in una competizione agguerrita.

La festa monopolizza marzo, mentre due mesi dopo la Fiera di maggio riempie di bancarelle il centro storico, le vie prossime alla Rocca Estense (in estate è location protagonista di Lune in Rocca) e le piazze dove si riversano fiumane di persone per conviviare, ballare e passeggiare fra le vestigia locali.

A settembre ecco fioccare un altro evento a carattere enogastronomico, Pigiatura in piasa, che offre ai bambini l’occasione di pigiare l’uva a piedi nudi come si usava fare in tempi non sospetti (una pratica ancora in auge in alcuni paesini d’Italia). A novembre prende il largo la spiritualità con la Festa ed San Martein dedicata l’11 del mese al Santo Patrono San Martino da Tours.

Come arrivare

Da Reggio Emilia imboccare in auto la SS 468 alla volta di Correggio, poi presso Fazzano prendere la Provinciale in direzione di San Martino in Rio; la stazione ferroviaria cui appellarsi è quella di Reggio Emilia; da Piazzale Europa presso il capoluogo parte il bus SETA extraurbano n° 41 che segue la tratta Reggio Emilia – Prato – Lemizzone – San Martino in Rio; l’aeroporto più comodo è quello di Parma, distante solo 46 km dalla località.

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