Cerca Hotel al miglior prezzo

Pieve di Cento, guida alla visita

Pieve di Cento, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il più piccolo comune della provincia di Bologna in Emilia-Romagna contrappone le proprie esigue dimensioni alla grandezza del suo sempiterno potenziale basato su una storia degna di speciale interesse, un patrimonio artistico-architettonico di certificata ragguardevolezza e un territorio che ne veste morbidamente le membra.

Pieve di Cento è ubicato lungo il fiume Reno nell’immediata prossimità del confine con la Città metropolitana di Ferrara. Fin dal VIII secolo congiunzione urbana degli ordini civico e religioso in virtù del proprio carattere di pieve, il paese si dotò fra il IX e il XIII secolo di fortificazioni e mura comprendenti chiesa principale e abitato protetti contro le incursioni nemiche, insomma due borghi distinti che prendevano il nome di Pieve di Cento e Comune di Cento. Fu il “Cento-pievese” a legarsi alla città di Bologna nel 1381 e poi a passare sotto l’egida estense nel 1502 quale dono di nozze del Papa Alessandro VI Borgia alla figlia Lucrezia, sposa del duca di Ferrara Alfonso I d’Este.

I secoli ‘600 e ‘700 furono pervasi dalla presenza dei Padri Scolopi e del loro convento con scuola annessa in grado di formare ed educare bambini di qualunque ceto sociale, un operato importante che, purtroppo, passò in secondo piano con l’arrivo prepotente delle truppe napoleoniche nel 1796, invise alle istituzioni ecclesiastiche a loro volta fortemente penalizzate e depauperate. Superati i “filtri” dell’Unità d’Italia e delle due guerre mondiali, il comune cadde e si rialzò prontamente rimpinguando la propria borsa economica e mettendo in saccoccia rilevanti traguardi industriali e nuovi sbocchi nel settore terziario, sicché oggi la località Pieve di Cento seguita a fiorire caldeggiando un buon appeal turistico ancorato al folto bagaglio culturale espresso dai tanti monumenti e testimonianze storiche correlate in particolar modo al periodo dell’annessione pontificia.

La struttura medievale della zona urbana è rievocata dai diversi ingressi alla cittadina, rappresentati dalla Porta Cento (che, ricostruita nel Settecento, ricalca fedelmente le linee trecentesche), Porta Asia (la più significativa, ristrutturata a fine ‘900 e sede del Centro di documentazione sulla lavorazione della canapa), Porta Bologna (trasformata nel ‘700 in abitazione, restaurata nel 2004 e tornata agli antichi fasti come sede dell’Archivio fotografico digitale G. Melloni e parte del Museo delle Storie di Pieve, ospitato quest’ultimo nella Rocca comunale) e Porta Ferrara (l’unica che espone merli bentivogliesi, sede della Scuola di Liuteria, della Scuola di Artigianato Artistico pievese e sezione del Museo civico della Liuteria). Anticamente, tutte queste porte erano costituite da strutture portanti lignee, poi necessariamente convertitesi a materiali più resistenti, pietra, cemento e mattoni. Di altra natura è uno degli edifici più vetusti di Pieve, la Casa degli Anziani, affacciata sulla bella piazzetta del Pozzo delle Catene, risalente al 1272 e avente una volta funzione di locanda atta ad accogliere pellegrini di passaggio.

Vocazione museale e concezione architettonica qui a Pieve di Cento danno vita a un connubio pressoché perfetto di commistioni ideali che coniugano l’ammirazione per l’esteriorità con l’approfondimento interiore. Gli esempi sono tantissimi oltre a quelli già menzionati: la Pinacoteca civica s’incastona nel grembo di un edificio settecentesco insieme alla Biblioteca comunale e all’Archivio storico condizionato positivamente dalla massiccia catalogazione di quasi 2.000 volumi riuniti in una pregevole raccolta intitolata “Gli Scolopi a Pieve di Cento”, recante gli scritti passati degli omonimi Padri un tempo presenti nel territorio; il Palazzo Municipale accoglie il Teatro comunale dedicato alla cantante lirica Alice Zeppilli (vi si trova Esopo che parla ai pastori, un magnifico telero realizzato da Adeodato Malatesta) e il Museo della Musica; infine, un ex granaio del 1933 ospita il museo d’arte privato Magi ‘900, che in una superficie espositiva di 9.000 mq mette in risalto la bellezza di opere artistiche appartenenti al XX e XXI secolo - risultato dell’estro creativo di maestri come De Chirico, Guttuso e Ligabue – nonché sculture, ceramiche, opere d’arte sacra e dipinti provenienti dai diversi continenti.

Indagando nel patrimonio ecclesiastico si trovano dolcemente acquattate la seicentesca Chiesa dei Santissimi Rocco e Sebastiano (bello l’altare maggiore e belle le statue lignee di Antonio Porri), la Collegiata di Santa Maria Maggiore (la più antica del Centopievese, parzialmente ricostruita nel ‘700), la cinquecentesca Chiesa della Santissima Trinità (con pala d’altare di Lucio Massari), l’ex Convento delle “Clarisse” e la Chiesa della Santissima Annunziata.

Pieve di Cento è una località molto allegra che non si risparmia in quanto a eventi, intrattenendo con assidua regolarità i quasi 7.000 abitanti. Il mercatino dell’antiquariato e del riuso è una consuetudine mensile, mentre a cadenza annuale si presentano il Carnevale, la Fiera dell’Industria, Artigianato, Agricoltura e Commercio e la Festa dei Giovani, entrambe a settembre, una tre giorni che ravviva tutto il centro storico.

Come arrivare
In auto, si esce dalla tangenziale di Bologna all’uscita n° 6 per imboccare via Galliera verso Castel Maggiore, attraversare Funo, Argelato e Castello d’Argile fino a Pieve di Cento; in treno bisogna arrivare alla stazione più vicina che è a San Pietro in Casale sulla linea Bologna-Venezia, poi prendere la navetta bus linea 455; in autobus parte da Bologna la linea 97 TPER.
L’aeroporto di riferimento è il Guglielmo Marconi di Bologna.
  •  
27 Novembre 2017 Valtellina: tour tra gastronomia, vino e ...

Si scrive Valtellina, si legge (anche) eccellenza a tavola. Sì, ...

NOVITA' close