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Gaiole in Chianti, soggiorno tra i monti del Chianti e la valle dell'Arbia

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Tra i monti del Chianti e la valle dell’Arbia, a metà strada tra i pendii più ripidi e la pianura, si estende un’area collinare sinuosa, che ospita il piccolo comune di Gaiole in Chianti. Popolato da poco più di tremila abitanti, Gaiole è un suggestivo borgo toscano in provincia di Siena, agghindato da costellazioni di ulivi e incastonato tra pittoreschi paesini: Cavriglia, Montevarchi, Bucine, Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti sono le località che l’incorniciano.

Posto a 356 metri di quota, il centro gode di una posizione invidiabile: ovunque si lanci lo sguardo si colgono luci, colori e linee affascinanti, in un patchwork variegato di terreni e coltivazioni diverse. I filari di viti, da cui si ricavano vini prelibati, disegnano file di pepite sui colli, mentre una brezza docile accarezza costantemente le cime degli alberi.

In effetti il paesaggio, che evoca pace e tranquillità, è perfettamente in sintonia con il clima piacevole della zona: Gaiole in Chianti gode infatti di temperature miti per tutto l’anno, accompagnate quasi sempre da un sole luminoso, libero di scorrere sulla campagna senza l’intralcio delle nuvole. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, variano infatti tra una minima di 1°C e una massima di 10°C, mentre in agosto si va dai 17°C ai 31°C. Le precipitazioni, che non osano turbare la bellezza di primavera e estate, si presentano più volentieri in autunno: il mese più colpito è novembre, con una media di 111 mm di pioggia.

Con delle condizioni così favorevoli vale la pena di assaporare Gaiole in ogni sua sfaccettatura: dalle passeggiate nella campagna circostante all’esplorazione del centro, sino alle feste tradizionali e gli eventi culturali, assaggiare la quotidianità del borgo toscano sarà un’esperienza squisita per tutti. Tra le attrazioni principali ci sono alcuni castelli i grande valore storico e architettonico: il Castello di Brolio innanzitutto, che fungeva da avamposto guelfo contro le incursioni della vicina Siena, munito di torri e bastioni durante il dominio mediceo ma in seguito adibito a residenza signorile della famiglia Ricasoli.

Da vedere, della stessa famiglia, il Castello di Meleto, un elegante maniero con due torri laterali a pianta cilindrica, custode di un grazioso teatrino settecentesco. Per finire il Castello di Montegrossoli, nel medioevo imponente struttura militare, oggi ridotta a poco più di un rudere ma comunque di grande fascino.

Numerosi sono anche gli edifici di culto, che come anziani signori carichi di storie se ne stanno disseminati sul territorio, alcuni nel centro del borgo, altri un po’ nascosti tra le colline, in attesa di un occhio curioso che sappia coglierne l’antico splendore. Tra le chiese spicca la parrocchiale di San Sigismondo, un gioiello neogotico consacrato soltanto nel 1959, accompagnato da un alto campanile sul lato ovest. Un corredo di opere novecentesche, tutte ispirate allo stile medievale, arricchisce l’interno della chiesa, ma notevole è soprattutto il paliotto in scagliola, posizionato sull’altare maggiore, raffigurante la Vergine del Rosario e datato 1699. Faceva parte di questi tesori la tavola della Crocifissione coi dolenti e San Francesco, realizzata alla fine del Trecento da Niccolò di Pietro Gerini, che oggi si trova nella Pinacoteca Nazionale di Siena.
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Altri edifici interessanti sono la Pieve di San Marcellino e la Pieve di San Polo in Rosso, del XII secolo, ma anche la Badia di Coldibuono. Quest’ultima è un’ampia tenuta circondata dal bosco, gremita di abeti bianchi grazie all’opera di rimboschimento portata avanti dai monaci che l’occupavano in passato: oggi la proprietà appartiene alla famiglia Stucchi Prinetti, che l’ha trasformata in una fiorente azienda agricola.

In effetti l’agricoltura, aldilà del crescente flusso turistico, è sempre stata una risorsa importante per Gaiole in Chianti: tutti i lavori che hanno a che fare con la terra, con la natura e con la genuinità hanno sempre regalato prodotti squisiti, come l’ottimo olio d’oliva e il celebre vino DOC, a cui si aggiunge la pregiata carne di maiale.

Chi sente già l’acquolina in bocca, al pensiero delle gustose specialità toscane, può segnare un appuntamento imperdibile sull’agenda: ogni anno, a metà settembre, si svolge a Gaiole la vivacissima Sagra della Bruschetta, un’ottima occasione per assaggiare bruschette di ogni tipo, farcite con fantasia ma secondo i sapori tradizionali, in un contesto allegro di musica e spettacoli.

Altri eventi caratteristici sono il cicloraduno di biciclette d’epoca, che si ripete ogni autunno all’inizio di ottobre, e il Mercatino Medievale dei Santi Pietro e Paolo, alla fine di giugno.

Per chi non resiste al richiamo del Chianti e delle sue colline non resta che pianificare il viaggio, scegliendo il mezzo di trasporto più adatto. Per raggiungere Gaiole in auto, venendo da Firenze, bisogna prendere l’Autostrada del Sole in direzione Roma e uscire a Valdarno, quindi seguire le indicazioni per Montevarchi e, una volta qui, per Gaiole in Chianti. Sempre a Montevarchi c’è la stazione ferroviaria più vicina, a 21 km circa dalla meta, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Firenze e di Pisa, rispettivamente a 82 km e a 170 km circa.

 Pubblicato da - 25 Settembre 2009 - © Riproduzione vietata

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