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Sinalunga (Toscana): visita al borgo in provincia di Siena

Sinalunga, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sinalunga non è uno dei tanti borghi della Toscana, che sprizza bellezza fine a se stessa, ma in verità una delle anime giocanti della Toscana più rustica. Si conforma come cittadina ancorata alle antiche tradizioni, immersa nelle contestuali meraviglie della Valdichiana entro il vortice degli splendori che interessano da vicino la provincia di Siena, storico epicentro dal quale il paese da 13.000 abitanti dista suppergiù 47 km.

Sinalunga paese e Pieve di Sinalunga (tal menzionata per la presenza in loco della romanica Pieve di San Pietro ad Mensulas, la cui fondazione – che ha dato poi adito alla contenzione di tre pregevoli opere affrescali quali la Madonna col Bambino e due Santi, l’Annunciazione e la Consegna delle chiavi a San Pietro - risalirebbe al periodo compreso fra il 1300 e il 1330) sono le facce distinte eppur unite di un’unica suggestiva realtà urbana legata a doppio uncino alle ariose terre della mitica Chianina, la razza bovina le cui carni si conoscono in tutto il mondo soprattutto grazie ai primigeni studi perfezionati dallo “scopritore putativo” Ezio Marchi, nativo della frazione Bettolle, sparuto agglomerato di case che da anni ospita La Valle del Gigante Bianco, manifestazione esaltante fra maggio e giugno le principali caratteristiche della squisitezza toscana tutta da gustare.

Sinalunga è un proscenio di chiese e monumenti abbracciato da un circondario territoriale semplicemente sublime, perché la Valdichiana Senese non riesce a risparmiarsi regalando agli sguardi già sufficientemente rapiti uno spettacolo di straordinario volume, un coacervo di uliveti, vigneti e sentieri fra boschi saturi di austero mistero. Per tutti questi motivi e anche di più la campagna dal pieno potere avvolgente si confà a un turismo libero che ama la sconfinatezza e l’assenza di tempo quale dimensione da accantonare quando si vuole viaggiare e sognare. In effetti l’onirismo sprigionato da Sinalunga la dice lunga (si perdoni il gioco di parole) sulla capacità della cittadina di praticare magnetica attrazione.

Storia

La primaria attitudine del grande paese consiste nel raccontarsi attraverso una storia affezionata principalmente agli affascinanti turbamenti medievali. Sebbene abbia mosso i primissimi passi sotto l’egida romana (al tempo l’insediamento aveva nome Ad Mensulas), Sinalunga smette di gattonare intorno al 782 d.C. iniziando a camminare sui suoi arti inferiori come Asinalonga, subito infeudato all’influente famiglia dei Cacciaconti prima di divenire libero comune a partire dal 1303 con il nome che tutti noi oggi pronunciamo e citiamo. Eletta sede di vicariato dalla Repubblica di Siena, la località venne occupata insieme alle limitrofe dalle milizie di Carlo V di Spagna, che pose fine alla Repubblica Senese orientando Sinalunga verso la protezione del Granducato di Toscana. Data cruciale fu il 1814, anno in cui il comune trovò una completa autonomia poi legittimata dall’Unità d’Italia.

Cosa vedere a Sinalunga

Il tesoro di Sinelunga è costituito tanto dai suoi palazzi quanto dalle favolose chiese che testimoniano un tracciato temporale lungo e inesorabile, epigono di una somma spiritualità in scala. La prima messa officiata nella Collegiata di San Martino risale al 1595 e fu allora altamente simbolica per il fatto che il rito ecumenico s’accolse in una struttura eretta con i materiali evinti da un’ormai distrutta rocca, con l’aggiunta del cotto che nell’armonia del complesso risalta nella facciata che adombra parte di Piazza Garibaldi. Sulla stessa si affaccia ma in maniera sensibilmente più discreta la Chiesa della Madonna delle Nevi, costruita nel Seicento e abbellita all’interno da una coppia d’opere interessanti: parliamo della Madonna con il Bambino, dipinto su tavola di Benvenuto di Giovanni sovrastante l’altare maggiore, e della Madonna col Bambino e angeli, bassorilievo di bottega senese.

La Chiesa di Santa Croce era dapprima dedicata a San Martino e oggi ha buona memoria di sé sfoggiando una facciata onesta per costrutto e all’interno serbando lo Sposalizio della Vergine la cui paternità sembra riconducibile alla scuola di Luca Signorelli. Il ricettacolo ecclesiastico culmina con il Convento di San Bernardino, possedente un piccolo ma incantevole chiostro che in qualche modo conferisce un ordine coerente a un complesso solo vagamente omogeneo.

Avvolto dal calore del centro storico, Palazzo Pretorio offre un assaggio di maestosità rivelando ai turisti una nicchia entro la quale giace una gogna anticamente destinata alla coercizione dei malviventi esposti al pubblico ludibrio. Se di maestosità dobbiamo parlare, allora s’includa doverosamente il Teatro Ciro Pinsuti, ambiente che ci ricorda la vera natura della Toscana, terra del buon gusto ma in primis della cultura delle arti e delle lettere oltreché della rappresentazione di stampo evidentemente teatrale. Inaugurato nel 1807 su promozione viva dell’Accademia degli Smantellati, il teatro va visitato oggi per le plurime decorazioni, su tutte i medaglioni allegorici orditi da Gaetano Brunacci e i fregi mitologici connessi alla Danza delle Ore (guardare il soffitto, prego), ad Achille (osservate il sipario) e alle Storie di Ettore (si scorgono sui palchetti).

Se avete voglia, c’è un secondo mondo da vedere oltre l’abitato di Sinalunga, e per intenderci ci riconduciamo alla fila di frazioni che orna dall’esterno il centro principale. A Ricomagno si palesa la Chiesa di San Marcellino, una vecchietta che dall’XI secolo ribadisce la fede allo stile romanico in antitesi alla Chiesa di San Cristoforo che si trova a Bettolle, un edificio in mattoni che vezzeggia il trend moderno conservando tuttavia estratti d’antica beltà, nella fattispecie le formelle bronzee con i Fioretti di San Francesco della Cappella del Crocifisso, vetrate istoriate, mosaici, le statue lignee di Ortisei, la cattedra e l’ambone in noce, arredi preziosi e valorizzanti. Il campanile è diventato un punto di riferimento inequivocabile.

La settecentesca Pieve di Santa Maria delle Grazie e l’affresco della Madonna delle Grazie rappresentano il binomio d’effetto della frazione Guazzino al pari della Chiesa di San Giovanni Battista e del Castello, entrambi allocati a Farnetella. A Scrofiano spiccano la Chiesa di San Giovanni con il trittico affrescato raffigurante la Madonna col Bambino in trono fiancheggiata dalle figure di San Giovanni Battista e San Biagio, la Chiesa della Madonna del Soccorso di fattura cinquecentesca, la Chiesa della Compagnia di San Salvatore e infine la Collegiata di San Biagio, tempio d’arte sacra contenente il Reliquario del Dito di San Biagio in argento.

L’hinterland di Sinalunga ha mantenuto inalterati i valori della terra, di cui sono custodi le tre principali (e storiche) fattorie della zona, ovvero L’Amorosa (di derivazione addirittura etrusca), La Fratta (vi si allevano i bovini della razza Chianina) e la Real Fattoria di antica proprietà granducale presso Bettolle.

Eventi, sagre e manifestazioni

La cultura contadina si concatena al folclore locale espresso ai massimi livelli in occasione dei tanti eventi organizzati a Sinalunga e dintorni, la Festa di Biancalana a giugno, la Festa dell’Uva e del Vino e Birranthology a settembre, la Fiera alla Pieve nel mese di ottobre e a novembre la sagra Pane e Olio in frantoio e la Carriera di San Martino.

Come arrivare a Sinalunga

Dall’Autostrada A1 bisogna uscire a Valdichiana n. 28, immettersi sulla Superstrada Bettolle – Siena e uscire a Sinalunga; la stazione di Sinalunga si trova sulla linea ferroviaria Firenze – Siena; numerosi autobus partono da Firenze, Siena e Roma; l’aeroporto di riferimento è quello di Firenze, che dista ca. 100 km dalla località.

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