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Le foto di cosa vedere e visitare a Vinci

Vinci (Toscana): visitare il borgo natale di Leonardo

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C’era un tempo in cui la piccola località di Vinci era soltanto… Vinci. Il suo basso, per non dire anonimo profilo è cambiato radicalmente con l’affermazione nella storia dell’uomo di un tale Leonardo, che ha letteralmente legato il proprio nome al paesello toscano in provincia di Firenze, nascendoci, vivendoci e in seguito portandolo alla ribalta nel mondo quale cognome illustre di provenienza: allora quel Vinci diventa più di un luogo sperduto sulle pendici del Montalbano, s’erge a culla geografica meritoria di un’immortalità guadagnata da un genio delle arti.

Vinci giace oggi immersa in una campagna sovrabbondante di vigneti e uliveti, non più mero punto nel mondo ma città – titolo acquisito con decreto del Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi nel 1954 - con una dignità numerica abitativa di 14.639 unità sviluppatasi come espansione progressiva di un modesto borgo, ora identificabile con la parte più antica dell’impianto urbano a forma di mandorla, coincidente se vista dall’alto con la sagoma di un’imbarcazione a due alberi, questi ultimi rievocati dalla torre del Castello dei Conti Guidi e dal campanile della Chiesa di Santa Croce, tanto che il centro storico è stato rinominato “Castel della Nave”. Gli edifici poc’anzi citati hanno un peso nell’ambito architetturale complessivo e un’importanza che merita approfondimento.

Il Castello dei Conti Guidi, di proprietà vinciana dal 1919, ospita dal 1953 il Museo Leonardiano – visitato ogni anno da oltre 130 mila persone - interamente dedicato al grande genio autore tra gli altri della Monna Lisa e dell’Uomo di Vitruvio.

All’interno della Rocca, gli ambienti conservano affreschi che documentano il susseguirsi dei periodi storici, ivi compresa la ceramica della Madonna con il Bambino di Giovanni della Robbia, datata 1523. Abbracciata dal maniero anche Villa Vignozzi, comparsa nella prima edizione della banconota da 50.000 lire con ampia veduta panoramica di Vinci. Del medesimo complesso castellano fa parte la Parrocchiale di Santa Croce, ricchissima di dipinti e custode del fonte battesimale vicino al quale, secondo voci ricorrenti, sarebbe stato battezzato Leonardo da Vinci.

L’edificio religioso si palesa in ottima compagnia, accostandosi ad altre strutture erette nei dintorni e facenti parte della diocesi di Pistoia: parliamo del Santuario della Santissima Annunziata, della Chiesa di Santa Maria Assunta a Faltognano, l’Oratorio dell’Erta, la Chiesa di Santa Maria a Petroio, San Pietro a Sant’Amato, la Pieve di San Giovanni Battista a Sant’Ansano e la Chiesa di Santa Maria Assunta a Spicchio.

... Pagina 2/2 ... Neanche a dirlo, l’attrazione intorno a cui ruota la concitata macchina turistica è naturalmente il Museo Leonardiano che, in accordo alle due sedi del Castello dei Conti Guidi e della Palazzina Uzielli, riassume l’eclettica conoscenza del luminare attraverso raccolte e collezioni unificate in una pregevolissima esposizione di 60 modelli di macchine inventate da Leonardo e riprodotte fedelmente secondo progetti disegnati direttamente dalla mano del dotto rinascimentale.

Le sezioni, implementate con materiale interattivo e digitale per la fruizione dei visitatori e una miglior comprensibilità da parte delle scolaresche, si snodano su più piani riccamente allestiti e suggestionati dall’accurata scenografia a tema di Mimmo Paladino, artefice di una configurazione spaziale precedente al definitivo ampliamento del percorso espositivo fatto di scoperte sensazionali in materia di ingegneria, orologeria, industria bellica, ottica, dinamica a terra e in acqua, edilizia e persino fotografia. Il cuore bibliografico della mostra pulsa nella Biblioteca Leonardiana, traboccante di documenti e manoscritti in cui è rilevabile un riscontro teorico alle innovazioni apportate da Leonardo.

Una validissima integrazione al complesso è il Museo Ideale Leonardo da Vinci, che annovera altri documenti sintetizzati in archivi gelosamente custoditi e progressivamente incrementati dal 1993, anno di nascita del museo. La visita al Museo Leonardiano comprende inoltre, per chi lo volesse, un’escursione ad Anchiano, collegata a Vinci dalla Strada Verde, un sentiero di 3 km percorribile tranquillamente a piedi: qui permane la casa natale di Leonardo, riaperta al pubblico nel 2012 a seguito di un lungo restauro che ne ha preservato le mura.

Vinci vanta un’economia piuttosto fiorente dati settori particolarmente sviluppati come il manifatturiero e il terziario, seguiti dall’attività agricola che sfrutta ottimamente il rigoglioso territorio evincendone prodotti di rara qualità, su tutti vino e olio, gustati dai vinciani nel corso di eventi annuali attesissimi e partecipati come la cena rinascimentaleMenar mascelle all’or di cena” a giugno, la “Festa dell’Unicorno” (manifestazione medievale) e “Il volo di Cecco Santi” (rievocazione storica) a luglio, per finire ad agosto con “Calici di stelle”, ciclo di degustazioni in piazza del castello e sulla romantica terrazza panoramica.

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