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Giglio Porto (Toscana): il borgo marinaro sulla costa orientale dell'isola

Giglio Porto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Se l’Isola del Giglio – splendida e delicata perla di terra in provincia di Grosseto – si compone di quattro frazioni, cioè Giglio Campese, Giglio Castello, Isola di Giannutri e Giglio Porto, proprio quest’ultima si tripartisce a sua volta in rioni con una precisa identità definita da un simbolo e un motivo cromatico: Chiesa (bianco e verde), Moletto (giallo e celeste) e Saraceno (rosso e nero).

Queste tre realtà rivelano insieme un rapporto di sana competizione che trasale in occasione di un’antichissima regata, la Palio Marinaro, in cui le imbarcazioni con propulsione a voga si danno battaglia lungo una distanza da bissare di 2.000 metri in mare aperto. Per la cronaca, la 48ima edizione è stata vinta sul filo del rasoio dal rione Moletto.

Giglio Porto basa il suo costrutto su un porto d’attracco per barche e pescherecci intorno al quale si sviluppa un arredo urbano composto da abitazioni molto semplici disposte su vie aperte alla caratteristica Piazza della Dogana, luogo d’incontro per i 608 portolani che possono comunque beneficiare anche di un suggestivo lungomare ampio e appagante. Poco appagante è stata invece la vista per ben quattro anni del relitto della nave Concordia che, la notte del 13 gennaio 2012, si è sfortunatamente infranta contro uno scoglio della costa orientale dell'isola, adagiandosi su un fianco e causando nell’incidente accorso 32 vittime.

Occorre dire che questa località viene classificata come non trascurabile sito archeologico considerando il ritrovamento piuttosto recente di rovine risalenti alla civiltà romana che hanno successivamente ispirato edifici postumi a quell’età. L’esistenza di un insediamento primigenio si evince da alcuni importanti documenti storici in grado, peraltro, di citare la presunta realizzazione di un molo di granito esteso per 120 metri (179 braccia come riportato nelle pregresse misurazioni).

Sono ora presenti pregevoli architetture militari con autorevole capofila la Torre del Saraceno, altresì detta Torre del Porto, una fortificazione medievale suscettibile di una violenta incursione piratesca che ha reso necessari, per non dire fondamentali, numerosi interventi di restauro protrattasi dal ‘500 all’800, per poi essere mandata in congedo subito dopo l’Unificazione italiana. La costruzione palesa una pianta circolare e una struttura a blocchi di pietra, alla cui sommità si pone una terrazza definita da parapetto e archetti ciechi che trionfa superiormente a mura contraddistinte da finestrelle e feritoie quadrangolari a scopo difensivo.

Una seconda torre, quella del Lazzaretto, ha svolto per lungo tempo funzione di edificio di quarantena per viaggiatori provenienti da aree flagellate da epidemie di vario genere. Anch’essa è stata soggetta a congedo con susseguente acquisto da parte di privati. Un ultimo progetto edile a finalità difensive, il poligonale Castellare del Giglio, è progressivamente scomparso causa abbandono in epoca ottocentesca per motivi ancora ignoti.

Un discorso a parte meritano le architetture religiose, o meglio l’unico esemplare, che asseconda il culto dei santi patroni dell’Isola del Giglio, in questo caso San Lorenzo, per il quale è stata eretta – in coabitazione con San Mamiliano – la chiesa parrocchiale datata 1915 ma consacrata soltanto nel 1958. Al patrono è dedicata ogni estate, precisamente il 10 agosto, una festa imperdibile imperniata su processione, spettacoli pirotecnici, balli e il classico Palio Marinaro a cui già si è accennato.

L’offerta turistica non latita e annovera numerose strutture ricettive come bar lungo la costa, ristoranti aperti fino a tardi e con orario continuato, negozi e pub. A livello logistico giunge il supporto - nel contesto del luogo di villeggiatura estiva - di una banca, una farmacia, un ufficio postale, un presidio medico e un servizio di noleggio auto, moto e mezzi acquatici per raggiungere bellissime spiagge, fra le quali si distinguono Cannelle, Caldane e Arenella.

Buon vino e tanto pesce fresco giustificano, in accordo al meraviglioso incanto di scorci paradisiaci caratterizzati dal riverbero di un’acqua azzurra e cristallina, la permanenza nella bella stagione con intrattenimenti all’aria aperta che ben si coniugano con la contemplazione attiva della natura e l’esplicita volontà di rilassarsi.
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