Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Bolgheri

Bolgheri: il borgo, il vino e il viale dei cipressi nei versi di Carducci

Pagina 1/2

Non tutti i borghi toscani hanno ricevuto in dono una poesia firmata Carducci… ma è successo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci in provincia di Livorno, nel cuore della Maremma. L’autore, primo italiano a ricevere il Nobel per la letteratura, scriveva così nella poesia Davanti a San Guido: "I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar..." Ed effettivamente Bolgheri è ancora famosa per il suo viale di cipressi slanciati, ma anche per il buon vino DOC, il suo castello e le stradicciole lastricate, la vicinanza del mare e la bellezza della campagna toscana, ricamata di filari e uliveti.

Abbarbicata sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere, Bolgheri è una cittadina timida e silenziosa, dalla bellezza antica e irresistibile. Circondata da paesaggi lussureggianti in cui abbondano agriturismi e itinerari naturalistici, impreziosita dai luoghi del Carducci, è la meta ideale per una gita di una giornata o per qualche giorno di pace. Cultura, tradizione e natura si fondono a Bolgheri, dove è facile dimenticare le preoccupazioni di tutti i giorni.

La storia di Bolgheri comincia in un tempo lontano. Del castello, che un tempo si chiamava Sala del Duca Allone, si parlava già nell’XI secolo, ma solo in un documento del gennaio 1158 si nomina esplicitamente il “Castello di Bolgheri” fondato dal conte Gherardo della Gherardesca. Nei secoli affrontò momenti non facili, come quando i fiorentini vi appiccarono un incendio nel 1393 o i soldati dell’imperatore Massimiliano uccisero il conte Arrigo e saccheggiarono l’abitato alla fine del Quattrocento. Rifiorì all’inizio del XVIII secolo, grazie alla bonifica delle zone paludose da parte di alcuni conti e alla ripresa dell’attività agricola, che continua tutt’ora in una terra bella e prospera come quella della Maremma Livornese.

Il castello di origine medievale e il lungo viale di cipressi sono i luoghi più rappresentativi del borgo, che nei secoli, a poco a poco, si è sviluppato proprio intorno al castello. Imponente e scenografico, situato all’inizio del viale, fu costruito nel XIII secolo dalla famiglia Della Gherardesca e venne fortemente modificato dal XVIII secolo in poi, con la realizzazione delle cantine e l’aggiunta della torre merlata all’ingresso del paese. Oggi fa parte di una grande tenuta in cui si producono vini pregiati e non è visitabile all’interno, poiché è utilizzato come abitazione. Da fuori si coglie comunque il suo fascino: immerso tra i vigneti, rivestito in mattoni rossi e dotato di una massiccia torre rettangolare, è il degno punto di partenza del famoso viale alberato.

Il Viale dei Cipressi di Bolgheri corre per circa 5 km dal centro storico all’Oratorio di San Guido, situato lungo la Via Aurelia. I cipressi secolari, fitti tra loro, slanciati e imponenti, incorniciano questo lungo nastro d’asfalto che taglia la campagna toscana, rinfrescandolo con la loro ombra e proteggendolo con una sorta di muraglia naturale. Nell’Ottocento, dopo la costruzione della Via Aurelia (allora Via Regia) e delle strade ad essa perpendicolari, il viale era stato impreziosito da due file di pioppi, ma presto vennero sostituiti dai cipressi. A poco a poco gli alberi aumentarono sino a raggiungere i 2000 esemplari, e nel 1954 la strada venne asfaltata assumendo l’aspetto di oggi.

Chissà quante volte la percorse Giosuè Carducci, che a Bolgheri trascorse la sua infanzia e nel 1874 scrisse la poesia Davanti a San Guido, in cui immortalò il viale di cipressi, l’Oratorio di San Guido e la figura della signora Lucia, la sua amatissima nonna. Proprio davanti all’oratorio, fondato nel Settecento su commissione della famiglia Della Gherardesca, nel 1908 venne eretto un piccolo obelisco in onore del poeta, mentre un ricordo della nonna Lucia si può trovare all’interno del borgo, nel piccolo cimitero monumentale, dove fu sepolta.

... Pagina 2/2 ... Da vedere a Bolgheri anche l’antica chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, ristrutturata nel 1902 ma ancora caratterizzata da una facciata a capanna di origine medievale, la chiesa novecentesca di San Sebastiano e la Chiesa di Sant’Antonio, fatta costruire nella seconda metà del Seicento da Simone Della Gherardesca in memoria della liberazione di Budapest da parte dei turchi. Sulla facciata si vede lo stemma di famiglia.
Ma il vero gioiello è il borgo in sé, così familiare e accogliente, con le sue stradine silenziose e allegre allo stesso tempo, i vasi di fiori alle finestre e qualche panchina o sedia lungo le pareti delle case, per chi vuole fare due chiacchiere guardando chi passa. Per una piccola gita, poi, c’è il Castello di Castiglioncello di Bolgheri, abbarbicato su un’altura a 400 m di quota, poco lontano dal paese. Quando venne fondato, nel 780, era un eremo in una splendida posizione isolata, poi divenne una fortezza in mano ai Della Gherardesca e per un periodo ai Soderini. Vi si trova anche la Chiesa di San Bernardo, costruita all’inizio dell’Ottocento e restaurata un secolo dopo.

Per chi ama la natura c’è il Rifugio Faunistico di Bolgheri a due passi dal centro, istituito nel 1959 e riconosciuto Oasi WWF nel 1968. Fu il Marchese Mario Incisa della Rocchetta a volere la creazione della prima oasi naturale privata italiana, ed è grazie a lui che oggi possiamo godere di questi 500 ettari di parco che mostrano la Maremma così com’era in passato, prima delle bonifiche ottocentesche. Qui si è preservato l’ambiente palustre, incorniciato da folti canneti, ed è una meraviglia passeggiare all’ombra dei lecci, dei frassini e dei pini, magari imbattendosi in qualche scoiattolo o qualche capriolo. L’oasi può essere visitata il sabato e la domenica da novembre ad aprile, con prenotazione obbligatoria, e i turni di visita sono due al giorno (quello della mattina comincia alle 9.30, il pomeridiano alle 14.00). Gruppi e scuole vengono accolti il martedì su prenotazione, in orari da concordare. Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale.
Altre riserve naturali da non perdere sono l'Oasi di Orti Bottagone, quella della Magona, i parchi della Val di Cornia e quello delle colline di Livorno, il parco di Rimigliano con la sua spiaggia di dune e la sua macchia mediterranea con pini, lecci e sugheri, e per finire in bellezza il Parco Archeominerario di San Silvestro vicino a Campiglia Marittima.

Se visitate Bolgheri in estate potreste avere il piacere di partecipare a Bolgheri Melody, l’appuntamento più atteso dagli amanti del buon vino. A metà luglio lasciatevi catturare da degustazioni, visite guidate alle aziende vinicole, mostre a tema, ma anche concerti e spettacoli di ogni genere e per tutte le età.
Perché Bolgheri fa parte della Strada del Vino della Costa degli Etruschi, e grazie alle caratteristiche del terreno e al suo clima mite, soleggiato e ventilato al punto giusto, produce squisiti Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, merlot e petit verdot. Ci sono poi rossi dalla denominazione "Bolgheri DOC", in cui il sangiovese locale incontra il cabernet, il merlot e talvolta il petit verdot. Tra tutti il Sassicaia, uno dei vini italiani più pregiati e costosi.

Per arrivare a Bolgheri in auto si percorre la SS1 Variante Aurelia, nel tratto fra Cecina e San Vincenzo, si imbocca l'uscita per Bolgheri. Non esiste una stazione ferroviaria della città, ma si può contare su quella vicina di Donoratico sulla linea Genova-Roma, poi prendere l’autobus per arrivare a destinazione

loading...
25 Agosto 2017 Il Cinema sotto le Stelle a Cinecittą World ...

In questa caldissima estate 2017 solo di sera si può trovare un ...

NOVITA' close