Cerca Hotel al miglior prezzo

Manciano, nel cuore della Maremma. Cosa vedere e cosa sapere

Manciano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quindici chilometri a sud di Saturnia, nel cuore della Maremma, si trova la cittadina di Manciano, località turistica non molto celebrata che dall’alto di una collina domina la valle dell’Albegna e l’Area del Tufo. Come altre località della zona, anche Manciano presenta una divisione piuttosto netta tra centro storico, situato a quasi 500 metri di altitudine, e città moderna, estesa ai piedi dei quartieri più antichi. Pur non avendo il fascino di Pitigliano o l’appeal di Saturnia e delle sue terme, Manciano rappresenta una valida alternativa alle destinazione più inflazionate del territorio maremmano, potendo offrire alcune pregevoli testimonianze architettoniche ed un’atmosfera tranquilla e piacevole.

Dagli scavi condotti nel territorio circostante sono emersi innumerevoli reperti che documentano come l’area dell’odierna Manciano fosse abitata già all’Età del Bronzo, sebbene la nascita dell’insediamento risalga all’incirca all’anno mille. A commissionarne la fondazione furono gli Aldobrandeschi che però, nel Trecento, dovettero cedere l’abitato a Orvieto, a sua volta soppiantata dagli Orsini di Pitigliano poco tempo dopo. Col passare degli anni gli Orsini risentirono in maniera sempre più forte dell’influenza senese, al punto che, nel 1424, furono proprio i senesi a costruire l’imponente fortificazione tutt’oggi visibile sulla preesistente Rocca Aldobrandesca. Molti secoli dopo, Manciano è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per il suo impegno nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale; non a caso la cittadina, il 12 giugno 1944, fu la prima della Toscana ad essere liberata dall’esercito alleato.

Per entrare nel centro storico di Manciano bisogna superare la cinta muraria ben conservata realizzata dai senesi nel Quattrocento ampliando il precedente borgo altomedievale. Tra gli elementi architettonici più significativi della cortina difensiva figurano due torri con base a scarpa e due porte che, tuttavia, sono state ampiamente rimaneggiate in età più recente; molto suggestivi sono gli scorci che ritraggono parti di questa fortificazione inglobate all’interno di abitazioni o esercizi commerciali costruiti successivamente. A differenza delle componenti citate in precedenza, il Cassero Senese ha mantenuto grossomodo inalterato il proprio aspetto. Quest’ultimo, adiacente alla preesistente Rocca Aldobrandesca, oltre ad essere caratterizzato da un’architettura interessante, offre scorci meravigliosi sulle valli, le colline e i boschi che si estendono tutt’intorno alla città. Da non perdere poi la Torre dell’Orologio, che svetta a pochi passi dal cassero.

La chiesa più importante di Manciano è quella di San Leonardo, basilica trecentesca dedicata al patrono del paese costruita in stile romanico-gotico e andata anch’essa incontro a numerose ristrutturazioni. L’unico elemento conservatosi con l’aspetto originario è il campanile, la cui struttura medievale presenta finestre sormontate da archi a tutto sesto e merlatura sommitale. All’interno si può vedere una bella rappresentazione del santo dipinta da Paride Pascucci, lo stesso artista che ha lasciato il segno anche nell’Oratorio della Santissima Annunziata, progettato fuori le mura nel corso dell’Ottocento.

Infine resta da visitare l’unico museo di Manciano, un allestimento di tutto rispetto che descrive ai visitatori usanze e stili di vita di quelli che furono i primi abitanti della zona: il Museo di Preistoria e Protostoria. Il museo, poco distante dalla sede del municipio presso la rocca, espone reperti archeologici di diversa fattura accomunati dalla provenienza locale ed in particolare dalla necropoli di Poggio Buco, un’area ricca di tombe etrusche scavate nel tufo a partire dall’VIII sec. a.C.

Ricordiamo infine un classico appuntamento di Manciano: a settembre, durante il secondo weekend del mese, si svolge la tradizionale Festa delle Cantine. Oltre la possibilità di degustare le ottime produzioni vinicole della regione, durante la manifestazione si svolge il Palio delle Botti, una sfida che coinvolge i 6 rioni della città.

Trovandosi ad un’altitudine piuttosto elevata, il clima di Manciano differisce notevolmente da quello del capoluogo provinciale Grosseto. Qui la temperatura media annua oscilla tra 14 e 15 gradi, con minime che d’inverno scendono spesso sotto lo zero e massime estive raramente superiori ai 32 gradi. Proprio l’estate è la stagione migliore per visitare Manciano e le tante località collinari dell’entroterra maremmano, particolarmente suggestivo anche in primavera e autunno quando la natura assume straordinarie colorazioni. Le precipitazioni, frequenti soprattutto in autunno, sono in media di poco inferiori a 1.000 mm di pioggia e talvolta si manifestano sotto forma di brevi nevicate tra dicembre e febbraio.

Come arrivare? Al centro di Manciano si intersecano due arterie stradali importanti: la provinciale 59 delle Collacchie, proveniente da Follonica e ideale per raggiungere qualunque località del litorale maremmano; e la provinciale 74 Maremmana, che mette in comunicazione Albinia con il Lazio e l’Umbria. Da Manciano in circa 20 minuti di auto si raggiungono sia Saturnia che Pitigliano, mentre Grosseto dista 65 km e poco meno di un’ora.
  •  

News più lette

close