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Le foto di cosa vedere e visitare a Orvieto

Visitare Orvieto: cosa sapere, cosa vedere e cosa fare

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Orvieto è una delle città più antiche d'Italia; il luogo dove oggi sorge – un massiccio che si eleva al di sopra del fiume Paglia, nei pressi della confluenza con il Tevere – era abitato dagli Etruschi già nel IX secolo a.C.; la città raggiunse l'apice del proprio splendore circa quattro secoli più tardi, prima che i Romani se ne impossessassero nel III secolo a.C.

Conosciuta dai conquistatori come Volsinii, questi ne mantennero il controllo fino alla caduta dell'Impero pur concedendo agli abitanti l'uso delle tradizioni e della lingua etrusca. In età altomedievale la città fu rifondata con il nome di Urbs Vetus, da cui deriva il nome odierno; successivamente, in epoca medievale, la città subì diverse dominazioni: fu dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, prima di divenire libero Comune nell'XI secolo.

I rapporti con il Papato furono instabili prima del riconoscimento del Comune da parte di Adriano IV nel XII secolo; Orvieto divenne poi sede della corte pontificia nonché città del Corpus Domini. Gli anni successivi furono segnati da lotte intestine tra le famiglie nobili locali e dai ripetuti scontri con le vicine città di Siena, Perugia, Todi e Viterbo, prima che nel XIV secolo l'onnipresente cardinale e comandante Albornoz sancisse il definitivo controllo della Chiesa sulla regione.

Visitare Orvieto oggi significa innanzitutto andare a riscoprire ogni sfumatura del suo passato; in tutti i punti d'interesse turistico cittadino sono infatti presenti le tracce della Storia. Pare scontato iniziare la visita dal Duomo, variopinto esempio di architettura romanico-gotica, ricchissimo di opere d'arte, che custodisce il Sacro Corporale. Iniziato nel 1290, fu poi continuato da Lorenzo Maitani (dal 1318 al 1330), al quale si deve in particolare la mirabile facciata con i suoi eccezionali bassorilievi; l'elegante fronte, largo 40 metri ed alto 52 m, è impreziosito da mosaici e dal rosone di Andrea Orcagna. L'interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il Reliquiario del Corporale.

Gli affreschi della Cappella Nuova (eseguiti dal 1499 al 1504 da Luca Signorelli, che vi raffigurò Paradiso e Inferno, eletti e reprobi, scene con profeti, angeli e santi) lasciano il visitatore senza parole per la loro bellezza e la luminosità dei loro colori.
Nella cappella posta sul lato opposto della chiesa, si trova il Reliquiario del Corporale, un celebre capolavoro d'oreficeria eseguito nel 1337-1338 dal senese Ugolino di Vieri, che custodisce il Corporale che nel 1263 si macchiò di sangue allorché un prete boemo, celebrando la Messa senza fede, spezzò l'ostia consacrata, da cui fuoriuscì il sangue. A tal proposito si ricorda che nel 2013 ricorre il 750° anniversario di tale evento – conosciuto come Miracolo di Bolsena – e si celebra dunque il Giubileo Eucaristico Straordinario, che si protrarrà fino a novembre 2014, per celebrare anche il 750° anniversario della Bolla Transiturus con la quale il papa Urbano IV istituì la ricorrenza del Corpus Domini.
Nella parte posteriore del Duomo si trovano i Palazzi dei papi, austeri edifici duecenteschi intitolati a Urbano IV, Martino IV, Bonifacio VIII. In quest'ultimo, detto anche Palazzo Soliano, si trova il Museo dell'Opera del Duomo.

Orvieto è nota per essere costruita interamente su uno sperone di tufo, facilmente erodibile; al borgo in superficie se ne affianca un'altra città sotterranea interamente ricavata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli. E' per questo che una gita ad Orvieto non può dirsi completa senza aver visitato i suoi pozzi o le sue grotte; il più famoso è probabilmente il Pozzo di San Patrizio, accanto ai giardini comunali che si trovano all'interno della Fortezza dell'Albornoz.

Il pozzo, straordinaria opera di ingegneria civile del Cinquecento, fu scavato per volere di Clemente VII, rifugiatosi ad Orvieto durante il sacco di Roma nel 1527. La sua realizzazione, voluta per motivi di sopravvivenza in caso di assedio o calamità naturali, fu affidata ad Antonio da Sangallo, coadiuvato da Giovanni Battista da Cortona. Le sue dimensioni sono impressionanti: profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri. Tutt'attorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai; le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un'atmosfera surreale. Come noto, il nome del Pozzo di San Patrizio si deve all'analogia con la leggendaria caverna che si trovava su un'isola del Lough Derg, in Irlanda, meta di pellegrinaggio in epoca medievale.

... Pagina 2/2 ... L'altra grande cavità del sottosuolo orvietano è quella del Pozzo della Cava: qui si sovrappongono usi e tradizioni di oltre 2.500 anni di Storia. Parte delle cavità furono scavate dagli Etruschi per sondare la presenza di falde acquifere, mentre il pozzo vero e proprio fu scavato tra il 1527 ed il 1530 sempre per volere di Clemente VII, con lo stesso scopo di quello di San Patrizio. Rimase in funzione fino a metà del XVII secolo, quando le autorità ne ordinarono la chiusura. Nei cunicoli collegati al pozzo si sono svolte per secoli attività umane: dal XIII al XVI secolo alcuni di questi vennero usati come laboratorio di ceramica, mentre altri fungevano da cisterne per la raccolta di acqua piovana in epoca etrusca, riadattata in età medievale come cantina per la conservazione del vino.

Il sottosuolo della città riserva però ancora tante sorprese; a pochi passi dal Duomo i cunicoli e le cavità svelano un altro mondo da scoprire: è quello di Orvieto Underground, che consente di effettuare visite guidate in un complesso sotterraneo polivalente scavato a partire dal IX secolo a.C.; anche qui pozzi, cave, laboratori e frantoi per le olive hanno garantito la sopravvivenza degli abitanti in superficie per millenni.

Tornando alla luce del Sole, restano altri edifici da vedere per quanti non fossero ancora sazi di tante scoperte: tra questi c'è il Palazzo Comunale, costruito nei primi decenni del 1200 e rifatto nel 1500, o il Palazzo del Popolo, edificio romanico-gotico del XII secolo, con maestosa scala esterna e facciata merlata con trifore. La Torre del Moro (già Torre del Papa), invece, è una torre alta 47 metri che svetta nel cuore del centro e consentiva, soprattutto in epoca medievale, di dominare e tenere sotto controllo il territorio sottostante. Nel XIX secolo la torre svolse anche la funzione di contenitore per la vasca dell'acquedotto cittadino e vide l'installazione dell'orologio meccanico, ancora oggi funzionante.

Tra le manifestazioni tradizionali di Orvieto, oltre alle funzioni religiose e all'esposizione della santa reliquia, esiste un corteo storico rievocativo che coinvolge 400 figuranti, ed una Festa della Palombella, risalente al Trecento, che consiste nel far «volare» una colomba, legata a una raggiera scoppiettante di mortaretti su un cavo d'acciaio dalla chiesa di San Francesco al Duomo; la colomba viene poi donata alla prima coppia di sposi di quel giorno.

Come in tutta l'Umbria, anche ad Orvieto la tradizione enogastronomica è molto forte: il Grechetto, il Trebbiano ed il Sangiovese sono prodotti in enormi quantità, con alcune eccellenze come la Muffa Nobile, prodotto doc.
Per quanto riguarda la cucina, ai formaggi si affiancano piatti tipici come la “gallina ubriaca” e la cacciagione, mentre tra i dolci si annoverano i ciambelloni con l'anice.

Nei pressi di Orvieto, poco fuori città, si possono visitare anche la Necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo, che ospita tombe a camera dal VI al III secolo avanti Cristo, o l'Abbazia dei santi Severo e Martirio, ricostruita nel secolo XII dai Benedettini, che vanta un bel campanile romanico dodecagonale ed un magnifico paesaggio.
Orvieto è raggiungibile comodamente in auto percorrendo l'autostrada A1 fino al casello della città; in alternativa, giungendo in treno, si può scendere nella stazione di Orvieto Scalo e da lì salire nella città vecchia fin dentro le mura con la funicolare. Le altre località della regione sono raggiungibili in auto sulle strade provinciali e statali; tra queste Perugia dista 75 km, Todi 37 km, Amelia 45 km, mentre nel vicino Lazio il Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, dista appena 20 km.


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