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Amelia, guida alla cittą murata dell'Umbria

Amelia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Adagiata sulle colline dell'Appennino umbro-laziale, in provincia di Terni, la cittadina di Amelia è sorprendentemente ricca di storia e tradizione nonostante le sue ridotte dimensioni; oggi l'intero comune conta oltre undicimila abitanti, ma è nella parte vecchia del paese che si concentrano la bellezza ed il fascino di questa località.

La sua fondazione risale addirittura all'anno 1134 a.C., ma è certo che il territorio fosse abitato già precedentemente, anche durante l'età del Bronzo; in epoca preromana, inoltre, era un centro molto attivo anche dal punto di vista commerciale grazie ai frequenti ed intensi scambi con i vicini centri etruschi e le città della Magna Grecia.

Ad attendere i visitatori al loro arrivo è l'incredibile cinta muraria che protegge il centro di Amelia: la sua costruzione iniziò in un arco di tempo collocabile tra il III ed il VI secolo a.C. con blocchi di calcare massiccio poligonali incastrati tra loro a secco, senza malta od altri artifici; se non fosse stato per un recente crollo di un tratto murario della lunghezza di circa 20 metri – ora in fase di ristrutturazione – sarebbe stato impossibile, per il turista, immaginare che queste mura hanno quasi 2500 anni di vita.

A partire probabilmente dal III secolo a.C. Amelia entrò nell'area di influenza romana, le cui peculiarità sono ancora oggi ben visibili nell'architettura del centro storico e nell'esposizione permanente di reperti archeologici della Pinacoteca locale. Oggi i visitatori entrano generalmente in città da Porta Romana, uno dei sei accessi al centro; al di sopra della porta si può notare la Madonna posta a protezione degli abitanti dopo il terribile terremoto del 1703, lo stesso che distrusse anche L'Aquila.

Amelia ha mantenuto la propria importanza anche in epoca medievale, quando fu teatro di dispute tra Papato ed Impero e dovette subire il saccheggio da parte dei soldati di Federico II, nonché in epoca rinascimentale, grazie all'enorme influenza di alcune famiglie amerine, in particolare quella dei Geraldini, che aveva ottimi rapporti con Roma e gli Aragona di Spagna.

Andare alla scoperta di Amelia è piuttosto semplice, poiché basta lasciarsi guidare dall'istinto lungo i vicoli del centro: sul proprio cammino ci si imbatterà nella sobria ed elegante chiesa romanica di S.Francesco, in piazza Augusto Vera, o nella Fontana di Farrattini, alimentata da un sistema di cisterne romane interne appositamente pensate per i lunghi periodi di assedio militare che la città subiva all'epoca. Camminando per le strade si noterà poi l'Orologio posto sulla Loggia dei Banditori a fianco del Palazzo Geraldini; a tal proposito, non tutti sanno che fu proprio il curato amerino, già confessore di Isabella di Castiglia, ad intercedere in favore di Cristoforo Colombo per convincere la sovrana spagnola a finanziare la spedizione del 1492 verso il Nuovo Mondo.

Proseguendo la passeggiata per i vicoli, in cima al paese si giunge alla dodecagonale Torre Civica – che domina il territorio fin dall'XI secolo – e all'adiacente Cattedrale dedicata a Santa Firmina, riconosciuta come la più antica dell'Umbria, anche se ricostruita più volte a causa delle distruzioni subite nel corso della Storia. Al suo interno sono ancora conservati gli stendardi sottratti ai turchi nel periodo delle crociate durante la battaglia di Lèpanto (1571), nell'Adriatico. Dal belvedere posto davanti al Duomo, inoltre, si gode di una spettacolare veduta sui Monti Amerini, i Monti Martani, il Terminillo ed il Monte Soratte, in direzione di Roma.

Gli appassionati di Storia non potranno inoltre mancare all'appuntamento con il Germanico, la celebre statua di bronzo raffigurante Nerone Claudio Druso, nipote di Tiberio, padre di Caligola e nonno di Nerone, conosciuto proprio con il titolo di Germanicus. La statua, fiera ed imponente, fu rinvenuta in maniera del tutto casuale nel 1963 e, in seguito all'opportuno restauro, è conservata nella sezione appositamente dedicata all'interno del Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa”, negli eleganti locali dell'ex Collegio Boccarini.

Un'altra grande attrazione turistica di Amelia è quella delle Cisterne Romane, dieci sale sotterranee costruite nel I secolo a.C. che avevano la funzione di raccogliere l'acqua piovana e conservarla per i momenti di bisogno; la loro capacità totale raggiungeva i 4.400 metri cubi. Oggi svuotate dall'acqua e visitabili, alcune di queste sono state in funzione fino al XX secolo, fruibili dagli abitanti del paese attraverso i pozzi che ancora si trovano in superficie.

Rispetto alla tradizione amerina, non si può dimenticare il corteo storico che si tiene due volte l'anno per rievocare lo Statuto del 1346: la manifestazione coinvolge tra i quattrocento ed i seicento figuranti vestiti con abiti medievali ed è molto sentita e partecipata dagli abitanti delle contrade; oltre al corteo cittadino in costume ed agli eventi culinari tradizionali, ogni contrada organizza una propria rievocazione. Sempre in tema di tradizione, è impossibile visitare Amelia senza assaggiare i Fichi Girotti, prodotto tipico locale venduto in tutto il mondo. La produzione di fichi ha origine molto antica: già in epoca romana venivano infatti esportati nella capitale dell'Impero, mentre nello specifico la ricetta dei Fichi Girotti, ancora oggi preparata a mano in un laboratorio artigianale, risale al 1830, quando Amelia era obbligata a darne allo Stato Pontificio un determinato quantitativo come tributo da pagare.

Il Comune di Amelia si trova in provincia di Terni, nella zona sud-occidentale dell'Umbria, a pochi km di distanza dal Lazio; nelle sue immediate vicinanze si trova anche la bella cittadina medievale di Narni, mentre 45 km più a nord-ovest si trova Orvieto, raggiungibile comodamente in auto per una gita in giornata.
Amelia può essere visitata anche partendo da Roma, dalla quale dista cento km, raggiungendo Orte sull'autostrada A1 e successivamente prendendo la E45 fino a Narni, per poi proseguire sulla SS 205 che conduce in paese.
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 Pubblicato da - 13 Febbraio 2013 - © Riproduzione vietata

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