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Ceglie Messapica (Puglia): visita al borgo delle Murge brindisine

Ceglie Messapica, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Fra le cittadine più antiche della Puglia, Ceglie Messapica si è data molto da fare nei secoli per offrire al proprio titolo di “vegliarda” una connotazione lusinghiera, e in effetti questa città d’arte e terra di gastronomia dal ‘400 (secolo della fondazione) ne ha percorsa di strada inanellando prestigiosi riconoscimenti e di seguito un gradimento turistico enorme, fomentato da una splendida collocazione geografica nel bel mezzo di un territorio cosparso di trulli, masserie (molte di esse sono state convertite in agriturismi e strutture ricettive) e sterminati uliveti il cui profumo pare ineguagliabile, là ove le Murge protendono verso meridione toccando la pianura salentina.

Le grotte

Il paesaggio collinare in cui Ceglie Messapica s’immerge ha prevalenza collinare mista a una morfologia carsica generosa che annovera un totale incredibile di ben 53 grotte, per la maggior parte visitabili come ad esempio le Grotte di Montevicoli, ubicate ad appena 1,5 km dal borgo. In superficie la campagna si riempie di una vegetazione rigogliosa tappezzata di monumentali roverelle, lecci e quant’altro ha da porgere all’ammirazione la riconoscibile macchia mediterranea. Per i faunamatori non manca quel meraviglioso popolo animale tessuto da volpi, tassi, falchi, civette e tantissime altre specie.

I Megaliti di Ceglie

Considerata la diffusa presenza delle specchie (caratteristici megaliti formati da cumuli a secco di pietre calcaree che si aggiungono a necropoli, muraglioni e reperti facenti parte della vasta area archeologica), si presume che il primissimo insediamento umano somigliante a un nucleo organizzato sia stata opera dei Pelasgi, poi soppiantati da coloni greci perfezionatori di quell’agglomerato. La “carriera medievale” inizia sotto il segno normanno e il nome feudale di Castellum Caeje, che gli Svevi mutarono in Celle de Galdo, era già cosa nota ai Sanseverino, proprietari della città dal 1584 prima dei Sisto y Britto, dopo l’estinzione dei quali si compì l’Unità d’Italia e la relativa annessione di Ceglie Messapica.

Cosa vedere a Ceglie Messapica

Al periodo medievale appartiene il simbolo indiscusso del borgo pugliese, il Castello Ducale, oggi palesato nella forma quadrata di una torre alta 34 metri e di una Torre Normanna di precedente nascita (1100 ca.), in un perimetro non precisamente definito e in tre torrioni circolari di marca angioina che sembrano sorvegliare gli ambienti del complesso difensivo. Ricordiamo che l’intera città mostra ancora qualche residuo di mura annoverati entro il vecchio sistema contemplante tre porte di accesso, Porta del Monterrone, Porta di Giuso e Porta dell’Arco della Croce (ormai distrutta).

La Rocca domina dal punto più alto del colle in coabitazione con la Collegiata di Maria Vergine Assunta, ricostruita nel 1786 secondo l’impianto primigenio cinquecentesco. Possiede una svettante torre campanaria, una cupola maiolicata e una facciata proto-neoclassica all’altezza di quanto si conserva all’interno, un maestoso patrimonio di altari in marmi policromi, un Crocifisso ligneo del XVI secolo, statue sacre settecentesche (veramente belle quelle che raffigurano Sant’Antonio da Padova e Cristo uscente dal sepolcro), un’Ultima Cena affrescata che si attornia di altre bibliche icone parietali stuccate e una pala d’altare con l’Immacolata Concezione. Parte della volta è decorata dal pittore Domenico Carella. In ultimo vi è da specificare che la Collegiata si presenta come l’unico luogo di culto locale accogliente un fonte battesimale.

Azzeccata fusione di neoclassico e barocco viene degnamente rappresentata dalla Chiesa di San Rocco, anch’essa comprensiva di cupola maiolicata. La fiancheggia un campanile a quattro fornici. Esponente di un diverso stile architettonico è la Chiesa di San Gioacchino, in quanto stupiscono elementi costruttivi che richiamano da vicino il Pantheon di Roma e poi si presenta a pianta ottagonale con murature atte a sostenere tamburo e la volta emisferica. Manifesta la ricchezza artistica focalizzata su affreschi dell’Abruzzese, un San Francesco di Paola e una Deposizione dipinti, infine sculture valenti come ad esempio il San Gioacchino con Bambina.

Al corredo ecclesiastico appartengono la Chiesa di San Domenico con il suo eccezionale censo di cappelle, altari e pulpiti finemente realizzati, l’Abbazia di Sant’Anna derivata da resti di un tempio pagano e tantissime altre chiese di stampo rurale, citiamo l’antichissima Chiesa della Madonna della Grotta risalente al IX secolo a.C., la Cripta Basiliana di San Michele Arcangelo e imponenti monasteri accostati a più austeri complessi, il Convento dei Frati Cappuccini e il Convento dei Padri Passionisti.

Il centro storico – sottoposto dal 1999 a vincolo paesaggistico per i suoi scorci di grande valore - è tutto un viaggiare nella storia imperniata su vestigia interessantissime, araldi di vetusta edilizia rivalutata in ambito moderno, vedasi il sobrio Teatro Comunale, la Torre dell’Orologio capace di risaltare massimamente in Piazza Plebiscito, una lunghissima pletora di palazzi civici e tenute al tempo nobiliari come la Villa Comunale e la Villa dei Cento Pini, che contempla un’oasi verde di 9.000 metri quadrati entro i quali trovano posto un’area attrezzata, campi da tennis, una bocciofila e un parco giochi per bambini.

Eventi e prodotti tipici

Il turismo che Ceglie Messapica punta a soddisfare si dirama toccando i comparti artistico, rurale e soprattutto enogastronomico, quest’ultimo fiore all’occhiello autentico. L’agricoltura gli fa da fucina inesauribile alimentando la gestazione di ulivi (si produce l’Olio Collina di Brindisi D.O.P.), mandorli, fichi e ciliegi, senza ovviamente trascurare l’allevamento praticamente di qualunque tipo di carne mediterranea. La cucina pugliese, si sa, è il paradiso in terra e qui la tradizione gastronomica viene giornalmente cullata da ristoranti che si fregiano di servire portate squisitissime tra cui il Panino Cegliese composto da una rosetta di pane guarnita con olio extravergine, tonno, capperi, mortadella e provolone stagionato. La pasticceria sale in cattedra con il Biscotto di Ceglie, Presidio Slow Food e P.A.T. – Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Tutti questi e altri sapori s’incontrano all’annuale Ceglie Food Festival, fiera del palato di scena all’inizio di agosto.

Alle feste patronali gli autoctoni dedicano molto del proprio folclore andando a venerare figure di culto come Sant’Antonio, Sant’Anna e San Rocco. Suggestivi il Pellegrinaggio ai Sepolcri e la Processione dei Misteri, usanze che resistono dal ‘700 santificando il periodo pasquale.

Come arrivare a Ceglie Messapica

A Ceglie arrivano la SS 581 di Massafra e le SP 22, 24 e 26; la stazione si trova sulla linea ferroviaria Martina Franca – Lecce; l’aeroporto di Brindisi dista solamente 41 km dalla località.
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