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Puglia: itinerario tra castelli, grotte e spiagge dorate

Puglia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il viaggio alla scoperta della Puglia che vi proponiamo è lungo 570 chilometri. E' un itinerario che, andando alla ricerca di vacanze inedite o quasi, permette di scoprire una delle nostre regioni più affascinanti: quella dei trulli monumentali e delle immense grotte sotterranee, delle misteriose caverne marine e dei castelli medioevali, delle nere scogliere che precipitano nell'Adriatico blu-cobaito e delle soffici spiagge dorate che degradano nello Jonio verde-smeraldo, dell'esasperato barocco leccese e delle ingenue cripte bizantine, dei villaggi di un bianco abbagliante, o dei paesi densi di colori caldi.

Il tempo minimo da dedicare a questo itinerario, per assaporarne ogni scorcio, dovrebbe essere, perlomeno, di una settimana. Sette giorni, sarebbero oppena sufficienti per percorrere le varie tappe che suggeriamo, per visitare sommariamente i monumenti e dare un' occhiato ai paesaggi, per pranzare con tutto il rispetto che merito la gastronomia pugllese, per sostare all'ombra di un albero nelle ore torride del pomeriggio. Otto o nove giorni sarebbero già meglio; dieci o quindici rappresentano l'ideale per chi desiderasse trascorrere qualche giorno indimenticabile sulle spiagge dello penisola salentina.

Il programma che descriviamo e raccomandiamo è quello minimo di una settimana. Il nostro itinerario parte da Bari, facilmente raggiungibile, anche dall'Italia settentrionale attraverso la nostra Autostrada del Sole.

La prima tappa del nostro itinerario va da Bari ad Alberobello. Sono 75 chilometri. Partendo la mattina sul tardi, o percorrendo lentamente il lungo viale che costeggia il mare, si può giungere per l'ora di colazione, passeggiare nei vicoli di Monopoli all'ombra fresca e azzurra delle antiche case calcinate, e giungere a Castellana in tempo per scendere nella voragine delle grotte. Le visite, tutte guidate, partono dalla biglietteria. Il giro completo, lungo oltre tre chilometri, richiede circa due ore. Per il tramonto si può essere poi ad Alberobello, in tempo per assistere _ dal belvedere del rione Aia Piccola - allo spettacolo del sole che infìamma il cielo dietro le cupole grigie dei trulli sulla collinetta di Monti.

La seconda tappa, di appena 46 chilometri da percorrere tutti al mattino per sottrarsi al caldo torrido del pomeriggio - parte da Alberobello e qui torna in tempo per il pranzo.
È una gita nel regno dei trulli, da quelli candidi a quelli vivacemente colorati, da quelli semplici a quelli a grappolo. La strada da seguire è quella che porta prima a Selva di Fasano e poi a Fasano, stupendo balcone della Murgia affacciato sulla costa adriatica, torna verso Locorotondo e Martina Franca, settecentesca e barocca, e risale di nuovo ad Alberobello attraverso l'incantevole valle d'ltria.

la terza tappa è lunga 108 chilometri. Parte, naturalmente, da Alberobello, passa ancora da Locorotondo e continua, traversando la manciata di case di Cisternino, verso Ostuni, una deile più caratteristiche cittadine pugliesi. A Ostuni sarebbe consigliabile lasciare l'auto nella piazza del Municipio e salire a piedi, nelle ore fresche del mattino, verso lo parte più vecchia e più alta dell'abitato, fino alla Cattedrale. Tentratrè chilometri, finita la visita, dividono Ostuni da Brindisi.
Da Brindisi a Lecce ci sono appena 40 chilometri, quasi tutti rettilinei, che si possono percorrere in mezz'ora.

Quarto tappa: 100 chilometri da Lecce a Santa Maria di Leuca lungo la costa adriatica: una lunga scogliera interrotta da piccoie, deliziose marine. Dopo aver visitato il castello e la Cattedrale di Otranto, e aver sostato a Porto Badisco - dove, secondo lo leggenda, sarebbe sbarcato.
Enea, si giungere a mezzogiorno aila grotta Zinzulusa, poco prima di Castro Marina. Sull'estrema punta dell'Italia sorge un santuario in cui, secondo una credenza popolare, se non ci si reca da vivi bisogno tornarvi da morti, per meritarsi il paradiso. È il santuario che ricorda ii passaggio di San Pietro, che qui sarebbe sbarcato proveniente dalla Galilea.

La quinta tappa è la più lunga: 150 chilometri da Santa Maria di Leuca a Taranto, Prevede uno sosta a Gallipoli - una sosta lunga - non solo per la bellezza della fontana ellenica, ma per la bontà e lo freschezza del pesce che si può assaggiare. Dopo Gallipoli si percorre un tratto di costa, si toccano, all'interno, Nardò e Manduria, e si ritorna sulla costo per gli ultimi 40 chilometri, fìno a Taranto.

La sesta tappa la consiglieremmo all'interno della città di Taranto, a piedi, con la visita del Museo archeologico - è di straordinario interesse lo sala dell' orefìceria greca - e una passeggiata nel dedalo dei vicoli della parte vecchia che salgono da via Cariati (pittoresco mercato di crostacei) al Duomo. Nel tardo pomeriggio, volendo, si potrebbe fare il giro in auto del Mar Piccolo o, meglio ancora, arrivare fìno al capo San Vito, a sud di Taranto, per lo spettacolo del tramondo sulle isole Cheradi. A chi desiderasse, invece, ~ trascorrere l'intero giorno sulla spiaggia, suggeriamo quella di Lido Silvano, riparata alle spalle aa una fìtta e fresca pineta.

La settima ed ultima tappa porta da Taranto di nuovo a Bari; sono 90 chilometri di buone strade, ma percorse da un traffico intenso perché su questa direttrice si muovono tutti gli interessi che legano le industrie tarantine a quelle baresi ed è percorrendo questa strada che si giunge alla nuova autostrada per Canosa. Raccomandiamo, quindi, molta attenzione, soprattutto dopo Massafra dove le curve si susseguono verso Mottola. A Massafra è consigliabile ra una sosta per visitare le cripte bizantine aperte nei fìanchi della «gravino» dal X al XVI secolo e che fanno della cittadina il più illustre centro trogloditico pugliese.
Un'altra sosta potrebbe esser fatta a Gioia del Colle per visitare il bel castello costruito - come del resto tutti quelli dell'Italia meridionale - dall'imperatore Federico Il. Gioia del Colle è a una quarantina di chilometri da Bari.
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