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Donnas (Valle d'Aosta): il suo vino e la visita al borgo

Donnas, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piacevolmente perso tra i rilievi della Valle d’Aosta, Donnas si presenta come borgo addossato alle montagne, una posizione di comodo in quanto il primigenio agglomerato urbano venne distrutto da una frana nel 1176 costringendo gli abitanti a traslare in un territorio più sicuro.

I resti romani

Il paese si trovava lungo la Strada delle Gallie (di cui è sopravvissuto un tratto di 221 metri tagliato nella roccia e sormontato da un arco romano, entrambi reperti estremamente preziosi per l’intera regione) e si configurava come centro economico molto importante e attivo in epoca romana ma anche nei secoli successivi, specialmente dal XVII secolo, quando a reggerne le redini erano i Savoia e i signori di Pont-Saint-Martin.

Storia di Donnas

A dare una notevole scossa al commercio e al carattere stesso di Donnas pensò la famiglia Selve, che rilevò nelle persone dei fratelli Federico e Augusto la fonderia Mancardi (divenuta fulcro dell’Archeologia industriale locale) risollevandola dalla crisi e permettendo a centinaia di operai di mantenere il proprio posto di lavoro. L’attività si rivelò molto proficua, tanto che in 35 anni essa poté dare adito a un cospicuo stanziamento privato per l’implementazione delle strutture comunali, opere pubbliche e migliorie in grado di incentivare occupazione e profitto.

Cosa vedere a Donnas

A ricordare questa incredibile epopea di sviluppo provvede Villa Selve, sontuosa palazzina a due piani con tanto di terrazza belvedere. Oggi è sede municipale, spostata da un vecchio edificio neoclassico che di piani ne conta tre, tutti riutilizzati, specialmente il piano terra dove si svolgono le lezioni delle scuole di scultura e intaglio che qui a Donnas di fregiano di una lunga tradizione.

Il nucleo urbano attuale possiede un chiaro impianto medievale (la porta d’accesso è un elemento che lascia ben pochi dubbi) progressivamente arricchito nel corso del tempo: facile notare durante una camminata le finestre di evidente ispirazione rinascimentale, gli affreschi, i bei portali in noce e un edificio di marca seicentesca, l’elegante Palazzo Enrielli con la sua torre scalare cilindrica. Passeggiando, si possono ancora scorgere distintamente molti antichi stemmi, scale a viret e camini d’epoca che fanno tutti parte di un suggestivo puzzle cittadino pronto a formare un ritratto radicato nel riecheggiante passato. In questo sensibile patrimonio culturale, architettura e arte creano un’intima simbiosi che ha dato origine a strutture di valore storico-monumentale, ad esempio la Torre di Pramotton, una torre massiccia a base esagonale innalzata su un dominante sperone roccioso. Da qui si gode un panorama mozzafiato e per tale motivo ha acquisito il soprannome francese di Tour de Bellegarde. A edificarla furono nel ‘200 i signori di Bard a scopo difensivo.

La Parrocchiale di San Pietro in Vincoli è affiancata da un fiero campanile a base quadrata e ha visto la luce nel XIX secolo nella stessa posizione ove risiedeva una vecchia chiesa duecentesca poi andata distrutta. Riccamente affrescata, possiede all’interno tre navate e cinque altari, diverse opere artistiche e arredi valenti tra i quali il pulpito decorato dal Delponte con pregevoli bassorilievi.

La Chiesa della Natività di Maria Vergine, edificata a fine Settecento, accoglie un magnifico altare maggiore in legno intagliato, un Padreterno dipinto e una statua della Madonna realizzata nel Trecento. Tra le molte cappelle, quella di Sant’Orso risulta la più antica (1692) ma si pone addirittura come rilettura architettonica di una primigenia cappella ascrivibile all’XI secolo. Vari oratori occupano poi le cime di alcuni monti, ad esempio il Bec Renon e Croix Corma, ubicazioni simboliche per ricercare e trovare il contatto con la santità celeste.

Altra tappa essenziale è la sede della Confraternita del Santo Spirito, uno stabile costituito da due corpi distinti i cui ambienti mostrano tracce di numerosi affreschi tra i quali si distingue nettamente un’Ultima Cena datata 1012. Nelle cantine si conservavano generi alimentari e vino. La viticoltura qua a Donnas ha origini alquanto vetuste, si dice infatti che a praticarla per primi furono i Salassi, primissimi abitanti della Valle d’Aosta.

Gli autoctoni moderni hanno seguito gli insegnamenti raccolti in precedenza dai Romani continuando a incrementare vigneti sui terrazzamenti (unico modo per coltivare terreni aspri a fondo roccioso) per riuscire a evincere finalmente uno straordinario nettare a Denominazione di Origine Controllata, il vino Donnas, bontà di 12 gradi derivato dalla matrice del Nebbiolo Picotendro. Sempre presente sulle tavole delle famiglie, il Donnas ne innaffia i pasti bagnando nel complesso una gastronomia che annovera la principale fonte di sostentamento dei montanari, le castagne (i boschi brulicano di marroni diversificati in molteplici qualità), alle quali si accosta il miele biologico di Donnas. Da alcuni ulivi centenari si colgono ottime olive necessarie per produrre un olio extravergine assai pregiato.

I musei di Donnas: vino e latte

Il grande patrimonio enogastronomico del borgo abbisogna di essere costantemente valorizzato, cosicché il Comune ha dotato il paese di epicentri museali che sono fra i riferimenti degli abitanti: si segnalano allora l’Ecomuseo del Vino presso l’asilo infantile "Anna Caterina Selve" e l’Ecomuseo Latteria di Treby.

Eventi, sagre e manifestazioni

Sempre all’insegna del buon cibo e del buon bere ma altresì del folclore sono le principali manifestazioni che hanno luogo a Donnas. Tra le più partecipate vi è certamente la Festa dell’Uva, occasione per i viticoltori di concorrere al Grappolo d’Oro esponendo i loro grappoli più belli, sottoposti a una rigida analisi da parte di una giuria specializzata. Attraverso la corsa podistica denominata Galoppa Ven, gli avventori hanno la possibilità di fare un giro delle vigne degustando vini lungo le varie tappe. La Festa della Castagna a ottobre celebra la Donnasc, esclusiva qualità di marrone, e nel corso dell’evento si può assistere alla cottura delle caldarroste. La Fiera di San Luca è il ritrovo principale degli allevatori di bestiame e al contempo un grande mercato dove sono messi in vendita articoli di tutti i generi. Non poteva mancare il caloroso Mercatino di Natale nel periodo dell’Avvento: tantissime bancarelle invadono il centro storico, si commercia e si tratta al suono degli strumenti della Banda Musicale di Donnas, a sua volta allietata dal profumo del fumante Vin Brulé.

Anche le feste patronali rivestono un ruolo primario entro l’apparato socio-culturale, ma nulla è comparabile al prestigio secolare della Fiera di Sant’Orso (preceduta dalla Fiera del Legno), un appuntamento che davvero nessuno oserebbe perdersi. Nata come mercato degli attrezzi agricoli, la fiera seguita a proporre alla vendita gli utensili del lavoro della terra ma si focalizza principalmente sull’esposizione di pezzi d’artigianato unici, in cui vengono impegnati i materiali più disparati, vimini, legno, metalli, pietra e tessuti. La kermesse conta a oggi la partecipazione di oltre 450 artigiani, e non è escluso che il numero aumenti considerevolmente nei prossimi anni.

Tutti gli eventi in calendario fanno peraltro da calamita a un turismo che desidera indagare le meraviglie di questo ameno paese fra le montagne, un borgo che accoglie, come abbiamo visto, monumenti rilevanti, palazzi, vestigia antiche e… tanti luoghi sacri.

Come arrivare a Donnas

Da Torino imboccare l’Autostrada A5, uscire al casello di Pont-Saint-Martin e prendere la SS 26 in direzione di Aosta; la stazione di Donnas si trova sulla linea ferroviaria Torino-Chivasso-Aosta; gli autobus Savda collegano Torino e Milano a Donnas; gli aeroporti di riferimento sono il Corrado Gex di Aosta e il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese.

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