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Sesto al Reghena (Friuli Venezia Giulia): l'Abbazia e la visita al borgo

Sesto al Reghena, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Perla del Friuli Venezia Giulia, la piccola cittadina di Sesto al Reghena è da alcuni anni nel novero dei Borghi più belli d’Italia. Di origine pre-romana, ha ricoperto il ruolo di statio nell’era latina ma è in epoca longobarda che fiorisce sviluppandosi enormemente nel corso del Medioevo e beneficiando della solida egida del Patriarcato di Aquileia prima che la Serenissima imponesse la sua ombra coercitiva.

Conclusasi la parabola della Repubblica Veneta, Sesto tornò a respirare a pieni polmoni vivendo positivamente l’Unità d’Italia, a seguito della quale acquisì la definitiva denominazione di Sesto al Reghena in riferimento al fiume che ne attraversa tutt’oggi l’abitato.

L'Abbazia di Santa Maria in Sylvis

La storia antica del borgo friulano ha posto le basi per l’illustre erezione della vetusta Abbazia di Santa Maria in Sylvis in un territorio che nell’VIII secolo abbondava di boschi. Sopravvissuta a stento alla furia degli Ungari, trovò occasione di potenziarsi prevenendo ulteriori attacchi tramite una massiccia opera di fortificazione che la faceva sembrare all’epoca più un castello che una struttura religiosa. Sette torrioni andavano a comporre i cardini delle imponenti mura, ma ora se ne può ammirare soltanto uno insieme alla torre vedetta edificata intorno al 1050 d.C. e convertita in campanile, con l’antica Cancelleria abbaziale posta sulla sinistra a ospitare una scuola materna e la residenza degli abati a far da Municipio cittadino sulla destra. L’entrata in basilica non prescinde dallo scenografico portale recanti affreschi che riportano le figure di Santi, e altre di queste fanno la loro comparsa all’interno: si possono distintamente evincere una Scena cavalleresca e un’Investitura. Il vestibolo s’arricchisce anch’esso interamente di pitture parietali di fine realizzazione, attribuita ad Antonio da Firenze che esercitò la propria arte nel ‘400.

La quasi totalità degli ambienti si rivela curata, toccata dal sacro fuoco della pittura, la Sala delle Udienze, la Sala Museo e l’atrio romanico a triplice navata, ove campeggia un trecentesco Incontro dei tre vivi e dei tre morti, raffigurazione medievale della morte assai emblematica. L’Abbazia stupisce proprio per la somma abbondanza di immagini, alcune delle quali più emozionanti di altre, vedasi l’absidale opera San Pietro incontra Gesù Cristo sulle acque. Pennacchi affrescati e formelle alimentano il folto quadro di decorazioni, presente in particolar modo nella Sala Capitolare e lungo la navata sinistra. Pezzi estremamente preziosi si trovano ubicati nella Cripta e sono essi l’Urna di Sant’Anastasia, una quattrocentesca Pietà in pietra arenaria e un’Annunciazione di fine Trecento.

Cosa vedere a Sesto al Reghena

Altri edifici di culto sono la Parrocchiale di Bagnarola e la piccola Chiesa di San Pietro: la prima contiene un bel crocifisso ligneo rinascimentale, una fonte battesimale cinquecentesco, una Pietà di Pomponio Amalteo datata 1540 e, infine, un pregevole organo Bazzani; la seconda fa parte della tipica architettura campestre, ha origini medievali e di essa colpisce la visione dell’abside semicircolare a catino al fondo dell’aula rettangolare che custodisce un affresco ritraente la Vergine, il Bambino e San Sebastiano.

Testimonianze votive se ne trovano nell’hinterland, la seicentesca Chiesetta di Sant’Urbano a Marignana e l’Oratorio di Santa Chiara presso la località Braidacurti, o ancora l’ottocentesca Chiesa di Sant’Antonio che sorge a pochi chilometri da Sesto, precisamente a Banduzzo, sfoggiando internamente una pala d’altare con San Giovanni Battista e Sant’Antonio da Padova.

Compaiono poi qua e là altre architetture ecclesiastiche, l’Oratorio di San Giuseppe, la Chiesa di San Marco, quella di San Rocco e il gioiello incarnato dall’Oratorio del Cristo pieno zeppo di affreschi.

A Ramuscello si colloca una struttura di altro genere, Villa Freschi, villa veneta settecentesca con parco e lago contornati da scenografici cipressi di palude. Alla medesima categoria appartengono Villa Zanardini e Villa Braida.

Monumento simbolo del circondario è certamente la Fontana di Venchieredo, la cui descrizione si palesa nel quarto capitolo dell’opera letterario di Ippolito Nievo intitolata “Confessioni di un italiano”.

Eventi, sagre e manifestazioni

Eventi che si svolgono in paese sono la Sagra della Trota a Bagnarola fra maggio e giugno, la nostalgica manifestazione Sextovintage e gli appuntamenti di dicembre coincidenti con il Presepe Vivente e Natale a Sesto al Reghena.

Come arrivare

Le arterie autostradali da utilizzare per arrivare in auto a Sesto al Reghena sono la A4 e la A28; la stazione di Cordovado-Sesto si trova sulla linea ferroviaria Casarsa – Portogruaro; l’aeroporto di riferimento è il Ronchi dei Legionari in prossimità di Trieste.

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