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Le foto di cosa vedere e visitare a Claut

Claut (Friuli): le impronte di dinosauro nella Valle del Cellina

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Abbracciato dal comprensorio naturalistico della Valle del Cellina, il piccolo borgo di Claut (che deriva dal latino Clauditu, cioè “luogo chiuso”) vanta compreso nella provincia di Pordenone in Friuli Venezia Giulia origini assai antiche, pare addirittura antecedenti al X secolo.

Storia

Lo sviluppo di questa vetusta realtà la cui altitudine registra 613 metri s.l.m. si contraddistinse per parecchio tempo per la durissima ascesa alla sopravvivenza, pervenuta giorno dopo giorno in virtù di una completa dedizione alla terra, alla caccia, alla pesca e alla pastorizia, attività faticose comunque non completamente in grado di affrancare la popolazione da una condizione di povertà e stenti, combattuta strenuamente tanto dagli uomini quanto dalle donne, le vere eroine di un’epopea di crescita lenta ma inesorabile. Il loro contributo alla famiglia fu massimo, come mogli, madri e lavoratrici indefesse al fianco dei propri mariti. Le gesta femminile sono state rese note e glorificate grazie alla fondazione del Museo della Casa Clautana, che prevede un’evidenziazione degli ambienti risalenti al Seicento, case tipiche dell’epoca accostate ad archetipi naturali esterni quali la Grotta del Landre Scur e la Casera Casavento. All’inizio del ‘900 l’avvento dell’elettricità non impedì la fuga di molti abitanti verso mete estere in cui l’industrializzazione aveva da tempo soppiantato le azioni agresti, sicché durante le due guerre mondiali in paese erano rimasti in pochi, coloro che più avanti avrebbero sperimentato le prime fasi di un’accoglienza turistica pronta a essere incrementata.

Cosa vedere e fare a Claut

La tragedia del Vajont nel 1963 e il terremoto verificatosi nel 1976 provocarono dapprima un dilagante sconforto generale, ma in seguito una sorta di riscatto collettivo che portò all’istituzione della Comunità Montana e del Parco Naturale delle Dolomiti friulane: quest’ultimo ha potuto valorizzare anche siti archeologici di notevole risonanza, raggiunti da sentieri che partono proprio da Claut e conducono l’avventore alla scoperta delle famose impronte di dinosauro entro i confini del Triassic Park.

Non pago, Claut ha individuato nella promozione della pratica sportiva un canale sicuro di emancipazione, creando nuove strutture e potenziando quelle già esistenti: il palaghiaccio ha accolto le universiadi di pattinaggio, gare di curling e hockey, un bell’apripista per la definizione di progetti comprendenti piste per sci di fondo e la discesa, palestre e nuovi ambienti che hanno via via stimolato il turismo in entrata, desideroso di cimentarsi in esplorazione dell’ambiente, escursioni, scialpinismo, trekking, canyoning, passeggiate con le ciaspole e attività legate strettamente alla fruizione culturale del territorio. Cerimonieri sono in fondo i 1.181 residenti del luogo, gente affabile che non disdegna i forestieri facendoli sentire come fossero a casa.

L’unica grande attrazione di stampo architettonico è rilevabile nella Chiesa di San Giorgio, parrocchiale locale, edificio molto antico poi ricostruito interamente all’inizio dell’Ottocento: vi si custodiscono le decorazioni pittoriche eseguite da Triburzio Donadon e gli altari lignei di artigianale fattura.
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Tree Village, il villaggio sugli alberi

A Claut si trova il primo villaggio sugli alberi d’Italia, il Tree Village, le cui case sono noleggiabili dai turisti desiderosi di passare intense giornate immersi nel verde dei boschi e delle pinete. Chi, invece, ama freddo e ghiaccio può optare per il soggiorno invernale sul Monte Ressetum sulla cui cima a 1.800 metri di quota permane già da alcuni anni un villaggio igloo, il Dolomiti Igloo Village, anch’esso accessibile. Da provare un’esperienza unica: guidare una slitta trainata da cani, lo sleddog, oppure semplicemente starvi sopra e godersi lo spettacolo portati in giro da un musher.
Eventi e manifestazioni
Tra gli eventi spicca il più importante se non il più significativo, l’annuale Arte e Sapori della Valcellina, appuntamento che unisce arte, tradizione, cultura del passato, usi e rimandi agli antichi mestieri, alla lavorazione di legno e vimini, alla produzione del caratteristico mestolo chiamato “sedon”. Spazio anche alla cucina popolare, capace di riesumare piatti corposi quali la polenta alla boscaiola, il formaggio dei vecchi casari e, ancora, la tocia, i fasuoi in tecia e le petucce. Si tiene per le vie del paese solitamente la prima domenica di luglio.

Come arrivare a Claut

In auto dall’Autostrada A4 occorre immettersi nella A28, giungere a Pordenone e da qui seguire la SS 251 diretta a Claut passando da Maniago, Montereale e Barcis; la stazione ferroviaria si trova a Pordenone, collegata a Claut da autobus; l’aeroporto di riferimento è quello di Trieste.


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