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Cividale del Friuli, visita alla cittą e al ponte del diavolo

Fu Giulio Cesare a fondare la città in un tempo lontano e a chiamarla Forum Iulii, ispirando il nome per tutta la regione, e poco tempo dopo fu quella la capitale longobarda del Friuli: oggi è una località incantevole del Friuli Venezia Giulia in provincia di Udine, popolata da quasi 12 mila abitanti e incastonata lungo le rive del Natisone, sulla via che unisce la pianura friulana alla valle dell’Isonzo in area slovena. Candidata per l’ammissione al Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, Cividale del Friuli è capofila del progetto Italia Langobardorum, ed è un concentrato eloquente di testimonianze storiche preziose, importantissime per mantenere viva la storia della regione.

Tra le testimonianze più antiche e affascinanti c’è sena dubbio l’ipogeo celtico, un ambiente misterioso scavato nel sottosuolo, dall’origine incerta e l’utilizzo sconosciuto, forse adibito alla celebrazione di riti funerarie oppure a carceri romane e longobarde. Ma gli edifici di culto costituiscono il tesoro maggiore, in particolare l’Oratorio di Santa Maria in Valle, detto anche Tempietto Longobardo: la sua grande importanza è dovuta alla fusione di motivi longobardi con elementi classici, in una sorta di continuità armonica tra arte classica, barbarica e di età carolingia e ottoniana.

Merita una visita il Duomo di Santa Maria Assunta, eretto tra il XV e il XVI secolo e ristrutturato dopo il crollo di inizio Cinquecento secondo il gusto del Rinascimento, ad opera dell’architetto Pietro Lombardo da Carona. Tra le opere d’arte custodite all’interno ci sono la Pala d’Argento di Pellegrino II, un vero e proprio gioiello dell’arte orafa medievale, e due dipinti su tela di Palma il Giovane. Prima dell’attuale edificio si trovava in questo luogo una chiesa antica voluta dal patriarca Callisto. Un’ultima ristrutturazione interna fu operata alla fine del XVIII secolo dagli architetti Giorgio Massari e Bernardino Maccaruzzi.

Accanto al Duomo si sviluppa l’interessante Museo Cristiano, con il Battistero di Callisto dell’VIII secolo e l’antica Ara di Rachtis, capolavoro di arte longobarda del 730-740, ma non sono da meno alcune architetture a carattere civile: è il caso del Palazzo Comunale, realizzato nella seconda metà del Cinquecento sulla base di una preesistente struttura medievale. Nel cortile interno sono stati trovati addirittura dei reperti romani del I-II secolo d.C., appartenuti a una tipica domus signorile.

Dello stesso periodo, costruito tra il 1565 e il 1596, è anche il Palazzo dei Provveditori Veneti, disegnato probabilmente dal Palladio. Oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale del Friuli, che tra le varie collezioni conserva soprattutto oggetti di età longobarda e preziosi codici del periodo medievale.

Infine si possono fare due passi sul dorso del famoso Ponte del Diavolo, che oltre ad offrire una splendida vista sul corso del Natisone è protagonista di una leggenda misteriosa, tra le più antiche e tenaci della zona. Narra la tradizione che gli abitanti di Cividale non fossero capaci di realizzare un ponte in un tratto del corso d’acqua ritenuto particolarmente pericoloso. Chiesero una mano al diavolo in persona, che promise loro di aiutarli se avesse ottenuto, come ricompensa, l’anima di chi avesse attraversato il ponte per primo. Detto e fatto: il demonio si fece affiancare da sua nonna diavolessa, che trasportò nel grembiule la grande pietra tuttora visibile al centro del fiume, ma i cividalesi fecero in modo che il primo ad attraversare il ponte fosse un cane, ingannando il diavolo e godendo astutamente del suo servizio.

In realtà le leggende riguardo a Cividale del Friuli sono molte, così come le tradizioni e le usanze che si tramandano da secoli di generazione in generazione. Per conoscere da vicino il folclore locale e trascorrere un po’ di tempo in compagnia dei cittadini non c’è occasione migliore delle feste e delle manifestazioni organizzate nell’arco dell’anno, che spaziano dagli spettacoli musicali agli intrattenimenti enogastronomici. Il 6 di gennaio si comincia con la Santa Messa dello Spadone, una cerimonia religiosa seguita dal corteo in costume con la rievocazione dell’entrata in paese del Patriarca Marquardo von Randeck avvenuta nel 1366. Nel periodo pasquale è la volta del Gioco del Truc, che si svolge da tradizione nella piazza di Cividale, mentre in luglio c’è il Mittelfest, un grande appuntamento internazionale dedicato allo spettacolo di provenienza mitteleuropea. In agosto si disputa il Palio di San Donato, con i costumi medievali, l’apertura delle botteghe artigiane e le gare di tiro con l’arco, e nello stesso mese, l’ultima settimana, c’è il festival di musica etnica Natibongo, nel parco sulle rive del Natisone. Durante l'Avvento è invece tempo dei Mercatini di Natale, in genere da inizio dicembre fino all'Epifania.

Arrivare a Cividale non è difficile, grazie ai collegamenti stradali efficienti e alla vicinanza di città importanti come Udine (a soli 17 km), Trieste e Venezia (rispettivamente 63 km e 110 km circa). Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada A4 Venezia-Trieste e uscire a Udine Sud, poi continuare sulla Strada Statale 54 Udine-Cividale, oppure uscire a casello di Palmanova e proseguire secondo le indicazioni. Chi viene da nord può percorrere l’autostrada A3 Tarvisio-Udine e uscire a Udine Nord.
Se optate per il treno potete arrivare da Udine mediante la linea Udine-Cividale, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Trieste, a 33 km.

Il clima che troverete al vostro arrivo è di tipo sub continentale, con inverni rigidi, estati calde e una precipitazioni abbondanti: il mese più freddo, gennaio, ha una temperatura media di 2,5°C, mentre in luglio si aggira intorno ai 21,6°C. Ogni anno cadono mediamente 1.200 mm di pioggia.
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 Pubblicato da - 03 Gennaio 2011 - © Riproduzione vietata

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