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Palmanova (Udine), visita alla cittą fortezza

Palmanova, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dall’alto fa l’effetto di un grande pizzo, ricamato nel cuore del Friuli Venezia Giulia tra città d’arte splendide e paesaggi suggestivi: è Palmanova, città un po’ magica dalla storia originale, opera d’arte da ammirare e allo stesso tempo centro abitato più vivo che mai, intriso d’arte e di cultura. Famosa per la pianta a forma di stella e le sue fortificazioni, soprannominata ‘città stellata’ e dichiarata Monumento Nazionale nel 1960, Palmanova è popolata da circa 5500 abitanti e se ne sta a una ventina di chilometri dal capoluogo, Udine.

Per scoprire la sua storia si deve tornare al Cinquecento, quando la spartizione territoriale del Friuli, dopo la perdita di Gradisca nel 1511, era piuttosto mossa e variegata: enclavi venete punteggiavano i possedimenti austriaci, incastrandosi a domini imperiali e confondendosi con i territori veneziani. Non stupisce dunque che Venezia, per rinvigorire le difese sul fronte friulano, abbia deciso di creare dal nulla una fortezza nel cuore della pianura, con l’intento di bloccare gli attacchi turchi e dissuadere le mire espansionistiche arciducali: architetti e strateghi prestigiosi si misero all’opera, e nell’ottobre del 1593 la prima pietra della futura Palmanova fu posizionata.

Non una semplice città dunque, ma una vera macchina da guerra: due cerchie di mura con cortine e baluardi, orlate da un fossato e interrotte da tre porte d’accesso, disegnano tuttora una stella a nove punte tanto bella quanto temibile. La quantità dei bastioni e le dimensioni dei lati erano tutt’altro che casuali, ma si basavano sulla gittata dei cannoni del tempo. Dopo anni di scontri e incertezze, alternativamente presa dagli austriaci e dai francesi, nel 1866 Palmanova fu annessa al Regno d’Italia.

Il pregio delle architetture è evidente sin dalle porte, tre accessi maestosi che si chiamano rispettivamente Porta Udine, Porta Cividale e Porta Aquileia, a seconda dell’orientamento geografico. Conquistato il cuore della città si scoprono scorci affascinanti e rappresentativi, come la Piazza Grande a pianta esagonale, dominata al centro da un basamento massiccio in pietra d’Istria: da qui s’innalza lo stendardo che i palmarini chiamano amichevolmente Mario, simbolo della fortezza e testimone prezioso delle sue vicende.

Su questa piazza se ne stanno schierati con fierezza gli edifici più interessanti di Palmanova. Il Duomo ad esempio, fondato tra il 1615 e il 1636, impeccabile rappresentante dell’architettura veneziana in Friuli, ornato all’interno da opere d’arte di grande valore come la Pala dell’Annunciazione di Pompeo Randi.

Per avere un quadro piuttosto completo della struttura urbana, così complessa e articolata, e soprattutto del sistema difensivo, vale la pena di visitare il Civico Museo Storico della città, che custodisce in ordine cronologico notevoli raccolte di documenti, a formare un unico racconto avvincente suddiviso in quattro periodi, a seconda di chi dominava via via Palmanova: il periodo veneziano, napoleonico, austriaco e italiano.

Il Museo Storico Militare, invece, è allestito all’interno del dongione sopra la Porta Cividale e riunisce cimeli, uniformi e testimonianze che riguardano i Corpi le Unità della città dal 1593 alla seconda guerra mondiale. Da questa posizione, inoltre, comincia l’itinerario del sistema di fortificazioni cittadine: si imparano a conoscere le ‘cortine’, ovvero i nove lati della stella, la postazione elevata sulla cortina detta ‘cavaliere’, e i baluardi o bastioni a forma di punta di freccia, con tanto di piazzetta per l’artiglieria. Sul lato sinistro di ciascun baluardo di apre la loggia, un ambiente accogliente con un caminetto.

Inoltre, in qualunque periodo si decida di visitare Palmanova, la città non perde occasione di allietare i suoi visitatori con qualche evento o qualche festa all’insegna della tradizione. In maggio c’è l’imperdibile appuntamento con la rassegna ‘sapori di storia, storia di sapori’, con tanti stand gastronomici golosi e l’esposizione di prodotti da parte delle migliori aziende locali. Per tutta l’estate i romantici apprezzeranno le serate musicali sotto le stelle, corredate di proiezioni cinematografiche in pieno centro, mostre d’arte, concorsi, degustazioni enogastronomiche e visite guidate ai misteri della fortezza. In luglio, in particolare, si ripete sin dagli anni Settanta una suggestiva rievocazione storica in costumi d’epoca, mentre il 7 di ottobre, in concomitanza con la festa patronale di Santa Giustina, si celebra l’anniversario della fondazione di Palmanova. Nello stesso mese la ‘Fiera dei sapori Friulani’ alletta i buongustai con altre ricette tipiche, e fa divertire i più dinamici con la ‘pedalata dei sapori’.
Da non perdere, nel periodo natalizio, la magica atmosfera dei mercatini ‘Palma on ice’.

Raggiungere Palmanova non è difficile, essendo situata in una zona privilegiata dal punto di vista delle vie di comunicazione, sia a livello nazionale che internazionale. In auto si può arrivare mediante l’autostrada A4, che collega la città a Venezia e Trieste, e mediante la A23 che l’unisce a Udine e Tarvisio. La ferrovia cittadina si trova sulla linea Udine-Cervignano del Friuli e l’aeroporto più vicino, a 35 km circa, è quello di Ronchi dei Legionari di Trieste.

Giunti a destinazione ci si immerge in un clima abbastanza gradevole, con inverni freddi e estati calde: le temperature medie di gennaio, il mese più rigido, vanno da una minima di -1°C a una massima di 8°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 29°C. Le precipitazioni, distribuite in maniera piuttosto uniforme nell’arco dell’anno, toccano il valore massimo in novembre, quando cadono mediamente 111 mm di pioggia.
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 Pubblicato da - 27 Dicembre 2010 - © Riproduzione vietata

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