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San Daniele del Friuli, la cittą del prosciutto crudo e non solo

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  • Duomo
I golosi di tutta Italia, ma alcuni anche nel resto del mondo, lo sanno perfettamente: tra i prosciutti più deliziosi c’è quello di San Daniele. Non tutti sanno, tuttavia, che San Daniele del Friuli ha tanto altro da offrire, oltre all’ottima tradizione culinaria: la cittadina del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine, è una bella località appollaiata sulla cima di un colle, a 252 metri s.l.m., con lo sguardo sognante proteso verso la pianura. Popolata da circa 8200 abitanti, ha un aspetto intimo e familiare, vanta alcuni monumenti di pregio ed è inserita tra le Città Slow. Non lontana dalle sublimi Alpi Giulie e dal Mare Adriatico, è accarezzata dal corso del Tagliamento in cui prospera la trota, soprannominata ‘regina di San Daniele’, allevata e lavorata in maniera artigianale.

Fulcro della Riforma Protestante in Friuli nel corso del Seicento, la cittadina subì dei gravi danni durante la seconda guerra mondiale, essendo la sede di alcune fabbriche di armi e centri di reclutamento della Repubblica Sociale Italiana. San Daniele fu rimessa a nuovo quasi da zero, ma oggi le cicatrici sono compensate da scorci affascinanti e bei monumenti, palazzi eleganti e chiese di pregio.

Degno di nota è l’antico Palazzo del Comune, fondato nel Quattrocento, oggi sede della sezione antiquaria della Biblioteca Guarnieriana, e proseguendo lungo la Via Roma ci si trova al cospetto della cosiddetta Casa del Trecento, la sola abitazione appartenuta al borgo medievale e sopravvissuta sin ai giorni nostri, all’interno della quale è allestito un piccolo museo con cimeli delle guerre mondiali.

A pochi passi sorge la chiesa di Santa Maria della Fratta, fondata nel 1350 e arricchita internamente da opere d’arte notevoli, come l’affresco che raffigura la Caccia al falcone e i frammenti della Madonna in trono con Bambino risalenti al Quattrocento, ma anche una delle campane del Duomo dello stesso periodo e un dipinto del XVII secolo che rappresenta la Deposizione di Cristo.

Alla fine di Via Roma si raggiunge il Parco del Castello, con l’imponente Palazzo Ticozzi – de’ Concina e, vicino alla residenza, la Chiesa di San Daniele in Castello. Questo grazioso edificio di culto è del Settecento, ma il campanile venne ricavato da una torre dell’antico castello, ed è databile al 1486; all’esterno si può ammirare un fine bassorilievo barbarico che raffigura un’Adorazione dei Magi.

Procedendo verso il centro storico di San Daniele in Friuli, attraversando la Piazza Pellegrino, si arriva in Piazza Cattaneo al cospetto della bella fontana cinquecentesca progettata da Giovanni da Udine, mentre a breve distanza si erge il cosiddetto Portonàt, la sola porta d’accesso alla città sopravvissuta nei secoli sin dal 1579, quando venne realizzata sul disegno del celebre vicentino Andrea Palladio.

Da non perdere, su via Garibaldi, la splendida Chiesa di Sant’Antonio Abate, con la sua facciata in stile gotico veneziano e le pareti in pietra d’Istria, il rosone dominato dalla Madonna con Bambino e all’interno un raffinato ciclo d’affreschi realizzato tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, ad opera di Martino da Udine (meglio noto come Pellegrino da San Daniele). Questa chiesa, per lo splendore delle linee e dei suoi dipinti, è soprannominata talvolta ‘la Cappella Sistina del Friuli’.

... Pagina 2/2 ... Ed ecco finalmente, in piazza Vittorio Emanuele II, comparire la mole maestosa del Duomo di San Michele Arcangelo, consacrato all’inizio dell’Ottocento e realizzato dall’architetto Domenico Rossi, con una chiara influenza palladiana. Notevoli i portali in bronzo dello scultore Nino Gortan e, all’interno, il fonte battesimale di Carlo da Corona realizzato nel 1510, la Trinità dipinta dal Pordenone nel 1535 circa, e due splendidi trittici posizionati nel coro. I trittici sono ottenuti con l’avvicinamento di ben sei tele, due delle quali, al centro, rappresentano lo Sposalizio della Vergine e la Circoncisione di Gesù, mentre nelle altre quattro si vedono Caino e Abele, il Sacrificio di Isacco, Mosè e Aronne e la Raccolta della manna.

Infine meritano uno sguardo attento il campanile alle spalle del duomo, progettato da Giovanni da Udine, e il Santuario della Madonna di Strada, fondato nel XVII secolo e riconosciuto come uno degli edifici barocchi più importanti del Friuli Venezia Giulia.

Passeggiando nel centro, tra una visita a un museo, l’ammirazione di una chiesa e l’osservazione di una piazza, per rifocillarsi non c’è niente di meglio di un gustoso assaggio di crudo San Daniele, il prodotto gastronomico locale per eccellenza. La bontà del prosciutto non è casuale, infatti già gli antichi si erano resi conto che le particolari condizioni climatiche di questa zona, il buon arieggiamento, la scarsa umidità e le temperature delle colline, miglioravano la conservazione della carne e favorivano la stagionatura: non semplice conservazione ma un procedimento molto più raffinato, basato sull’utilizzo di ingredienti totalmente naturali.

Sono le correnti fresche che spirano dalla zona alpina, incontrando quelle calde dell’Adriatico, a creare il microclima ideale, insieme al terreno morenico che stimola il drenaggio spontaneo e la ventilazione. Il clima di San Daniele del Friuli è infatti piuttosto gradevole, freddo in inverno e mite in estate, con temperature medie che in gennaio vanno da una minima di -2°C a una massima di 7°C, e in luglio vanno dai 17°C ai 28°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo in novembre, quando cadono in media 164 mm di pioggia.

La ciliegina sulla torta sono le manifestazioni, gli eventi culturali e le occasioni di festa che si susseguono in città, a partire dal ‘Pignarûl in Borg di Sac’, la tradizionale festa della befana, e dal carnevale dei bambini, sino all’Estate a San Daniele, che nei mesi più caldi propone proiezioni cinematografiche all’aperto e concerti. In giugno si svolge la festa del prosciutto San Daniele, con degustazioni irresistibili accompagnate da tanti spettacoli e buona musica, e in agosto si celebra la Festa Ladina a base di musica, arte, esibizioni teatrali e giochi della tradizione.
L’autunno mette in campo il Palio della Madonna di Strada, una festa popolare che si svolge in settembre, e dicembre porta in centro i suggestivi mercatini natalizi.

Arrivare a San Daniele del Friuli è piuttosto agevole in auto, ma la città non dispone di una stazione ferroviaria. Chi ha a disposizione un proprio mezzo deve percorrere l’autostrada A4 nel tratto Venezia-Trieste e uscire a Portogruaro, per poi continuare in direzione Villotta e San Vito al Tagliamento; in alternativa si prende l’autostrada A23 in direzione Gorizia-Palmanova e si esce a Udine Sud, poi si prosegue verso Spilimbergo.
San Daniele è raggiungibile in autobus da Udine-Gemona-Spilimbergo, e l’aeroporto più vicino è il Ronchi dei Legionari di Trieste.
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