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Gorizia, Friuli Venezia Giulia. Visitare la cittą e il Castello

Gorizia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Per Max Klinger, pittore e scultore tedesco vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, la nostra Gorizia era “la più bella porta aperta sull’Italia”. E la definizione si addice perfettamente a una città, stretta nel lembo orientale del Friuli Venezia Giulia, che da sempre ha fatto da ingresso al paese e ha faticato per affermare l’appartenenza all’Italia, vivendo da straniera tra i suoi simili. Questo il fascino eterogeneo, mutevole e variegato di Gorizia, comune di circa 36 mila abitanti a metà strada tra il mondo latino e quello slavo, capoluogo della provincia omonima.

La sua anima italiana si è tradotta in due grandi realtà linguistiche e culturali, quella friulana e quella giuliana: la prima appartenente alla città sin dall’origine, la seconda derivata dal passato asburgico e da una migrazione avvenuta in età moderna fino al secondo dopoguerra. Il suo essere terra di frontiera la rende una meta interessantissima, punto d’incontro tra occidente e oriente, tassello d’unione tra le Valli dell’Isonzo e del Vipacco, affacciata sulla pianura isontina e cinta dalle colline morbide del Collio.

Dei popoli che solcarono queste zone rimangono numerose testimonianze, in particolare tanti edifici e monumenti interessanti che costellano il centro storico. Primo gioiello di Gorizia è il Duomo, ristrutturato dopo i danni causati dai bombardamenti del primo conflitto mondiale. Suddivisa in tre navate, con colonne eleganti di marmo nero, ha elementi tipicamente gotici ma anche tracce rinascimentali e barocche. Tra le varie opere che l’impreziosiscono meritano un accenno l’annunciazione del Padovanino, la Sant’Anna che troneggia sull’altare, la grande pala con Madonna e Santi del Tomiz realizzata nel 1825, e la cappella gotica dedicata a Sant’Acazio, con i suoi affreschi del Quattrocento. Da vedere anche il pulpito e l’altare maggiore del XVIII secolo, riccamente decorato, e la barocca “Cappella del Sacramento” con il cenotafio di Leonardo, ultimo conte della città. Ma il vero tesoro custodito nella chiesa sono numerose opere provenienti da Aquileia, donate da nobili austriaci francesi.

La chiesa di Santo Spirito è una piccola chiesa gotica dall’aspetto originale, fondata nel XIV secolo e caratterizzata da un protiro pensile sulla facciata, con due absidi anch’esse pensili accanto a quella centrale. Dentro si possono ammirare una Madonna del Seicento e un crocifisso ligneo che ricalca esattamente quello conservato nel Museo di Storia e Arte, allestito nel palazzo Formentini.

Un altro edificio di culto interessante è la chiesa di Sant’Ignazio, splendido esemplare di architettura barocca austriaca, adornata nell’interno da altari marmorei sontuosi, bei dipinti del Sette e Ottocento e in particolare un notevole affresco del 1721 realizzato dal gesuita Cristph Tausch, raffigurante la Gloria di Sant’Ignazio. Particolarmente preziosi sono il pulpito e i banchi originali del Settecento.

A dominare la città, impettito sulla sommità di un colle, c’è l’imponente castello di Gorizia. Situato a 148 metri di altitudine, è composto da vari edifici tutti racchiusi entro le mura e i torrioni cinquecenteschi: proprio nel XVI secolo, infatti, fu usato come residenza dai conti di Gorizia, per poi diventare una fortezza veneziana e infine una caserma e prigione. Danneggiato in maniera consistente dai colpi della prima guerra mondiale, il castello è stato restaurato e dotato di mobilio d’epoca, e oltre a un accesso privilegiato al mondo del secolo scorso è un ottimo terrazzo panoramico verso il paesaggio circostante e tutta la città.

Per assaporare le tradizioni e la cultura di Gorizia non c’è occasione migliore delle manifestazioni che si susseguono, numerose, nell’arco dell’anno. Tra gli appuntamenti immancabili ci sono il dies domini di aprile, una rievocazione medievale nel borgo Castello, e il festival internazionale della storia di maggio, mentre in agosto c’è il festival mondiale del folclore, con la sua parata di gruppi folcloristici provenienti dai cinque continenti. I palati più esigenti apprezzeranno soprattutto la rassegna settembrina ‘Gusti di frontiera’, dedicata all’enogastronomia locale, e il ‘Vinum loci’ di ottobre, in onore di vini antichi e autctoni.

La cucina è un aspetto importante della cultura e degli usi di Gorizia, rappresentata da tante ricette prelibate. Piatti caratteristici della zona sono il musetto e brovada, cioè il cotechino accompagnato da rape bianche grattate fermentate nella vinaccia. Da assaggiare il gulash e le profumate frittelle di erbe, ma anche i contorni tradizionali come le patate in tecia e il radicchio servito coi fagioli. Irresistibili i dolci, soprattutto la gubana, il miele e i vini di Oslava, riuniti sotto il marchio di ‘Prodotti tipici goriziani’.

Per arrivare a Gorizia si possono valutare diversi mezzi. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A23/A4 Tarvisio-Trieste, oppure la A4 Venezia-Trieste, e uscire a Gorizia; chi prende il treno trova la stazione di Gorizia sulla linea Mestre-Trieste, mentre gli aeroporti più vicini sono quello di Trieste e quello di Venezia.

Giunti a destinazione verrete accolti da un clima relativamente temperato, ma influenzato dai venti freschi e umidi che soffiano da sud-ovest e colpito, in estate, da temporali frequenti e fugaci: di solito è lo scirocco a portare abbondanti precipitazioni. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -1°C a una massima di 7°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 15°C ai 28°C.
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 Pubblicato da - 11 Dicembre 2010 - © Riproduzione vietata

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