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Iglesias: vacanza nel capoluogo della regione mineraria dell'Iglesiente

Iglesias, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Meta nei secoli dei marinai sbarcati sulle coste vicine: Fenici, Punici, Romani, Musulmani, che poi tornavano alle loro città carichi di argento, piombo, zinco, lignite, galena, quarzo, masse di solfuro, rame, ferro. Diviene importante nella seconda metà del XIII secolo quando le miniere vengono riattivate dai Pisani che introducono maestranze toscane e una saggia legislazione mineraria. Alla morte del conte Ugolino della Gherardesca, immortalato da Dante nella Divina Commedia, il borgo si ribella a Pisa ma viene presto riconquistato. Iglesias passa successivamente agli Aragonesi, ai Giudici di Arborea, infine ai Savoia sotto i quali a partire dal 1720 si comincia lo sfruttamento minerario consistente. Il massimo di produzione si registra attorno al 1850, nel 1913, 1921, 1940. Il nucleo più antico della città è in buona posizione su un colle di 201 metri, con strette vie in lieve pendenza e a pianta pressocché triangolare; i quartieri moderni si estendono invece in piano.

Vi consigliamo di vedere: la Piazza Quintino Sella. Si apre agli inizi del nucleo vecchio: con il monumento a Quintino Sella, il ministro che potenziò lo sfruttamento minerario, e sulla destra i resti delle mura medievali. La Cattedrale. Sorge sulla raccolta piazzetta del Municipio. Ha la facciata originale romano gotica, del 1285-88, e il campanile in parte duecentesco con una campana fusa nel 1337 da Andrea Pisano, artista sommo. La Torre Pisana. Superstite delle venti che in origine collegavano la cinta di fortificazione. Del 1355, ma in seguito ristrutturata. Il Castello di Salvaterra. Del secolo XIV, danneggiato e rimaneggiato. La via Eleonora d'Arborea. Segue le pendici del colle su cui sorge il Castello ripetendo l'andamento di un antico canale interrato nell'Ottocento: in epoca pisana questa strada era detta ruga del Rio. La chiesa di Santa Maria delle Grazie. La facciata è del tardo Duecento come quella della Cattedrale.

Visitate anche il Museo di mineralogia. Annesso all'Istituto tecnico minerario, è formato da due saloni nei quali sono raccolti in 36 armadi ben 8.000 esemplari. Minerali e rocce provenienti da tutto il mondo.

Manifestazioni ad Iglesias: Festa di Santa Maria delle Grazie. Si celebra la prima oppure la seconda domenica di luglio. Messa solenne. Processione per le vie del centro con la partecipazione dei gruppi folcloristici in costume sia di Iglesias sia delle zone vicine: sono alla testa i cavalieri sardi. Serata di canti e balli sardi, gare sportive di vario genere. L'indomani, musica e complessi moderni per i giovani. Ottobrata iglesiente. Sagra dell'uva, balli, canti, manifestazioni culturali e folcloristiche. Il clou dei festeggiamenti è la fiaccolata dell'ultima sera, che dal centro muove in collina fino alla bianca chiesa di Nostra Signora del Buoncammino. Festa di Santa Chiara, patrona della città. Si celebra il 12 agosto. A Natale è invece tempo dei mercatini dell'Avvento a Iglesias.

Souvenirs: Cartoline, sandali e altri oggetti di sughero. Arrecarasa, e una gioia tipo cammeo che le donne portano appuntata sul petto soprattutto quando indossano il costume tradizionale di Iglesias.

Dolci detti «pastiglie»: impasto di mandorle macinate con zucchero, a forma di grandi pastiglie avvolte in carte coloratissime. Guefus: sono piccoli dolci della stessa pasta ma di forma sferica.

Vini. Monica di Iglesias, rosso, Vermentino e Nuragus, bianchi. Gastronomia. Tra i piatti tipici della zona sono molto diffusi i malloreddus o macarones caidos. Si prepara un impasto con 600 grammi di semola, un pizzico di zafferano, due cucchiai di zucchero. Sugo: un trito composto da una cipolla e 150 grammi di lardo, due cucchiai d'olio. Un secondo trito composto da 350 grammi di carne magra di vitello e di maiale, prezzemolo, basilico, salvia, un chilo di polpa di pomodoro; 125 grammi di pecorino piccante stagionato e grattuggiato, sale e pepe.

Nei dintorni: La miniera di Monteponi. A tre chilometri di distanza e a 205 metri di altezza, in una posizione amena all'uscita della strada per Carbonia. I grandi delle miniere di Campo Pisano. Da non trascurare la costa di M. Nai, dominata dal Pan di Zucchero, faraglione di candido calcare alto 133 metri.
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