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Siliqua, nell'entroterra del Sulcis Iglesiente

Siliqua, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Siliqua è un comune di circa quattromila abitanti ubicato nella Sardegna meridionale. Il paese è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno poiché si trova lungo la SS 130, la seconda arteria stradale per importanza della Sardegna, a metà strada tra Cagliari e Iglesias. Dista circa 30 km dal porto e dall'aeroporto di Cagliari. Il paese è ricco di storia e di avvenimenti, le cui testimonianze si possono trovare disseminate su tutto il territorio comunale.

Le sue origini risalgono al periodo nuragico di cui sono visibili le tracce delle torri nuragiche (presenti nelle campagne), oggi in gran parte distrutte. Molti anche i resti degli insediamenti del periodo fenicio-punico utilizzati all'epoca come fortezze o accampamenti destinati ad accogliere le guarnigioni militari di Cartagine. Alla dominazione romana appartengono le rovine dell'acquedotto, che da Siliqua giungeva a Cagliari attraverso il quartiere di Stampace (tra il I e il Il sec. d.C.) e la necropolì. Con l'avvento del periodo giudicale, Siliqua entrò a far parte del giudicato di Calares. A questo periodo risalgono le prime attestazioni sul castello dell'Acquafredda, usato come fortificazione già prima della dominazione pisana. Dopo il 1257 l'abitato e il castello di Acquafredda entrarono in possesso della famiglia dei Donoratico della Gherardesca e, a partire dal 1282, divennero proprietà del noto conte Ugolino.

Caduto in disgrazia il conte Ugolino, Siliqua e il castello passarono sotto il controllo diretto di Pisa. Fra il 1324 e il 1326 il castello e tutti i territori circostanti furono occupati dagli Aragonesi e nel 1410 venne dato in feudo dal re d'Aragona Ferdinando I a Pietro Otger. Nel 1458 fu venduto a Giacomo Aragall, passò poi a Giovanni Bellit i cui eredi ne erano ancora in possesso nel 1603. Nel corso del Seicento la Baronia di Monastir, che includeva anche Siliqua, venne incorporata nel marchesato di Villacidro, del quale erano feudatari i Bou Crespi di Valdaura. Da questi il grosso feudo venne riscattato dai Savoia nel 1838, che lo mantennero per dieci anni fino alla caduta del Regno di Sardegna e, quindi, alla costituzione dello Stato unitario nazionale nel 1861.

Il paese di Siliqua basa la propria economia soprattutto sull'agricoltura e l'allevamento, ma non mancano iniziative nel campo turistico, culturale e ambientale, tra cui strutture ricreative, ricettive e sportive, insediamenti direzionali e, soprattutto, commerciali e artigianali a livello comunale o di consorzio tra comuni limitrofi. Negli ultimi anni, grazie anche all'impegno dell'amministrazione comunale, le attività produttive locali mirano soprattutto a valorizzare le produzioni tipiche e di qualità con il recupero di antiche tradizioni e mestieri (ferro battuto, pane e dolci sardi, restauro mobili d'arte, realizzazione di arredi tipici).

Fonte: Comune di Siliqua - Uff. Affari Generali
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