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Bidoń (Sardegna): il museo e la visita al villaggio sul lago Omodeo

Bidoń, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

È nella storica regione del Barigadu che cercando la perla troviamo Bidonì, uno dei comuni più piccoli della Sardegna, assieme all'attiguo Sorradile, bagnato dalle placide acque del lago Omodeo (ideale per i praticanti di sport acquatici), uno dei laghi più belli della Sardegna ch’è per contro uno dei più grandi bacini artificiali d’Europa. La formica arride al gigante, dunque, là nel bel mezzo di un vasto comprensorio di campi agricoli e pascoli la cui alta resa si deve all’abbondante quantità d’acqua, caratteristica della quale non sempre l’isola può godere in altre parti della propria superficie regionale.

Storia

Bidonì si circonda di arcaici resti risalenti al periodo prenuragico e nuragico, la domus de janas di Pera Pintore e il nuraghe Bentosu, aggiungendovi sul colle di s’Onnariu un antico tempio di Giove ascrivibile senza alcun dubbio all’epoca romana, la cui datazione va presumibilmente indicata nel 50 a.C., come riportato in un’epigrafe incisa sull’altare.

Il fatto eclatante è che questo corrisponde a uno dei tre luoghi sacri scoperti nel Vecchio Continente in relazione al culto pagano di Giove. Fondato intorno al 1157, anno più, anno meno, il borgo iniziò a svilupparsi quasi subito come feudo inscritto nel Giudicato di Arborea e successivamente acquisito dalla frangia aragonese per essere controllato dai De Ligia. L’egida feudale permase fino all’abolizione del sistema nel 1839.

Cosa vedere a Bidoni

Il paese, oggi popolato da sole 150 anime, è un posto molto tranquillo che ricorda le proprie origini con le sue viuzze strette, le strade acciottolate, abitazioni in trachite e monumenti architettonici narratori di un vivo passato. Da vedere c’è innanzitutto la romanica Chiesa di San Pietro, edificio duecentesco che s’erge all’interno del cimitero locale.

D’aspetto decisamente campestre si rivela la Chiesa di Santa Maria di Ossolo, medievale nelle fondamenta, seicentesca nel nuovo impianto. Qui si celebra dal 30 agosto all’8 settembre la novena che onora la Santa Titolare, tradotta in nove intensi giorni di composta religiosità, riti civili, balli, canti e tantissimi spettacoli folkloristici.

Il museo Sa ‘omo ‘e sa majarza

Nel centro abitato è incastonato un museo molto particolare, Sa ‘omo ‘e sa majarza, preposto a illustrare la storia della stregoneria in Sardegna nonché dell’Inquisizione. Un meticoloso lavoro etnografico ha riportato in auge anche diverse tradizioni e numerose leggende in materia.

Eventi, sagre e manifestazioni

Terra di meraviglie archeologiche, macchie naturalistiche ma altresì terra di sapori, generosa nel proporre una cultura in buona parte imperniata su chicche gastronomiche d’eccellenza, basti pensare ai rappresentativi ravioli di patata, chiamati in lingua autoctona sos culurzones de patata.

L’animo carnivoro degli isolani si manifesta nel consumo copioso dell’agnello arrosto, al quale ogni anno è dedicata la conosciutissima Sagra de s’Anzone, di scena nel suggestivo scenario della Pineta di Istei. A gennaio l’inverno è più caldo grazie al Falò di Sant’Antonio, mentre il 24 giugno trionfano i festeggiamenti per San Giovanni.

A Carnevale è grande tripudio di dolci, specialmente di sas tzipulas e preparazioni a base di mandorle.

Come arrivare a Bidoni

Al borgo si arriva imboccando innanzitutto la SS 131 verso Sassari, proseguendo poi fino all’uscita per Nuoro/Olbia, cosicché si possa svoltare sulla SS 131 DCN, uscire a Ghilarza e continuare sulla SP 15 fino a destinazione; col treno si arriva alla stazione di Abbasanta, dopodiché l’autobus ARST colma i restanti 15 km raggiungendo il paese; l’aeroporto di Cagliari è quello di riferimento.
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