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Le foto di cosa vedere e visitare a Zavattarello

Zavattarello (Lombardia), vacanza nel borgo dell'alta Val Tidone

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Lo stemma del paese, raffigurante un drago incatenato che fa la guardia a un albero di mele rosse, la dice lunga sulla vocazione e la storia di Zavattarello: innanzitutto che le mele sono tra i gioielli più preziosi dell’economia locale, fiori all’occhiello dell’agricoltura; poi che le ricchezze del borgo, per quanto semplici e legate alla terra, sono custodite fieramente nel centro di origine medievale, contro chiunque cerchi di sottrarle o di turbare la quiete del posto. Come lo stemma, ogni pietra del centro ha una storia da raccontare: non a caso il comune dell’Oltrepò Pavese, con i suoi mille abitanti circa, fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia.

Incastonato nell’alta Val Tidone, in provincia di Pavia, Zavattarello sembra una scultura in armonia con la roccia sottostante: dominato dalla mole del suo castello, è forse il paese più antico della provincia di Pavia, entrato a far parte della Lombardia nel 1923 e una seconda volta nel 1925, dopo una breve parentesi sotto l’amministrazione dell’Emilia Romagna. Sin dal toponimo si sentono suggestioni affascinanti, e si assapora un’atmosfera antica e popolare: il volgare ‘savattarellum’ indica il luogo in cui si confezionavano le ciabatte – appunto le ‘savatte’- e fa riferimento allo storico mestiere dei ciabattini, un tempo molto praticato.

Il viaggio nel tempo continua con la visita agli edifici più interessanti: incorniciate da una vallata idilliaca, lussureggiante e misteriosa, le mura e le torri cittadine raccontano l’importanza strategica militare di Zavattarello, e le strade accompagnano i visitatori in un percorso avvincente. Percorso che può iniziare dalla piazza principale, cinta da palazzi in pietra e case medievali, e può continuare presso la Rocca dei Dal Verme: di dimensioni imponenti, con mura spesse oltre 4 metri, è dotata di scuderie, spalti, una chiesa e una quarantina di stanze varie, oltre alle terrazze panoramiche da cui si ammirano scorci spettacolari sul territorio circostante. Un tempo era sede di una delle maggiori scuole di guerra di tutta Europa, fondata da Jacopo dal Verme, mentre attualmente vi è allestito un museo d’arte contemporanea; lo spazio verde che la circonda è invece un’area protetta, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale di quasi 80 ettari, notevole da un punto di vista geografico, orografico, paesaggistico e storico.

Tornando alla piazza centrale si può ammirare il trecentesco oratorio di San Rocco, con un altare ligneo pregiato risalente al Quattrocento, e continuando in direzione opposta alla Rocca si arriva alla pieve parrocchiale di San Paolo, originariamente romanica e sostituita nel Settecento con una struttura barocca. L’altare ligneo e le antiche pale d’altare, distribuite tra la navata centrale e quelle laterali, sono i dettagli più interessanti della chiesa.

Sul retro della pieve si scopre il cimitero ottagonale, realizzato nei primi anni dell’Ottocento su commissione di Carlo Alberto di Savoia, dotato di notevole armonia nelle proporzioni delle volte e degli archi e parzialmente occupato dalla cappella di famiglia dei Dal Verme.

... Pagina 2/2 ... Oltre ad essere ‘bello’, come dimostra l’appartenenza al club dei Borghi più belli dello stivale, Zavattarello sa essere molto ‘buono’: deliziosi, infatti, si rivelano i piatti tipici della cucina locale, in particolare il salame crudo e la pancetta di maiale stagionata secondo la tradizionale usanza lombarda, ma anche il risotto con i funghi porcini, i ravioli di brasato e la polenta servita con la selvaggina.

Per assaporare simili prelibatezze ogni momento dell’anno è propizio, ma le occasioni più accattivanti sono le giornate di festa. Le manifestazioni culturali o popolari sono numerose nell’arco dell’anno, e comprendono le ‘giornate medievali’ di metà agosto nel Castello dal Verme e nell’omonima piazza, con tanto di torneo di spada e banchetto a tema, la sagra del fungo di fine settembre con il suo mercato di prodotti tipici, la festa della castagna di metà ottobre e i magici mercatini dell’8 dicembre, con apertura del Castello dal Verme e visite guidate. Chi trascorre a Zavattarello il periodo natalizio non può perdere il presepe vivente e la celebrazione della Santa Messa di Natale nella chiesa di San Paolo, insieme ai figuranti in costume.

All’atmosfera magica corrisponde un clima ideale, che può essere definito appenninico temperato: questa zona della Lombradia regala inverni freddi ma non troppo rigidi, frizzanti quanto basta per garantire delle suggestive nevicate, e estati calde ma non afose, dominate da un sole generoso. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -3°C a una massima di 4°C, mentre in luglio si passa dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse nella bella stagione, si concentrano nel periodo autunnale, con una media di 90 mm di pioggia mensili

Arrivare a Zavattarello non è difficile, grazie alle ottime vie di comunicazione stradali e ferroviarie. Chi arriva da Milano, Pavia o Genova deve percorrere l’autostrada A7 fino a Casei Gerola, seguire per Voghera poi sulla SS461 Voghera-Varzi e sulla SP207 in direzione Zavattarello. Da Torino e Alessandria si percorre la A21 fino a Voghera, poi la SS461 Voghera-Varzi e la SP207 fino alla meta.
Chi opta per il treno può scendere a Voghera, Broni o Stradella e proseguire coi pullman della linea Arfea, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Torino.
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